Rush finale per la maratona parlamentare sull'approvazione della manovra economica, modificata dopo il confronto con le opposizioni. Il primo via libera è giunto in piena notte dalla commissione Bilancio del Senato che ha approvato tutti gli emendamenti presentati dal relatore. Sul nuovo testo il governo ha posto la fiducia e Palazzo Madama ha approvato il documento con 161 sì, 135 no e 3 astenuti. La manovra ora passa al vaglio di Montecitorio.
"Nessuno fa questa manovra se non per il bene comune. Senza il pareggio il debito divorerebbe il nostro futuro e quello dei nostri figli", ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intervenendo in Aula al Senato. "Nessuno ci chiede il pareggio nel 2011, ma già ora dobbiamo definire il percorso per il pareggio nel 2014", ha sottolineato Tremonti che poi ha lanciato una proposta: "Serve un vincolo assoluto al pareggio. Dovremo insieme, maggioranza e opposizione, introdurre nella Costituzione la regola d'oro del pareggio di bilancio".
Il nuovo testo rafforza la portata degli aggiustamenti sui conti pubblici già nel 2011, facendo sì che l'intervento complessivo arrivi a 70 miliardi. "Oggi in Europa c'è l'appuntamento con il destino - continua Tremonti -: la salvezza non arriva dalla finanza ma dalla politica. Ma la politica non può fare errori". Anche perché "è come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe".
Non nasconde la soddisfazione per l'approvazione del testo in tempi record il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "E' un miracolo", ha detto. "Nel prossimo futuro occorreranno altre prove di coesione". Anche il presidente del Senato Schifani ha ringraziato per "il senso di responsabilità" le opposizioni. "Questa è una risposta forte, che richiama il principio di solidarietà nazionale e di quella coesione nazionale alla quale ci richiama sempre il presidente della Repubblica", ha detto Schifani.
Il giudizio dell'opposizione, tuttavia, resta negativo e l'auspicio è quello di un governo tecnico imminente. L'esecutivo "incapace" è "un danno" per l'Italia e farebbe bene "a togliere le tende", si sottolinea negli interventi dell'opposizione in aula al Senato. Una posizione "irricevibile" secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini. E anche Bossi, a modo suo, risponde sull'ipotesi di un governo tecnico con una pernacchia e il gesto delle corna. "Tanto devono prima parlare con me, altrimenti se lo facciano loro il governo se ci riescono", dice Bossi ai cronisti. Poi, sul futuro dell'esecutivo dopo la manovra, aggiunge: "Un governo non è mai tranquillo, deve sempre temere quando si tratta di potere".
Taglio a tutte le agevolazioni, anche quelle per le famiglie
Il taglio alle agevolazioni fiscali sarà indistinto. Cioè riguarderà tutte le 483 voci di agevolazione attualmente previste. Il taglio sarà lineare e sarà del 5% nel 2013 e del 20% a partire dal 2014. Riguarderà, tra l'altro, i figli a carico, le spese per la sanità, i redditi da lavoro dipendente, gli asili, gli studenti universitari. Questo anche se - spiega il relatore della Manovra Gilberto Pichetto Fratin - "il governo con successivi decreti potrà decidere di escludere alcune categorie".
