Vaticano: regole del buon politico
Un vademecum per i cattolici
Fa discutere entrambi gli schieramenti il vademecum messo a punto dal Vaticano contenente indicazioni per i politici cattolici sull'atteggiamento da tenere di fronte "al proliferare sempre più pericoloso di leggi moralmente ingiuste o imperfette" su temi delicati come aborto, eutanasia o clonazione. "Iniziativa opportuna" per Andreotti, mentre Franceschini (Dl) evoca il rischio "del ricrearsi un fittizio partito dei cattolici". Contrario Baget Bozzo (Fi).
Il vademecum messo a punto dal cardinale Ratzinger Il testo indica ai politici "il comportamento etico" da tenere nei confronti di temi caldissimi, come l'aborto, l'eutanasia, il riconoscimento delle coppie di fatto, le leggi sulle sperimentazioni genetiche e sulla clonazione, argomento sul quale sembra però che il Vaticano sia intenzionato a dire la sua con ancora maggiore determinazione nelle prossime settimane. Il vademecum stilato dalla Santa Sede conterrà indicazioni sui possibili atteggiamenti da assumere di fronte alle leggi che entrino in conflitto con i dettami morali ed etici: si va dalla "resistenza profetica" verso l'entrata in vigore di normative contrarie alla vita e ai diritti umani (come possono essere interpretati l'aborto, l'eutanasia o la manipolazione genetica del Dna umano), alla "collaborazione" o "tolleranza" verso leggi che appaiono come il "male minore", in quanto cercano di ridurre l'ingiustizia di leggi precedenti. Non sono ammessi compromessi nel rapporto tra legge civile e legge morale: "In nessun ambito di vita - sostiene la Chiesa - la legge civile può sostituirsi alla coscienza". Del rapporto tra politica ed etica Giovanni Paolo II aveva già parlato anche in occasione della sua storica visita a Montecitorio, lo scorso 14 novembre. "Al centro di ogni giusto ordine civile - ha detto in quell'occasione - deve esservi il rispetto per l'uomo, per la sua dignità e per i suoi inalienabili diritti".
Un testo di 15-20 pagine, snello nella forma ma sostanzioso nei contenuti che gli sono affidati; il vademecum che la Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, guidata dal cardinale Joseph Ratzinger, si appresta a pubblicare probabilmente la prossima settimana, è una vera e propria "summa" di indicazioni a cui i politici cattolici di entrambi gli schieramenti dovrebbero attenersi quando in Parlamento si discute di leggi "moralmente ingiuste" o "imperfette".
I primi commenti "Era il 1978 - ricorda Andreotti - e la Dc era compatta ad opporvisi ma eravamo numericamente inferiori e il referendum ha confermato il voto parlamentare. C'era una volontà troppo forte. Mi posi anche il problema: avrei dovuto dimettermi per non firmare ma si sarebbe potuta creare una situazione grave per l'ordine pubblico". Anche Dario Franceschini, coordinatore della Margherita, promuove l'iniziativa anche se mette in guardia contro il rischio di "ricreare un fittizio partito dei cattolici". "E' meglio cercare di far valere le proprie opinioni nello schieramento di appartenenza" fa sapere, anche perché, aggiunge, "i cattolici impegnati in politica già ascoltano e rispettano il magistero della Chiesa, ma poi hanno sempre la necessità e il dovere di mediare: è quello che si chiama laicità". Di parere diverso l'ideologo-teologo vicino a Forza Italia, don Gianni Baget Bozzo, che invita la Chiesa "ad evitare ingerenze": "L'iniziativa del Vaticano - fa sapere - susciterà solo polemiche e non produrrà il risultato sperato" . Il Vaticano - ha aggiunto - è liberissimo di esprimersi su certi argomenti, ma deve anche valutare le conseguenze: con quel documento si tocca un argomento molto delicato, quello dell'autonomia dei cattolici in politica, che ha accompagnato tutta la storia del Ventesimo secolo".
E fioccano i commenti all'iniziativa della Santa Sede. Il senatore a vita Giulio Andreotti la giudica "opportuna" ("E' giusto - ha detto - richiamare i principi fondamentali e invitare a superare le appartenenze partitiche quando sono in gioco valori così importanti") e fa sapere di "considerare ancora come un buco nero nella mia coscienza la firma apposta sulla legge per l'aborto".
