"Sono solo pettegolezzi"

Berlusconi: "Mie dimissioni sono pettegolezzi""Quella del governo è una battaglia di civiltà"

"Mi spiace deludere i nostalgici della Prima Repubblica, ma la responsabilità impone a noi e al nostro governo di continuare", ha aggiunto il premier

05 Nov 2011 - 21:05
 © Ap/Lapresse

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Il premier Silvio Berlusconi smentisce con forza l'ipotesi di sue dimissioni, sottolineando che quella a difesa del governo da lui presieduto è una "battaglia di civiltà", a fronte della crisi. "Mi spiace deludere i nostalgici della Prima Repubblica, quando i governi duravano in media 11 mesi, ma la responsabilità nei confronti degli elettori e del Paese imponge a noi e al nostro governo di continuare", ha aggiunto.

E' un "battaglia di civiltà" quella che "stiamo conducendo in questo difficile momento di crisi", ha sottolineato il premier che etichetta come "chiacchiere e pettegolezzi" le voci che girano nei palazzi romani sulle "dimissioni di questo governo".

"Nessun passo indietro, manterremo gli impegni"
"State tranquilli, non ho proprio nessuna intenzione di fare passi indietro. La maggioranza c'è". Con queste parole il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha salutato, in collegamento telefonico, i militanti del Popolo della Libertà di Lecco. "Continuiamo ad avere la maggioranza in Parlamento e assolveremo i nostri impegni. Sto lavorando con grande impegno per il Paese e continuerò a farlo", ha aggiunto il premier. Berlusconi ha quindi voluto chiarire che "è stata l'Italia a chiedere l'intervento del Fondo Monetario Internazionale" e che "non si è trattato affatto di un commissariamento".

"Tesseramento Pdl a 1,2 mln"
"Gli italiani hanno partecipato con grande entusiasmo alla nostra campagna di tesseramento e abbiamo raccolto circa un milione e duecentomila adesioni al nostro progetto politico". Si tratta di "un risultato straordinario e una rinnovata fiducia", ha aggiunto Berlusconi.

Alfano: "Non c'è alcun problema dimissioni"
Il presidente Berlusconi è impegnato nella "elaborazione" delle misure derivanti dagli impegni del G20 e "di conseguenza non si pone alcun problema di dimissioni". Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, parlando delle prossime mosse dell'esecutivo. Il premier pensa piuttosto alla "condotta politica da scegliere per favorire il più vasto concorso possibile di forze politiche e sociali" allo scopo di dare risposta alla situazione attuale.

Fini: Berlusconi faccia un passo indietro
"Un passo di lato o un passo indietro da parte del presidente del Consiglio per verificare se è possibile in Parlamento una larga maggioranza basata su chi ha vinto le elezioni". Lo ha chiesto Gianfranco Fini durante un incontro organizzato da Fli. Se Berlusconi "sta con il pallottoliere alla ricerca del deputato che manca" e non segue questa strada "non farà né l'interesse del Paese, né del Pdl, né il suo", ha aggiunto il presidente della Camera.

Calderoli: "Governo tecnico è colpo di Stato"
Se il governo ha i numeri per andare avanti e fare le riforme bene "diversamente non resta che il voto". Lo afferma il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. "Governi tecnici, di coesione o come diavolo li si voglia chiamare, o peggio ancora maggioranze allargate, sarebbero un colpo di Stato e i colpi di Stato si combattono con la rivoluzione".

Formigoni: "Senza numeri è saggio che Berlusconi lasci"
"Dimettersi, allargare la maggioranza e dar vita a un governo a tempo per rimettere a posto la situazione economica italiana: è questa, in sintesi, la via indicata dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, al premier Berlusconi. Una strada che il governatore ritiene "molto saggia". La maggioranza è "straordinariamente esile" e "in prospettiva non si può andare avanti con 316 voti", aggiunge, ribadendo il suo no alle elezioni anticipate.