UNA FIDUCIA PARLAMENTARE?

Napolitano: il "nuovo" governo vada alle Camere

"Con queste nomine è cambiata la maggioranza"

07 Mag 2011 - 10:30
 © Ap/Lapresse

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Con le nuove nomine dei sottosegretari la maggioranza si è allargata, è diversa "rispetto alla coalizione" iniziale e "spetta ai Presidenti delle Camere e al premier valutare le modalità con le quali investire il Parlamento". E' quanto chiede, in una nota, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La nota arriva all'indomani del giuramento dei nove sottosegretari scelti da Berlusconi in rappresentanza del gruppo dei Responsabili.

Il Capo dello Stato ha rilevato che "sono entrati a far parte del governo esponenti di gruppi parlamentari diversi rispetto alle componenti della coalizione che si è presentata alle elezioni politiche. Spetta ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio valutare le modalità con le quali investire il Parlamento delle novità intervenute nella maggioranza che sostiene il governo".

Pdl: rispettata ogni regola
Immediata e netta la risposta del Pdl: "Numerosi voti di fiducia, a partire da quello della svolta del 14 dicembre, hanno chiarito il quadro politico, con ripetute verifiche nelle sedi parlamentari". In una nota congiunta, i presidenti dei gruppi Pdl di Senato e Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, e i vicepresidenti vicari, Gaetano Quagliariello e Massimo Corsaro. affermano: "Le nomine di governo - conclude la nota - sono giunte dopo queste diverse votazioni e nel pieno ed assoluto rispetto delle norme costituzionali e delle prerogative del Capo dello Stato".

Bossi: "Non serve voto Camere"
"Il premier ha la competenza per nominare i sottosegretari, la legge dice che può farlo, perché si dovrebbe passare dal Parlamento. Le leggi si applicano". Lo ha affermato Umberto Bossi.

Bersani: "Colle ha ragione"
Non si fermano le critiche da parte dell'opposizione dopo l'allargamento del governo. "Napolitano ha indicato una strada. Quando si nominano 9 sottosegretari, e se ne promettono altri 10, evidentemente qualcosa succede anche sul piano politico a meno che non si tratti di una semplice compravendita", così il leader del Pd, Pierluigi Bersani, commenta le parole del Quirinale sulla necessità di una verifica parlamentare.

"Aiutare la cultura"
Il Capo dello Stato ha poi speso, alla cerimonia di presentazione dei candidati ai David di Donatello, parole di conforto e sostegno alla Cultura. "L'indispensabile abbattimento del debito pubblico imporrà ripensamenti nella politiche di bilancio, nelle priorità della spesa pubblica e nelle strade da battere per garantire alle attività culturali i necessari sostegni". "Tutti - ha concluso il Capo dello Stato - dovremo dare il nostro contributo non solo critico, ma anche propositivo".

Napolitano, ricevendo al Quirinale il mondo del cinema, ha sottolineato di essere compiaciuto "del clima più disteso che si registra: sono state prese decisioni in sede governativa e non solo annunciati impegni". Allo stesso tempo, ha insistito il presidente, "è motivo di soddisfazione il crescere dell'attività cinematografica italiana con risultati di qualità".

Il Quirinale bacchetta la Rai: "Informi di più sui referendum"
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inoltre ricevuto al Quirinale il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il nuovo direttore generale, Lorenza Lei. Il Capo dello Stato si è complimentato con la dottoressa Lei per l'ampia fiducia accordatagli e le ha formulato gli auguri di buon lavoro al servizio dell'emittente radiotelevisiva pubblica.

Napolitano ha, nell'occasione, affrontato le questioni relative alla piena e tempestiva attuazione del regolamento approvato dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e alla necessaria informazione sulle modalità di svolgimento della consultazione referendaria. Immediata la risposta dell'azienda, che ha sottolineato la propria volontà di adeguarsi a quanto chiesto dal Colle.