Lo difende in un video su Youtube

Di Pietro difende il figlio: "Quale Trota, Cristiano non è un raccomandato"

Il leader IdV risponde all'accusa di aver favorito l'elezione del suo primogenito in Molise

19 Set 2011 - 19:41
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 © Da video

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Con un video pubblicato su Youtube Antonio Di Pietro respinge con forza le accuse di nepotismo avanzate nei giorni scorsi dagli iscritti del circolo IdV di Termoli, che avevano paragonato la candidatura alle prossime elezioni Regionali molisane di Cristiano, primogenito dell’ex pm di Mani Pulite, a quelle di Renzo Bossi o Nicole Minetti. 

“Mi è stato chiesto di rendere conto delle ragioni per cui mio figlio Cristiano è candidato alle elezioni regionali del Molise. Credo che quando gli vengono poste domande del genere, un politico abbia il dovere di rispondere” afferma Di Pietro nel video. “Mi rivolgo in particolare, confermandogli tutto il mio affetto, agli iscritti al circolo IdV di Termoli, che sono fra quelli che hanno posto la questione. A Montenero di Bisaccia abbiamo candidato Cristiano non perché è un figlio di papà senza esperienza politica. Ha dovuto fare e deve fare la trafila come tutti gli altri iscritti all'IdV. Non si è svegliato una mattina per trovarsi candidato. Non è andato a fare il “trota” di turno con un'elezione sicura in Parlamento, o in qualche listino regionale o in qualche assessorato”, ha aggiunto rispondendo alla nota emessa dal circolo di Termoli in cui veniva accomunato a Bossi e Berlusconi per la “stessa concezione familiaristica e privatistica della politica”.

“Si è candidato come consigliere comunale e lo ha fatto per cinque anni, senza diventare assessore nemmeno quando era in maggioranza - si difende ancora Di Pietro - Poi si è candidato al consiglio provinciale e ha fatto il consigliere provinciale per altri cinque anni. Adesso si candida per andare a fare il consigliere regionale, se i cittadini lo vorranno. Perché sia chiaro: sono state e sono tutte elezioni in cui Cristiano deve chiedere la preferenza sul suo nome, non sul mio. Non va nel listino o nella lista bloccata - aggiunge il leader IdV - E' stato trattato come tutti. Ha fatto la trafila come tutti. Da dieci anni, e anche oggi, attacca manifesti e raccoglie firme per i referendum come tutti gli iscritti all'Italia dei Valori. Non è che se una persona è figlia di un leader politico perde i diritti politici. Non devono esserci favoritismi. Non devono esserci spintarelle o scorciatoie. Per questo, amici di Termoli - conclude Di Pietro - vi chiedo di lavorare tutti insieme per liberare il Molise dal Berlusconi locale."