FUMATA BIANCA

Consulta, Mattarella eletto alla quarta votazione

Nominato con un solo voto di scarto

05 Ott 2011 - 21:21
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 © LaPresse

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Sergio Mattarella è stato eletto giudice della Corte costituzionale dal Parlamento, riunito in seduta comune, alla quarta votazione con l'Assemblea in numero legale. Mattarella ha ottenuto 572 voti, a fronte di una maggioranza richiesta di 571, che corrisponde al quorum dei tre quinti dei componenti dell'Assemblea. I votanti, secondo i calcoli ufficiosi, sono stati 786. Luciano Violante ha ottenuto 69 preferenze.

Questo il risultato completo della votazione: presenti e votanti 786, Mattarella 572, Violante 65, Di Federico 9; La Loggia 8. schede disperse 12, 69 le bianche, 51 le nulle. Quando il vicepresidente Rocco Buttiglione ha proclamato l'esito del voto si è levato un applauso. "Al prof. Mattarella, ora giudice della Corte costituzionale, facciamo gli auguri di buon lavoro", ha detto.

Chi è Sergio Mattarella: la scheda
"Politico. Deputato della Democrazia Cristiana e ministro negli anni ottanta, dopo la frammentazione della Dc (1994) e' stato tra i promotori del Partito Popolare Italiano. Vicepresidente del Consiglio (primo governo D'Alema 1998-'99) e ministro della Difesa (2000-'01) e' stato deputato della Margherita e presidente del Comitato per la legislazione (2002-'03). Nel 2006 e' stato eletto deputato per l'Ulivo, carica ricoperta fino al 2008".

Questa la 'voce' dell'Enciclopedia Treccani su Sergio Mattarella: poche righe che sintetizzano e fanno intuire un cursus politico e istituzionale di tutto rilievo, che pero' non rende la reale proporzione del ruolo -prevalentemente istituzionale- svolto in politica da Mattarella. E Mattarella, in considerazione della sua origine forense e appartenenza al mondo cattolico, puo' essere considerato un professore ed un esponente cattolico prestato alla politica.

In questo senso, va anzitutto ricordato che Sergio Mattarella, figlio di Bernardo, ministro Dc dell'epoca degasperiana, e' fratello di Piersanti, il presidente della Regione Sicilia che fu assassinato nel 1980, il 6 gennaio, mentre con la moglie e il figlio si apprestava ad andare in chiesa per la festa dell'Epifania. Non si e' mai saputo se la mano del killer, armata di pistola, fosse solo di mafia o di altra matrice ancora. Sta di fatto che Piersanti Mattarella aveva realizzato l'incontro con il Pci nel governo siciliano sul modello di quel progetto che fu di Aldo Moro, di cui Piersanti era ritenuto il delfino politico a livello nazionale.

Parlare di Sergio Mattarella, senza ricordare la vicenda del fratello Piersanti, vorrebbe dire ignorare il clima e le motivazioni che lo hanno portato ad entrare in politica ed arrivare in Parlamento come deputato tre anni dopo, nel 1983, nella Democrazia Cristiana. Rieletto nel 1987, nel 1992, nel 1994 e nel 1996, Mattarella, collocato nella sinistra Dc, si e' subito distinto per la sua sensibilita' istituzionale e per l'equilibrio che lo hanno fatto apprezzare, al di fuori del suo partito, anche da forze politiche avversarie. Nel 1990, fino al 1992, e' stato vicesegretario della Dc.

Dal lato istituzionale, Mattarella e' stato ministro per i Rapporti col Parlamento nei governi di Giovanni Goria e di Ciriaco De Mita, ministro della Pubblica Istruzione nel sesto governo Andreotti. Da quest'ultimo incarico si dimise il 27 luglio 1990, insieme ad altri componenti di governo, tutti della sinistra Dc, per protesta per l'approvazione della legge Mammi', che apri' le porte alla diffusione nazionale delle reti tv della Fininvest e al duopolio televisivo.

Dopo un periodo di attivita' strettamente parlamentare (presidente dei deputati Popolari e Democratici-L'Ulivo) ma anche di vicepresidente della commissione bicamerale per le riforme presieduta da De Mita, Mattarella e' tornato all'esperienza governativa come vicepresidente del Consiglio nel primo governo di Massimo D'Alema, poi di ministro della Difesa nel secondo governo D'Alema, ed ancora nel secondo governo Amato.

E di questi anni, quelli della travagliata esperienza della Bicamerale per le riforme, che Mattarella ha legato il suo nome ad una legge elettorale di tipo misto, col 70 per cento di maggioritario e 30 per cento proporzionale che, approvata nel 1994, e' passata alla storia con la definizione di 'Mattarellum', espressione coniata dal professore Giovanni Sartori. Mattarella, che e' stato tra i fondatori del Ppi, poi della Margherita e successivamente del Partito Democratico, nonche' convinto e attivo sostenitore dell'Ulivo, va orgoglioso di una sua esperienza giornalistica che lo ha visto direttore politico de 'Il Popolo', il giornale della Dc divenuto poi l'organo del Ppi, dal 1992 al '94.