Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, si scaglia contro Silvio Berlusconi. "Invadere le testate tv nei prossimi giorni è una cosa inaccettabile, le testate non si mettono a disposizione di una telefonata del presidente del Consiglio, non siamo in Bielorussia, noi non ci stiamo e rompiamo questo giocattolo" dice a proposito dell'annuncio di Berlusconi di una serie di interviste televisive da trasmettere in questi giorni.
"Se Berlusconi vuole andare in tv, a Ballarò o dove vuole lui - ha aggiunto Bersani - andiamo lui ed io: va benissimo. Sennò al mio posto vanno De Magistris, Pisapia, gli altri candidati, perché stiamo parlando di Comuni: questa è la nostra posizione, ed è chiaro che la terremo ferma nei prossimi giorni".
Domani, comunque, il Pd terrà un presidio davanti all'Agenzia garante delle comunicazioni per protestare contro l'annunciata massiccia presenza del premier in televisione: "Saremo lì - ha detto Bersani - al grido 'i romani difendono la libertà dei milanesi, dei napoletani, dei triestini e così via'".
Sulle amministrative, e nello specifico su Milano, il pronostico del segretario del Pd è comunque chiaro: "Tre mesi fa ho detto che vincevamo, due mesi fa ho detto che vincevamo, un mese fa ho detto che vincevamo, pensate che adesso pensi che perdiamo? Certo che vinciamo...".
Rispondendo poi direttamente alle parole delle interviste tv del premier, un Bersani ironico ha commentato il "turbamento" di Berlusconi davanti alle bandiere rosse sfilate lunedì a Milano: "Oh poverino, com'è sensibile...". E sulla tenuta della maggioranza, "se vuole verificarlo, quando è comodo, andiamo a votare e vediamo chi ha la maggioranza".
