A LARGA MAGGIORANZA

Processo breve, il Csm: "E' come un'amnistia"

Napolitano: "Conosco le questioni, farò quello che posso"

06 Apr 2011 - 20:59
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 © LaPresse

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La norma sulla prescrizione breve avrà l'effetto di una "sostanziale amnistia" per i processi in corso. E' questa la tesi sostenuta nel documento approvato dal plenum del Csm. La norma, secondo i magistrati, inciderà soprattutto sui reati contro la pubblica amministrazione e la corruzione. "Conosco le questioni e le seguo come posso", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rispondendo alla richiesta di una donna.

"Presidente, non consenta la prescrizione breve e il processo breve. Glielo chiedo in ginocchio. Faccia di tutto". "Questo lei non deve dirmelo. Conosco le questioni e le seguo come posso". E' stato questo infatti lo scambio di battute fra la madre di una delle 32 vittime della strage del treno di Viareggio del 2009 e il Capo dello Stato, all'uscita della Basilica di Collemaggio a L'Aquila dove si è svolta la messa in ricordo delle vittime del terremoto di due anni fa.

La donna attendeva il capo dello Stato insieme ad altri familiari delle vittime di Viareggio che hanno partecipato alla cerimonia religiosa, alla quale hanno esposto un cartello. A Napolitano hanno chiesto un incontro al Quirinale. "Vi ricevo senz'altro", ha assicurato il capo dello Stato prima di lasciare L'Aquila per fare rientro a Roma.

Csm: così il processo breve cambierà la giurisprudenza in Italia
Il documento critico nei confronti del processo breve è stato approvato a larga maggioranza. Hanno votato no i laici del Pdl, contestando che il Csm possa pronunciarsi su proposte di legge all'esame del Parlamento e senza richiesta del ministro della Giustizia. Non ha partecipato al voto il laico della Lega Matteo Brigandì per non avallare una procedura "illegittima". A favore del documento, che è stato approvato dopo tre ore di dibattito, hanno votato tutti i consiglieri togati, i laici del centrosinistra e il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Secondo quanto ha fatto notare il Csm, la nuova norma sulla prescrizione breve inciderà soprattutto sui processi riguardanti i reati contro la pubblica amministrazione e la corruzione. Il tsto che passerà al vaglio del Csm è un testo messo a punto dal togato del Movimento per la giustizia, Nello Nappi, dopo un confronto con altri consiglieri di Palazzo dei Marescialli.

L'impatto della riforma sarà particolarmente pesante per i processi in corso, ma "effetti negativi, a regime", ci saranno anche "per tutti i processi futuri", sottolinea ancora il documento. Già oggi sono 150mila all'anno i processi che si chiudono con la prescrizione, un numero destinato a un "ulteriore aumento proprio per effetto di questo intervento.

Inoltre, risulta che il processo breve sia "in netto contrasto" con i principi sanciti dalla Convenzione dell'Onu contro la corruzione, ratificata dall'Italia, e che invita gli Stati ad "adottare le misure necessarie, per ricercare, perseguire e giudicare effettivamente i responsabili di fatti corruttivi". Un fatto tanto più grave visto che "l'Italia è stata già raggiunta da una segnalazione negativa dell'Unione Europea proprio con riferimento alla durata eccessiva dei processi per corruzione", per termini "troppo brevi di prescrizione che determinano frequentemente una ineluttabile estinzione di un così grave reato". Inoltre, la riduzione dei termini di prescrizione "va in direzione opposta" alla giurisprudenza della Corte di Strasburgo.

La riforma all'esame della Camera avrà anche un ulteriore effetto negativo, visto che "finisce per costituire un ulteriore traguardo premiale che incentiva ulteriormente atteggiamenti dilatori" da parte degli imputati. E ancora, il documento del Csm dice che "un raffronto con i sistemi in vigore negli altri Paesi sulla prescrizione dimostra come la nostra disciplina sia quasi unica in Europa e sia destinata a determinare inevitabilmente un gran numero di estinzione dei reati per prescrizione". Peraltro il provvedimento in discussione non prevede "alcun intervento" che possa produrre "ricadute positive" per l'accelerazione dei processi.

Fini: in caso di ostruzionismo ridurrò i tempi
"Ove dovessero riproporsi nelle prossime sedute situazioni analoghe la presidenza della Camera, in mancanza di una espressa previsione regolamentare sulla durata degli interventi, ridurrà il tempo massimo degli interventi in relazione al numero degli iscritti a parlare". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini riferendosi all'ostruzionismo praticato in Aula sul processo verbale della seduta precedente da parte dell'opposizione.

Infatti, il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto aveva pesantemente criticato l'ostruzionismo dell'opposizione. "Voglio che sia messo a verbale che non c'è nessuna nostra complicità o copertura rispetto a una situazione che non ha precedenti", aveva detto riferendosi proprio al comportamento dell'opposizione al riguardo.

Cicchitto ha chiesto che "tutti, a partire dalla massime cariche dello Stato, che hanno fatto un appello" sul fatto che sia garantita l'attività delle Camere, riflettano su ciò che è accaduto sulla base di un atteggiamento irresponsabile e che speriamo possa essere superato con il contributo del presidente della Camera. Questo atteggiamento portato alle estreme conseguenze può portare al blocco dei lavori parlamentari vanificando il calendario dei lavori".