Le donne vogliono tornare protagoniste di una nuova stagione sociale. Guardano con diffidenza alla politica e sembrano non volere i partiti. Chiedono con forza di essere ascoltate. E' questo l'idenkit del nuovo movimento femminile che è nato oggi a Siena. Oltre duemila donne, in rappresentanza di associazioni e comitati, accorse da tutta Italia per riproporre la domanda "Se non ora quando?" che il 13 febbraio portò un milione di persone in piazza.
"Qui a Siena si tiene l'incontro nazionale fondativo del movimento delle donne - annuncia Cristina Comencini, dall'inizio, insieme alla sorella Francesca, una delle più convinte supporter -. La nostra agenda, che qui si sta cominciando a scrivere, sarà all'attenzione della politica italiana. Non potranno fare finta di niente. Vogliamo che le donne siano al centro della politica. Questo è un movimento che ha fatto un patto generazionale: facciamo politica, ci rivolgiamo alla politica allargando gli orizzonti, parlando di cultura".
Non è solo antiberlusconismo, è l'apertura di un fronte ampio di contestazione trasversale del modo di fare politica, di pensare alle donne, di escluderle. L'indignazione per il "caso Ruby" ha fatto solo da detonatore, il disagio, dicono tutte, covava sotto la cenere da tempo.
Movimento trasversale, intergenerazionale, e con un'agenda ricchissima di argomenti, dall'economia, allo stato sociale, al lavoro e al precariato, dalle diseguaglianze retributive fino all'antico tema caro alle femministe storiche, la riappropriazione del corpo, la consapevolezza di sé. La segretaria della Cgil Susanna Camusso è molto applaudita, parla della manovra del Governo e dice "è contro le donne, va cambiata immediatamente".
Gli interventi vanno avanti per ore in una piazza di Sant'Agostino arroventata dal sole. Palco e platea sono abbellite da palloncini rosa, in fondo un drappo rosso lancia un invito: "Costruiamo lo sciopero delle donne".
