Pier Luigi Bersani è tornato a bocciare l'ipotesi che la riforma del mercato del lavoro inizi con l'abrogazione dell'articolo 18. "Il problema non sono i licenziamenti ma come entrare nel mondo del lavoro", ha ribadito il segretario del Pdl conversando con i giornalisti a margine del brindisi di saluto alla Camera con gruppo del Pd. Il governo, ha assicurato, "lo capirà, lo dovrà capire...".
Pensare di cominciare con l'articolo 18 "è roba da matti", ha sottolineato ancora Bersani, che ha incontrato il premier Mario Monti. "Le priorità sono le grandi questioni sociali e speriamo di riuscire a dare qualche buona opinione e qualche riferimento all'azione del governo, che deve concentrarsi su questo", ha insistito.
"Il governo punti a coesione sociale"
"Avremo un anno di recessione, ormai è chiaro - ha aggiunto - e partiamo da livelli già bassi di occupazioni e redditi. Bisogna focalizzarsi sulla grande questione sociale. L'Italia non si salva senza cambiamento e coesione".
Il 2011, ha tenuto poi a ricordare Bersani, "è stato un anno molto importante, duro, nel quale tutti abbiamo lavorato assieme bene e che ci ha dato soddisfazioni. Abbiamo vinto le amministrative, è andato a casa Berlusconi e siamo diventati il primo partito del Paese".
Ora, ha proseguito, "bisogna guardare avanti sapendo quel che ci aspetta di nuovo. E' cambiata la fase e nessuno di noi può adagiarsi sul tipo di lavoro fatto fino a ieri".
"Lavorare per la crescita"
Bersani è poi tornato a invocare misure per la crescita. Le prospettive economiche del 2012 sono "una ragione in più per cercare di mettere qualcosa di serio dentro a misure per la crescita - ha detto -. Abbiamo una carta da giocare sui grandi temi energetici e ambientali, sugli investimenti che possono essere fatti a questo fine, e sulla possibilità che dando un po' di spazio ai Comuni si possa avviare subito una serie di piccole opere per dare lavoro".
