La preghiera si evolve e non esita a cogliere gli strumenti tecnologici che aiutano ad elevare l'anima. Dopo il rosario elettronico, ovvero il piccolo apparecchio che aiuta a tener conto del numero Ave Marie che si recitano in ogni singolo mistero, arrivano i siti Web in cui scrivere le proprie preghiere. Attenzione però: sembra che chi predilige la preghiera 2.0 a quella tradizionale, da fare in ginocchio in chiesa, sia più egoista di chi sceglie le orazioni nel tempio del Signore. Chi prega online, infatti, lo fa solo per sé non per gli altri.
Almeno questo è il risultato di un'analisi effettuata dalla Warwick University in Gran Bretagna e pubblicata sul Journal of Belief and Values, che ha studiato il fenomeno dei siti internet in cui gli utenti possono scrivere le proprie preghiere. I ricercatori hanno scoperto che, rispetto alle preghiere recitate in chiesa, chi prega online concentra i propri pensieri soprattutto su se stesso.
