L'Ufficio di presidenza del Senato ha deciso di modificare il meccanismo della diaria per i senatori, riducendola in base alle assenze non solo in Aula ma anche in Commissione. "Ci occuperemo anche dell'adeguamento delle indennità - ha annunciato il presidente Renato Schifani - e lo faremo senza arrenderci alle irragionevoli spinte dell'antipolitica".
"L'Ufficio di presidenza ha votato all'unanimità la riforma dei vitalizi e ora il Senato è più in sintonia con il Paese", ha detto Schifani. Il diritto alla pensione sarà maturato a 65 anni con almeno 5 anni di contribuzione; per ogni anno di mandato oltre il quinto, il requisito anagrafico viene diminuito di un anno fino ad un limite inderogabile di 60 anni. Dal primo gennaio 2012, inoltre, il trattamento previdenziale dei senatori e del personale di Palazzo Madama sarà basato sul sistema di calcolo contributivo vigente per i dipendenti pubblici.
Novità anche a Montecitorio. L'ufficio di presidenza della Camera ha dato il via libera definitivo al sistema contributivo per i parlamentari dal primo gennaio 2012 e ha deciso che i singoli deputati potranno rinunciare al vitalizio oppure concordare per sé un sistema meno favorevole. La proposta è stata della vicepresidente della Camera Rosy Bindi (Pd). Sarà permesso, ha spiegato ai cronisti, a ciascun deputato di "concordare un regime meno favorevole per se stesso o di rinunciare totalmente al vitalizio". In questo modo, ha spiegato la democratica stigmatizzando le critiche di Idv e Lega che ritengono i tagli insufficienti, "chi vuol dare qualcosa in più, può farlo".
Inconciliabile ruolo di sindaco deputato
La Giunta per le elezioni di Montecitorio, su proposta di Pino Pisicchio, coordinatore del comitato per le incompatibilità, ha dichiarato l'inconciliabilità dei deputati-sindaci di comuni con oltre 20mila abitanti. Dopo la comunicazione che il presidente della Camera farà arrivare loro, viene spiegato, avranno 30 giorni di tempo per scegliere.
