Settimana decisiva

Al Senato parte la battaglia sul ddl Zan: maggioranza divisa | Renzi: "No a un ritorno in Commissione"

Leu, M5s e gran parte del Pd chiedono l'approvazione senza modifiche, mentre la Lega intende bloccare o modificare il provvedimento. E Italia Viva annuncia emendamenti

13 Lug 2021 - 12:52

Si apre una settimana decisiva per il ddl Zan, che approda in aula al Senato dopo il via libera ricevuto alla Camera. Ma il destino del provvedimento resta incerto: la maggioranza continua infatti a essere divisa, con Leu, M5s e gran parte del Pd vogliono l'approvazione definitiva senza modifiche, mentre la Lega intende "bloccare o quanto meno modificare" il testo. E Italia Viva ha già annunciato la presentazione di emendamenti, anche se il leader Matteo Renzi si è detto "contrario al ritorno in Commissione". 

Il rischio dei "franchi tiratori" - Alla vigilia dell'approdo in Senato, i numeri sul ddl Zan appaiono risicati. Fari puntati sui franchi tiratori, color che approfittando del voto a scrutinio segreto potrebbero non seguire le indicazioni di partito: se ne contano sei o sette nel Pd e altrettanti tra le file dei pentastellati. 

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Renzi: "No a battaglie di principio" - "Con un accordo, la legge Zan verrebbe approvata in Senato in due giorni", assicura Matteo Renzi. "Vogliamo portarla a casa o vogliamo fare una battaglia di principio? Dico alla Lega di non fare passi indietro per riportare la legge in Commissione, ma anche alla sinistra di non rincorrere le bandierine - continua il leader di Italia viva - perché se poi si va sotto sapete di chi è la colpa". 

Ddl Zan, i due fronti politici

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Marcucci (Pd): "Non diciamo o legge o morte" - Nei giorni precedenti all'arrivo del decreto contro l'omotransfobia, anche l'ex capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci aveva aperto ad alcune modifiche, chiedendo al segretario di partito Letta di cambiare strategia, perché "se diciamo 'o legge o morte', la morte è assicurata. C'è tempo per arrivare a un compromesso". 

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La Lega tenta di tornare in Commissione - Prima di entrare in Senato per la discussione, il presidente della commissione Giustizia Andrea Ostellari (Lega) ha convocato i componenti di quest'ultima per chiedere un confronto sulla sintesi avanzata da lui stesso nelle scorse settimane. L'obiettivo del Carroccio è quello di riportare il ddl in Commissione.

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