ANNOZERO, ULTIMA PUNTATA

Santoro: "Non ho firmato con alcun editore"

"Sono pronto a tornare per 1 euro a puntata"

09 Giu 2011 - 21:53
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 © LaPresse

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"Io non ho ancora firmato con nessun altro editore". Lo ha detto Michele Santoro nell'anteprima dell'ultima puntata del programma Annozero. "Nel mio accordo con la Rai c'è scritto a lettere maiuscole che posso continuare a collaborare anche da domani, mi piacerebbe che il presidente Garimberti ne discutesse in Cda - ha aggiunto -. Io sono pronto anche al costo di un euro a puntata nella prossima stagione".

"Vorrei capire per una volta vorrei capire se la volete o no questa trasmissione, adesso che siete liberi dai giudici", ha proseguito Santoro rivolgendosi sempre a Garimberti. "Io non voglio più andare in onda perché lo decidono i giudici e se avessi vinto in Cassazione, cosa che io ritenevo sufficientemente certa, sarebbe stata un'ulteriore sconfitta perché nessuno avrebbe riconosciuto che ero della Rai", ha aggiunto.

''Masi non solo non sapeva fare un bicchiere, ma non era artefice di niente - ha continuato il giornalista -. Ora abbiamo un dg che vorrebbe essere artefice di tutto. Ma ha un problema: deve prendere le distanze dal conflitto di interesse''

"Annozero è finito a Milano e a Napoli. Le persone hanno smesso di essere spettatori. Vogliono decidere e saranno loro a decidere domenica e lunedì", ha detto. "Se avesse vinto la Cassazione - ha sottolineato il conduttore - per me sarebbe stata una sconfitta, perché nessuno avrebbe riconosciuto che ero in onda perché sono della Rai. Io -ha ricordato Santoro- sono della Rai. Il Cda della Rai è della Rai?".

"All'annuncio di un nostro passaggio a La7 - ha proseguito - il titolo ha guadagnato il 20% in un giorno. Per molto tempo dall'interno dell'azienda sono stati portati in piazza tutti i particolari del mio stipendio, per buttare del fango su di me. Ma io sono della Rai, orgoglioso di quello che faccio, e figlio di un ferroviere che ha fatto sacrifici per mandare all'università 5 figli".

"Per voi esistono ricchi e poveri - ha continuato il conduttore rivolgendosi ai vertici aziendali - per me invece c'è la dignità del lavoro che viene prima di tutto dalla libertà. Quando si attaccano qielli come me, si attaccano anche la possibilità per quelli come mio padre di avere un sogno".

Santoro ha poi ricordato i provvedimenti disciplinari dell'Agcom. "Mentre il programma sfondava tutti i record d'ascolto, sono arrivati provvedimenti disciplinari e minacce coordinati con l'Agcom, l'autorità che dovrebbe controllare".

Poi si è rivolto al Capo dello Stato: "Presidente Napolitano, ci rendiamo conto che siamo l'unico Paese in cui l'arbitro della comunicazione è espresso direttamente dai partiti? Si può resistere all'Agcom ma non si può resistere, resistere, resistere anche quando il tempo della resistenza è finito. Io - ha concluso - penso che l"Annozero' sia finito".