Vini: tocca al Novello
A mezzanotte il deblocage
Porta per primo nei bicchieri degli italiani i profumi e gli aromi della nuova vendemmia. La sua ora scocca, quest'anno, alla mezzanotte del 6 novembre, momento a partire dal quale può essere messo in vendita il prodotto di quest'anno di produzione. Il Novello, ottenuto tramite macerazione carbonica, inizialmente si poteva degustare solo nei ristoranti, mentre ora è possibile reperirlo anche nella grande distribuzione, con circa 10 milioni di bottiglie prodotte. Allo scoccare della mezzanotte, dunque, avviene in tutta Italia il cosiddetto deblocage, ossia l'apertura delle bottiglie, che segna una sorta di battesimo e dà il via alla commercializzazione del prodotto per la stagione in corso. Da quel momento il primo frutto dell'ultima vendemmia è a disposizione degli eno-appassionati.
I Novelli sono vini fragranti, rotondi, gustosi, dal caratteristico sapore d'uva, tipicamente di colore rosso: i bianchi sono infatti molto rari, anche se molto particolari e gustosi. Al vino novello Winenews.it e Vinitaly, fiera enologica di rilievo internazionale che organizza "Anteprima Novello" a Verona il 5 e 6 novembre, hanno dedicato un sondaggio che ha coinvolto 1.365 "enonauti", ossia utilizzatori del Web ed appassionati di vino. Da questo è emerso che il Novello non ammette mezze misure: o lo si ama, o lo si odia. E l'Italia si divide in queste in queste due fazioni praticamente a metà: il 49 per cento del campione si è dichiarato affezionato fruitore, con l'acquisto regolare di 1-2 bottiglie quando a novembre escono sugli scaffali; non lo ama, invece, il restante 51 per cento, che dichiara di non comprarlo mai.
Chi sceglie il Novello lo fa in primo luogo perché ritiene che sia uno dei simboli dell'autunno (54 per cento): un sapore immancabile sulle tavole novembrine, come quello dei funghi, delle castagne o dell'olio appena spremuto. Per il 25 per cento la motivazione è ancora più elementare: lo comprano perché lo giudicano buono. Infine, il 21 per cento ritiene l'acquisto del novello un vero e proprio rituale, paragonabile a quello del panettone a Natale o dell'uovo di cioccolato a Pasqua. Nessuno ha, invece, dichiarato di comprare il Novello perché si tratta di un prodotto di tendenza: questo significa che questo vino non è più considerato una novità, ma è entrato a pieno titolo nel paniere dei prodotti largamente conosciuti e diffusi. Il Novello, dopo gli anni Novanta, in cui ha goduto di un periodo di notevole visibilità e in cui ha impazzato in bar, enoteche e wine bar, comincia dunque a vivere una fase di stasi.
Chi non compra mai il Novello spiega la sua scelta dichiarando di preferire vini ottenuti con tecniche di vinificazione tradizionali; il 32 per cento non ne ama il sapore, mentre il 29 per cento lo considera una strategia di marketing messa in atto dalle aziende, soprattutto per vendere prima e fare cassa. Solo l'un per cento sottolinea un rapporto qualità/prezzo poco vantaggioso, soprattutto se si confronta il Novello con altri vini rossi.
I novelli sono realizzati tramite una tecnica di vinificazione chiamata "Macerazione Carbonica (MC)": si tratta di un processo di macerazione delle uve che, ancora intere, vengono collocate in una vasca a tenuta stagna e saturate con anidride carbonica, insufflata per mezzo di apposite bombole. Quest'operazione crea all'interno della vasca un ambiente che induce i lieviti presenti sulle bucce delle uve (organismi aerobici) a penetrare all'interno degli acini per ricavarne acqua ed ossigeno, innescando così un processo di fermentazione intracellulare. Dopo un intervallo di tempo variabile, le uve vengono convogliate in una pressa e pigiate, facendo così fuoriuscire un succo parzialmente dolce che concluderà la sua fermentazione in un nuovo contenitore.
Il vino novello ha un tipico profumo frutto-floreale, deve avere una gradazione non inferiore agli 11 gradi, va servito fresco ed è ideale per accompagnare una cucina semplice e informale. In particolare si sposa bene con gli antipasti a base di formaggi, carne e pesce, o per accompagnare spuntini con grana, salumi, pasticcini salati e con i frutti caratteristici dell'autunno come castagne e marroni e piatti a base di funghi. Con questo vino cè un solo errore da evitare: lasciare che invecchi oltre Natale.
