nel rispetto della costituzione

Giorgio Napolitano: "All'estero, dopo uno scandalo, i deputati si dimettono"

In visita a Firenze, il capo dello Stato è intervenuto sul ruolo della politica, sull'etica parlamentare, sul federalismo e sulle quote rosa. E ha affermato: "Sento la fiducia degli italiani"

12 Mag 2011 - 13:21
 © Ansa

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Accolto trionfalmente al Salone dei 500 a Firenze, Giorgio Napolitano ha detto di sentire la responsabilità di chi ha la fiducia di tutti gli italiani. "Faccio come posso ciò che debbo fare secondo la Costituzione, e sento la responsabilità della fiducia che mi viene tributata dagli italiani di ogni parte del Paese e di tutte le condizioni sociali". Il capo dello Stato ha invitato a non cedere "alla retorica del pessimismo" sulle capacità dei giovani.

Il presidente della Repubblica ha quindi chiarito che "il Parlamento non è condannato né destinato a sparire né a un esercizio povero e meschino delle sue facoltà", ma per andare verso un sistema delle autonomie che comprenda anche aspetti di federalismo "non ci si può limitare al campo fiscale". Occorre, secondo il capo dello Stato, "anche una Camera delle Regioni e delle Autonomie per corresponsabilizzare i rappresentanti locali e regionali sui problemi del bilancio pubblico".

Rivolgendosi al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, Napolitano ha sottolineato come proprio il governatore "rappresenta il volto giovane e sereno della politica, ed è per questo che qui ci sono tanti giovani".

"In Gb dopo uno scandalo i deputati si dimettono"
In altri Paesi i parlamentari investiti da uno scandalo si dimettono, mentre in Italia "abbiamo uno scala di giudizio un po' diversa", lo ha affermato Napolitano. "Qualche tempo fa ha fatto molto clamore in Gran Bretagna, mentre da noi quel clamore sembrò eccessivo, perché abbiamo una scala di giudizio un po' diversa. Era accaduto che alcuni parlamentari - ha detto - avevano abusato dei loro privilegi e quando furono scoperti seguirono le dimissioni di alcuni di loro e dello speaker del parlamento. Tra le spiegazioni che furono date ne ricordo una: quei poveri parlamentari inglesi erano demotivati perché i poteri della Camera dei comuni si erano ridotti in seguito a quel processo che ho descritto".

"E' vergognoso che da noi ci siano solo poche donne parlamentari"
"A vedere le piccole percentuali di donne elette in Parlamento in Italia cadono le braccia", ha ribadito il presidente della Repubblica, rispondendo alle domande degli studenti nel Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio. C'è un problema generale di sottorappresentanza femminile in tutte le istituzioni e nelle aziende "ma il punto più nero è la rappresentanza nel Parlamento". Per i consigli di amministrazione delle aziende, ha detto, si è fatto ricorso alle quote rosa. "E' un metodo sbrigativo ma efficace. Sarebbe meglio dare prove collettive di impegno". Dare più spazio alle donne significa anche riconoscere, ha concluso, i loro meriti, "vorrà pur dire qualcosa il fatto che siano sempre di più le donne a vincere in maggioranza nei concorsi pubblici, anche nell'ultimo concorso in magistratura".

"Libia, l'Italia non ha dichiarato guerra"
"L'Italia non ha dichiarato nessuna guerra". Lo ha spiegato il capo dello Stato, ricordando l'articolo 11 della Costituzione e il capitolo settimo della Carta fondamentale delle Nazioni Unite che prevede l'intervento armato per stroncare minacce alla pace e alla sicurezza.

"Superare il divario Nord-Sud, affinché il nostro Paese sviluppi"
"E' vero - ha ammesso Napolitano - che dopo 150 anni di unità il divario Nord-Sud non è stato superato, ma non bisogna rassegnarsi, dobbiamo trovare la strada per quanto difficile possa essere. Dobbiamo avere la consapevolezza che l'Italia cresce tutta insieme, Nord e Sud, o non cresce".

"Non si possono decentrare tutti i ministeri"
Il Capo dello Stato è d'accordo sul decentramento di funzioni e competenze amministrative, ma, avverte, "occorre tener ferme alcune esigenze fondamentali di salvaguardia delle strutture portanti di uno stato nazionale. Nessuno può mettere in dubbio il ruolo del ministero degli Esteri e di quello dell'Interno e neanche scelte necessarie per la salvaguardia del nostro patrimonio di beni storici e culturali. Ci sono delle funzioni che non possono essere frammentate, ci sono beni che non possono essere abbandonati all'arbitrio di gestioni locali".

"L'Europa rifletta sui Paesi più deboli"
Il Presidente della Repubblica chiede poi all'Unione Europea "una riflessione autocritica" sulla sua politica nei confronti dei Paesi della sponda mediterranea dell'Africa. "Negli ultimi anni - ha detto - c'è stato un grave ripiegamento dei Paesi membri su se stessi, un restare sempre più chiusi nei propri problemi, nel proprio benessere".

La politica euromediterranea, ha ricordato, "via via si è sfaldata" di fronte alle difficoltà di mettere in campo i propositi del Processo di Barcellona, "c'è stato il fortissimo condizionamento di ottiche nazionali meschine, non c'è stata solo una caduta di generosità, ma anche di visione". Un atteggiamento che si vede nei confronti delle crisi che hanno investito i Paesi del Nord Africa, delle loro difficoltà economiche, del fenomeno di quella "immigrazione forzata" che spinge cittadini disperati di quelle terre nei nostri Paesi.