Nelle inchieste di Napoli e Bari "Berlusconi non è indagato, ma i media continueranno a parlare di gossip e andrà avanti la lapidazione mediatica che nella testa di qualcuno dovrebbe far cadere il governo, così si logora l'immagine del Paese". Lo dice il direttore del Tg1, Augusto Minzolini. "Ieri è stata approvata una manovra che dà credibilità al Paese, oggi si distrugge quella credibilità". Una legge che regoli le intercettazioni è necessaria".
"Il governo resta perché ha i numeri in Parlamento ma intanto si logora l'immagine del Paese - ha aggiunto Minzolini -. Ieri è stata approvata una manovra che dà credibilità al Paese, oggi viene messa in atto un'operazione che distrugge quella credibilità. Per questo una legge che regolamenta le intercettazioni è necessaria, quanto la manovra approvata ieri. L'ultimo a chiederla è stato Casini in un'intervista al Tg1, è arrivato il momento di farla".
Minzolini ha anche ricordato che "oggi un'agenzia di stampa ha dato la notizia che la polizia è venuta nel mio studio, ma non mi è venuto a trovare neanche il barista". "C'è un clima da caccia alle streghe - ha commentato -. Le intercettazioni vengono date in pasto a lettori violando la privacy. C'è un uso disinvolto dello strumento e il bersaglio preferito è il premier".
Garimberti: "Minzolini parla per sé"
Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha preso le distanze dall'intervento: "Fermo restando il diritto di ogni direttore di fare editoriali o commenti, l'opinione espressa stasera dal direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è strettamente personale e non impegna in alcun modo la Rai", ha dichiarato.
