Rutelli: gelo su proposta-Fassino
Art. 18, Cofferati boccia il referendum
Anche Cofferati boccia il referendum sull'art.18: "Rischierebbe di dividere ciò che in questi mesi con tanta fatica abbiamo unificato". Meglio una legge, dice, allineandosi alla proposta di Fassino, per estendere i diritti dei lavoratori. Ma la Margherita non ci sta: un ddl per evitare il referendum? "Mi pare molto difficile -avverte Rutelli- anche perché dovrebbe andare nella direzione del quesito proposto da Bertinotti e noi non siamo d'accordo".
Dunque continua all'interno del centrosinistra il dibattito sulla linea da adottare per rispondere all'offensiva politica lanciata da Rifondazione comunista che ha promosso, a dire il vero insieme ai Verdi, un referendum per estendere le tutele previste dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori anche ai dipendenti delle imprese al di sotto delle 15 unità.
La proposta di Fassino Ma quella del segretario, fanno sapere qualche ora dopo da via Nazionale, è semplicemente una "proposta", visto che dell'argomento non si è discusso durante il vertice di coalizione, come conferma anche lo Sdi. E sono proprio i socialisti di Enrico Boselli, insieme ai parlamentari della Margherita a sconfessare subito la soluzione messa a punto dal segretario della Quercia per contrastare l'iniziativa di Rifondazione: "L''idea di presentare un ddl è una proposta tecnicamente inefficace - fa sapere l'ex ministro Tiziano Treu - e politicamente non condisivibile".
non rispecchia tutto l'Ulivo
Sembrava che la coalizione avesse trovato un'intesa visto che, al termine del vertice dell'Ulivo convocato giovedì in vista delle amministrative di primavera, il segretario della Quercia Piero Fassino annunciava: "Come Ulivo presenteremo una proposta di legge per evitare il referendum e tutelare i diritti degli occupati in aziende con meno di 15 dipendenti". Anche il Pdci prima (Marco Rizzo ha addirittura annunciato di aver già presentato in Parlamento una proposta legislativa in tal senso), Verdi e il Correntone della Quercia poi, si sono allineati, seppur a denti stretti, alla proposta di Fassino.
Rutelli affonda la proposta di Fassino
Poi arriva la bordata di Francesco Rutelli che con un'intervista a La Repubblica, conferma il suo giudizio negativo sul quesito referendario ("un'iniziativa completamente sbagliata e controproducente - ha detto - perché penalizza le piccole imprese e si disinteressa totalmente di tutti i lavoratori atipici, dai Cococo ai contratti a tempo determinato") e al tempo stesso boccia la proposta di legge lanciata da Fassino per evitare il referendum: "Mi pare molto difficile - ha spiegato il coordinatore dell'Ulivo - anche perché dovrebbe andare nella direzione del quesito proposto da Bertinotti e noi non siamo d'accordo ed inoltre non raccoglierebbe la maggioranza dei consensi in Parlamento, mentre il pacchetto Amato-Treu sullo statuto dei nuovi lavori è una sfida alla destra e può avere molti numeri".
Anche Cofferati boccia il referendum "So - ha sottolineato - che le intenzioni dei promotori sono positive. So benissimo, e da ex sindacalista non lo posso certo dimenticare, che esiste un problema enorme da risolvere, quello legato al fatto che tantissimi lavoratori, soprattutto giovani, non hanno tutele né diritti ma - ha puntualizzato - l'estensione dei diritti, la loro modulazione, la copertura di bisogni concreti che hanno tantissime persone, ha bisogno di atti legislativi". Secondo Cofferati infatti, "la strada giusta è quella che intende riproporre la Cgil: leggi che non possono riguardare soltanto l'annullamento o l'estensione di diritti, ma devono contemporaneamente riguardare anche la creazione di strumenti di tutela per tutte le persone che sono prive di entrambi". Dunque "una legge per riformare gli ammortizzatori sociali, che oggi sono strumenti di protezione che moltissimi lavoratori non hanno", ma anche "una legge in grado di dare garanzie e protezione sul piano dei diritti a coloro che ne sono privi".
e preferisce la via legislativa
"Non sono per niente d'accordo con il referendum perché penso che finisca per dividere ciò che nel corso di questi mesi con tanta fatica abbiamo unificato". Così Sergio Cofferati ha sciolto la riserva nei confronti del quesito referendario promosso dal Prc.
