perlei

Scarpe: mito, passione e stile

Come moda comanda e storia racconta

26 Nov 2009 - 16:28

La scarpe sono una grande passione, per le quali le donne sono pronte anche a soffrire. Da un recente studio è infatti emerso che, pur di non rinunciare a una calzatura seducente e modaiola, sono pronte a sopportare dolori e scomodità, con i piedi imprigionati tra punte strette e tacchi vertiginosi. E proprio il tacco molto alto è la costante delle collezioni di questo autunno-inverno, una tendenza che si riproporrà anche l'anno prossimo. Per chi fa delle calzature una "passione contemplativa" a 360 gradi c'è anche uno splendido libro, "Vintage Shoes" edito da De Agostini, che ripercorre la storia delle scarpe nel Ventesimo secolo.

Le collezioni di moda per queste stagioni costringono a dire addio, almeno per qualche tempo, alla comodità di tacchi larghi e ballerine. Nella city milanese le giovani manager e le esperte d'alta finanza, impegnate in ambienti che impongono un "dress code" piuttosto severo, a partire da questo inverno possono concedersi poche variazioni sul tema del rigido tailleur, affidate quasi esclusivamente agli accessori. Le scarpe, in particolare, hanno il compito di rivelare identità e personalità di chi le indossa. I nuovi modelli, che manifestano il desiderio di essere glam e brillanti anche nei luoghi più austeri, richiedono "almeno" un tacco 10. Ma meglio un 12 e oltre.

L'indicazione viene dai maggiori stilisti, tra cui René Caovilla, Sergio Rossi e Cesare Paciotti. Francesco Russo, designer di Sergio Rossi, propone una collezione invernale caratterizzata da "decolleté con leggero plateau interno per
accentuare la verticalità del tacco ed enfatizzando l'altezza. Protagonisti i tacchi "over design" o a spirale, abbinati a forme tonde, dolci, punte affilate, simbolo di una femminilità consapevole e sensuale. Tacco dominatore anche per lo stilista René Caovilla, con stivaletti in pizzo francese con separé di strass Swarovski  e decori con pietre asimmetriche sfaccettate, ricami a mano di rose in micro paillettes, perline e profili in visone, trasparenze d'organza che sale sul lato di un sandalo, come la scollatura di un abito couture. Secondo Cesare Paciotti "la punta, un po' abbandonata nelle passate stagioni, per via di un gusto un po' retrò, inizia a riaffacciarsi e sarà grande protagonista del prossimo inverno". Le tendenze attuali delle calzature firmate dallo stilista sono legate al look tipicamente invernale e ai tessuti rubati al guardaroba femminile, come tweed, camoscio pesante e tessuto metallico, Il plateau è vertiginoso, per "una scarpa grintosa, di carattere, come deve essere la donna oggi".

Ma la scarpa, oltre ad essere un accessorio moda, è anche un importante elemento di storia del costume. Per questo Caroline Cox firma un prezioso volume "Vintage Shoes", edito da De Agostini. Il libro ripercorre, anche attraverso le splendide illustrazioni, l'evoluzione della scarpa nel Ventesimo secolo e propone gli esempi più interessanti dei maestri e artigiani del passato, veri e propri capolavori distile e di eleganza che spesso sono attuali ancora oggi. Nate per assolvere il compito di protezione del piede dalle asperità del terreno, nel corso del tempo le scarpe  si sono trasformate in un accessorio simbolo per eccellenza del fascino femminile.

Dai modelli destinati alle signore dell'alta società, disegnati negli anni Venti da André Perugia, alle tipiche scarpe con la suola rossa di Christian Louboutin, il libro propone un vero viaggio nel tempo attraverso i modelli più amati e ambiti dai collezionisti di tutto il mondo. La scarpa diventa così una chiave di lettura del momento e del contesto culturale in cui è stata creata e indossata, mettendo in luce il ruolo che la moda ha avuto nello stile di vita delle donne. La sua evoluzione, insomma, è la spia dei cambiamenti sociali, tecnologici e culturali dei diversi momenti dell'ultimo secolo. L'autrice, Caroline Cox, è docente presso il London College of Fashion e una delle maggiori autorità internazionali nel settore della moda.