Il vertice di Palazzo Chigi convocato dopo il crollo della Borsa non ha raggiunto un accordo definitivo sulle misure per fare fronte alla crisi da adottare urgentemente, prima del G20 di giovedì. Si studia un decreto. Molto probabile che venga convocato un nuovo incontro in mattinata fra i ministri economici nel quale saranno redatte anche le misure da inserire nella legge di Stabilità. Possibile anche un maxi-emendamento al posto del decreto.
"Stiamo lavorando per scrivere le misure annunciate nella lettera inviata a Bruxelles e inserirle nella legge di stabilità", ha riferito una fonte presente al vertice ministeriale a palazzo Chigi, spiegando che non tutte le misure potranno far parte del provvedimento. Sembra si tratti di un maxi emendamento che dovrebbe contenere le misure che l'Italia metterà sul tavolo dell'Europa per far fronte alla crisi economica.
Inoltre, ha aggiunto la stessa fonte governativa, si stanno scrivendo anche alcune misure "più urgenti" che potrebbero essere "inserite in un decreto legge". Ma ancora non è detto che questa strada sia percorribile. "Berlusconi parte giovedì mattina per Cannes, e non sappiamo se riusciremo a scrivere i testi del provvedimento in tempo", spiega la fonte. Ecco perché, riferiscono altre fonti, al momento non sono ancora partite le convocazioni per il Cdm.
Comunque, mercoledì mattina, è previsto un nuovo incontro fra alcuni ministri (certamente Paolo Romani, Altero Matteoli e Roberto Calderoli) proprio per proseguire nella stesura dei testi dei provvedimenti.
Con l'obiettivo di presentare interventi concreti che, già al vertice del G20 di Cannes, possano convincere i partner della Ue si lavora ad alcuni temi "portanti": dismissioni, liberalizzazioni e grandi opere cantierabili. Il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl Stabilità in Commissione Bilancio del Senato è fissato per venerdì, ma è probabile, spiegano fonti di governo, che sarà lo stesso esecutivo o il relatore al provvedimento a presentare in aula a palazzo Madama le modifice al testo della ex Finanziaria con le nuove misure.
Tremonti per discontinuità di governo, ma il premier non molla
Nel corso del vertice, secondo alcuni presenti, il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, durante il dibattito sulle misure anticrisi da mettere a punto avrebbe parlato dell'ipotesi di un gesto di 'discontinuità' da parte dell'attuale governo per aprire una fase politica nuova e rilanciare l'economia. Un ragionamento che alcuni hanno letto come la richiesta di un 'passo indietro' da parte del premier che, comunque, Silvio Berlusconi ha respinto. Tuttavia, in seguito, il portavoce del ministro ha smentito: "La ricostruzione dell'incontro di ieri sera a palazzo Chigi e la posizione che avrebbe assunto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non rispecchiano quanto avvenuto realmente e quindi sono false".
Lupi: "Con il maxi emendamento si accelerano i tempi"
Con il maxi emendamento alla legge di Stabilità, che deve essere approvata entro il 15 novembre dal Senato e poi immediatamente dopo dalla Camera, di cui si è discusso nel vertice a Palazzo Chigi, saranno anticipati una parte dei provvedimenti indicati nella lettera all' Ue con date e scadenze. Lo ha detto il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl), senza specificare i singoli punti.
Crisi, Sacconi: "L'Italia non è la Grecia"
"L'Italia non è la Grecia, ad esempio è diversa per patrimonializzazione delle nostre famiglie". Lo ha ricordato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, durante la registrazione di 'Matrix'. Sacconi ha definito la "capacità di risparmio" degli italiani un "punto di forza dal quale partire". Durante la trasmissione, inoltre, il ministro ha ribadito che "la crescita non si ottiene con l'aumento della spesa pubblica ma cambiando le regole".
