Moda: mezzo secolo con il collant
La rivoluzionaria calza è nata nel 1959
Secondo gli uomini non è sempre l'ideale della seduzione, anzi in molti lo accusano, rispetto a guepiere e reggicalze, di avere una carica erotica prossima allo zero, ma le donne lo considerano un grande amico per la sua praticità e funzionalità: è il collant, la calza che ha rivoluzionato la moda e ha cambiato il modo in cui le donne "vestono" le loro gambe. Ora il collant taglia il traguardo delle cinquanta candeline e si regala nuove caratteristiche: oltre a coprire e riparare le gambe dal freddo, le calze in fibra sintetica si attribuiscono funzioni di massaggiare, riposare, proteggere dalle zanzare, persino combattere la cellulite e favorire l'abbronzatura. Insomma, dall'ormai lontano 1959, il collant di strada ne ha fatta parecchia.
I primi esemplari dell'indumento che, insieme alla minigonna di Mary Quant, in pochi anni trasforma le abitudini di signore e signorine, escono cinquant'anni fa dalla fabbrica di tessuti Glen Raven Mills, di Allen Gant in Nord Carolina. Circa venti anni prima Wallace H. Carothers aveva inventato il nylon, che fa il suo ingresso nel mercato dell'abbigliamento con la fama di un tessuto "resistente come l'acciaio e delicato come una ragnatela". Il nylon prima e la lycra dopo, sono il presupposto fondamentale per il collant e faranno la sua fortuna. Tra la nascita del nylon e il boom del collant ci sono comunque di mezzo gli anni della seconda guerra mondiale: visto che la fibra sintetica inventata da Carothers viene adoperata per produrre i paracadute, le donne americane vengono invitate a rinunciare alle proprie calze di nylon e donarle all'esercito. E' rimasto celebre l'episodio dell'attrice Betty Grable che se le sfila, mettendole all'asta per 40mila dollari da destinare ai militari. Si tratta comunque di una rinuncia dolorosa per le statunitensi: da un sondaggio effettuato nel periodo post bellico, risulta che alla domanda: "cosa vi è mancato di più?" il 30% risponde "gli uomini" e addirittura il 70% dice: "il nylon".
Anche se altri tipi di calze, sorretti da maliziose guepiere e giarrettiere hanno solleticato la fantasia di intere generazioni di maschi, il collant ha reso le gambe femminili più attraenti e ha dato slancio alla carriera di attrici, ballerine e soubrette. Dalle spesse calzamaglie esibite dalle gemelle Kessler, davanti al pubblico televisivo degli anni Sessanta, allo spogliarello mozzafiato di Kim Basinger in "Nove settimane e mezzo" della fine degli anni Ottanta, che fa da volano pubblicitario alle calze da donna di cui beneficeranno anche i collant, i cambiamenti e l'evoluzione di questo indumento procedono a passo spedito.
Negli anni Novanta i collant incontrano la tecnologia e cominciano a venire incontro alle esigenze più diverse oltre a quelle strettamente legate alla moda. Arrivano sul mercato i collant anti-varici, quelli anti-statici, e ancora le calze riposanti per combattere la fatica delle gambe, e poi, in tempi più recenti anche quelle anti-zanzara, anti batteriche. E ora siamo arrivati al collant che massaggia, che idrata la pelle, quello che elimina i peli superflui, quello che funziona da push up per i glutei e che contrasta la cellulite. Inutile dire che le varianti di colore e di modello sono infinite, da quelli velatissimi e "ingioiellati" da sera, alle versioni più estrose e colorate, dal mimetico al pitonato, dagli scozzesi al pizzo. Nel 2003 una società tedesca ha lanciato persino una linea di collant per uomini, un'idea accolta con una certa dose di ironia, ma che fino a questo momento non ha riscosso grande successo. L'Italia è il primo produttore mondiale di collant con 250 aziende che da sole rappresentano il 70% delle calze vendute in Europa, per un fatturato annuo di un miliardo e mezzo di euro.
