riforma della giustizia

Riforma giustizia, toghe come dipendenti P.A. Due i Csm, a presiederli il Capo dello Stato

Alfano: "I giudici risponderanno di tasca propria"

09 Mar 2011 - 21:09
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 © LaPresse

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L'ultima bozza di riforma della Giustizia, che Alfano ha illustrato al Quirinale, prevede che i magistrati siano "direttamente responsabili degli atti compiuti al pari degli altri dipendenti dello P.A." e risponderanno di tasca propria. I Csm diventeranno due (uno per giudici e uno per pm), entrambi presieduti dal Capo dello Stato. Obbligatoria l'azione penale secondo i "criteri stabiliti dalla legge".

Le toghe dunque potranno essere chiamate a rispondere di tasca propria dal cittadino che potrà citare direttamente loro in giudizio e non lo Stato come è ora.

Nella bozza si prevede anche, come aggiunta all'articolo 113 della Costituzione (diventa il 113 bis), che ''nei casi di ingiusta detenzione o di altra indebita limitazione della libertà personale, la legge regola la responsabilità civile dei magistrati'' la quale ''si estende allo Stato''.

Un'altra novità introdotta nell'ultima versione della bozza della riforma della giustizia riguarda i due Csm. Cade dunque l'ipotesi che a capo del Csm dei magistrati requirenti vada il Procuratore generale della Cassazione eletto dal Parlamento in seduta comune su indicazione del Csm. Parte quest'ultima eliminata nelle ultime ore.