Salta nella manovra l'obbligo di indicare il nome della banca sulla dichiarazione dei redditi. Lo prevede un emendamento al testo, approvato dalla Commissione Bilancio del Senato. Tra le novità anche la conferma della possibilità per i Comuni di pubblicare online i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi, ma per aggregati, categorie di soggetti, senza dunque una identificazione esplicita del contribuente con nome e cognome.
La Commissione ha votato il mandato al relatore e il decreto, modificato, approderà da martedì all'aula del Senato. L'assemblea ha tempo fino a sabato per l'ok definitivo, poi il provvedimento passerà alla Camera.
Via libera anche al pacchetto fiscale contenuto nella manovra economica con una serie di modifiche. Nel provvedimento il contributo di solidarietà rimane solo per la pubblica amministrazione, i parlamentari e i pensionati. La norma prevede inoltre il carcere immediato (a partire dall'entrata in vigore del decreto) per chi evade oltre 3 milioni di euro, consente ai Comuni che collaborano alla lotta all'evasione fiscale di tenere nelle proprie casse il 100% dell'accertamento tributario e introduce "una maggiorazione di 10,5 punti percentuali" all'Ires per le società di comodo.
Il provvedimento introduce inoltre una stretta sulle agevolazioni fiscali delle coop, norme più stringenti per i casi di "concessione in godimento di beni dell'impresa a soci e familiari". I controlli sui conti correnti bancari da parte dell'amministrazione fiscale, infine, potranno essere eseguiti anche in via preventiva e non solo in caso di accertamento.
