PRIMA DEL VOTO SULLA SFIDUCIA

La camera boccia la sfiducia a RomanoIl ministro si difende e attacca le toghe

Intervento sul voto di sfiducia nei suoi confronti: "I giudici vogliono soverchiare il Parlamento"

28 Set 2011 - 20:13
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 © LaPresse

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Bocciata con 315 "no" e 294 "sì" la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei confronti del ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione dalla Procura di Palermo. Il voto è stato palese e per appello nominale. I votanti sono stati 609.

Il ministro è intervenuto alla Camera prima della votazione sulla mozione di sfiducia presentata nei suoi confronti dall'opposizione: "In questi mesi - ha detto - mi è stato tolto l'onore, perché i processi sono stati trasferiti nelle piazze e in Parlamento". Poi ha attaccato la magistratura: "Quello che un tempo era l'ordine giudiziario - ha detto - ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte".

Saverio Romano ha dato una lettura esclusivamente politica della mozione di sfiducia nei suoi confronti e si è detto pronto ad accettare "le conseguenze" della sua scelta di sostenere il governo. "Ritengo che sia il momento - ha aggiunto - di sottolineare un aspetto che mi riguarda molto personalmente e riguarda quell'iniziativa politica che insieme a me alcuni altri colleghi sposarono al momento in cui il presidente Berlusconi, con i cinque punti programmatici, chiese il consenso anche alle opposizioni responsabili: io ho fatto una scelta insieme a questi colleghi in piena coscienza e con senso di responsabilità. Se anche queste sono le conseguenze, io sono disposto ad accettarle".

"L'ordine giudiziario ha soverchiato il Parlamento"
Romano, nel suo intervento alla Camera, ha detto: c'è una "una sparuta pattuglia di magistrati, per loro stessa ammissione, insieme ad alcuni movimenti politici, che vorrebbero realizzare una democrazia etica anziché una democrazia numerica. Ritengo che io oggi abbia il dovere di fare questo discorso anch per coloro i quali magari lo pensano ma per opportunità, per qualche difficoltà ad esprimere compiutamente il loro pensiero, non lo dicono".

"Noi - ha continuato - non possiamo tenere un Parlamento sotto ricatto dalle iniziative giudiziarie. Il Parlamento deve poter svolgere la sua funzione liberamente e deve lasciar svolgere le sue funzioni alla magistratura. Il trono deve evitare di schiacciare il leone, però è sotto gli occhi di tutti che il leone oggi ha già una zampa sul trono".

Romano ha quindi ripetuto che i fatti che gli vengono imputati sono gli stessi per i quali il pm aveva chiesto l'archiviazione: "'Tempus regit actum'. Se ci fosse stata un'indagine, come dire... 'calda', non ci avrei pensato due volte a inchinarmi al giudizio. Qui si sta parlando invece di un'indagine che era diretta al macero: tutto d'un tratto si riscopre che c'è la necessità non già di approfondire le lacune di quell'inchiesta, ma che quell'indagine stessa, attraverso una disposizione logico-deduttiva, può essere utilizzata per rimandare Romano a processo".

"Berlusconi soddisfatto, abbiamo ampia maggioranza"

Silvio Berlusconi è "molto soddisfatto, anche perché ci sono stati 315 voti con le assenze giustificate e questo significa che la maggioranza è a 325 e si possono fare le riforme". Lo ha detto il ministro Saverio Romano, dopo un colloquio con Silvio Berlusconi, subito dopo il voto sulla sua sfiducia.

Pd valuta l'espulsione dei Radicali
Il Pd apre il 'processo' ai sei deputati Radicali che non hanno votato la mozione di sfiducia al ministro Romano. Giovedì, nel direttivo del Gruppo, valuterà l'espulsione. "E' stato un comportamento incomprensibile e intollerabile". Lo afferma il capogruppo Dario Franceschini.

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