politica

Tv, "proposta contro ddl Gasparri"

Fassino presenta il progetto dei Ds

03 Mag 2004 - 23:00

I Ds "mettono a disposizione degli alleati" una proposta alternativa al ddl Gasparri sul riassetto del sistema televisivo. Fassino spiega i quattro punti cardine: evoluzione tecnologica rapida verso il digitale; assetto pluralista dal punto di vista culturale e imprenditoriale; centralità del servizio pubblico radiotelevisivo; accentuazione dell'autonomia dalla politica. Ma "è difficile -afferma- parlare di riassetto con una Rai in tali condizioni"

"Una proposta di sistema contro il ddl Gasparri che e' una brutta legge anche se parte dalla stessa logica di ridefinizione dell'assetto complessivo". Piero Fassino interviene al workshop dedicato proprio ai temi dell'informazione radio e tv e spiega le quattro esigenze a cui deve rispondere la legge che i Ds propongono.

La Quercia, come spiega Giorgio Bogi, propone per la Rai una fondazione che possieda le azioni della radio-tv o che le abbia in affidamento dal Tesoro, e questo per creare un' intercapedine che la distanzi dal potere politico. La Rai dovra' poi prendere sul serio l'indirizzo di separazione contabile dell'Ue creando due distinte divisioni, che possono essere portate fino a due societa' diverse, una che gestisca l'attivita' finanziate con denaro pubblico e senza pubblicita', l'altra che riguardi gli introiti da pubblicita'.  

Ma, ha spiegato ancora Bogi, non si deve andare ad una distinzione per reti tra missione di servizio pubblico e no che potrebbe portare ad una marginalizzazione. Quanto al canone per i Ds il meccanismo di maggioranza dovrebbe essere affidato alla commissione di vigilanza.

Insomma, come ha spiegato ancora Bogi, i due punti fondamentali sono "lo sviluppo del sistema e l'armonia del prodotto" e si punta molto sul digitale terrestre per il quale pero' occorre un grande investimento. Si pensa inoltre ad alcune misure per le tv locali, come il passaggio a 14 ore di syndacation, all'accesso alla tv per gli editori di carta stampata, ad aree subnazionali oltre a quelle locali e nazionali per le emittenti e a consorzi di locali con incentivi per il passaggio al digitale. Soprattutto secondo la proposta Ds "bisogna produrre una legislazione che punti al rilancio del servizio pubblico", anche se va sostanzialmente bene il meccanismo di nomina del presidente Rai con voto a due terzi della Vigilanza come propone il ddl del governo. Ma devono essere "mantenute le soglie di settore e non essere calcolate ex post come nel Ddl Gasparri". 

Per il presidente della Commissione di Vigilanza Claudio Petruccioli invece, "bisogna lavorare per una articolazione delle fonti di nomina con scadenze scaglionate per i membri del Cda Rai", insomma "non deve essere individuabile una maggioranza politica all'interno del consiglio". Secondo Petruccioli pero' "bisogna essere piu' determinati sulla separazione con la creazione di due distinte societa"'. 

Giuseppe Giulietti chiede invece di arrivare ad una grande proposta unitaria della coalizione, mentre Vincenzo Vita chiede che la battaglia al disegno di legge Gasparri sia "molto dura perche' e' una legge incostituzionale da molti punti di vista" ma questa battaglia, spiega, "va fatta perche' al momento non ho ancora visto segnali cosi' forti di discesa in campo". E il segretario generale Slc-Cgil Fulvio Fammoni annuncia per il 13 febbraio un'iniziativa del sindacato della comunicazione dedicata proprio alla riforma del sistema.