RITORNO ALLE ORIGINI

Bossi rilancia l'operazione secessione "dolce": "Una separazione consensuale dall'Italia"

L'annuncio attraverso il giornale della Lega, la Padania, nel giorno della riapertura del Parlamento del Nord

03 Dic 2011 - 21:34
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Ansa

© Ansa

"Indipendenza unica via. Bossi: ma sia consensuale". Con questo titolo a tutta pagina, La Padania, il quotidiano della Lega Nord apre il giornale di domani in edizione speciale per la riapertura del Parlamento Padano a Vicenza. "Occorre ragionare su una possibile indipendenza condivisa. Occorre pensare a una trattativa tra le aree del Paese, perché è ormai evidente come così non si possa proseguire" è il virgolettato attribuito al leader della Lega.

Bossi, scrive il quotidiano del Carroccio, "ieri in ottima forma in via Bellerio", ha fornito una gustosa anticipazione: "Occorre ragionare su una possibile indipendenza condivisa. Occorre pensare a una trattativa tra le aree del Paese, perché è ormai evidente come così non si possa proseguire".

Cosa si avvia dunque a diventare "l'unico partito capace di rompere l'unanimismo appecoronato che caratterizza oggidì il Parlamento italiano (ma anche i mass media)?", chiede 'la Padania' nell'editoriale firmato da Carlo Passera. Dando la soluzione due righe più in là: "La risposta giungerà dall'assise del Parlamento padano che si apre a Vicenza".

"L'appuntamento berico - sottolinea il quotidiano leghista - è atteso proprio per comprendere questa nuova strategia che il Carroccio vorrà inaugurare. Siamo a uno snodo politico importantissimo: prevedibilmente, questo temono certi poteri, che infatti da settimane hanno stretto le maglie dell'informazione così da operare un lavaggio del cervello di massa, la Lega richiamerà presto a sè consensi crescenti di una Padania (e non solo) che rischia di essere, tanto per cambiare, pesantemente bastonata da misure economiche dettate dall'emergenza".

"Ma che non risolvono affatto, anzi persino aggraveranno - spiega ancora l'editorale - il motivo di fondo della crisi italiana: la mancata soluzione del difficile rapporto Nord-Sud, il galleggiamento, pur nella tempesta finanziaria, delle solite aree di parassitismo e clientelismo. L'eterno gattopardo nostrano, insomma".