Fede

Anche la preghiera è 2.0

Ma sul Web orazioni "egoiste"

14 Mag 2012 - 09:50
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 © Dal Web

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La preghiera si evolve e non esita a cogliere gli strumenti tecnologici che aiutano ad elevare l'anima. Dopo il rosario elettronico, ovvero il piccolo apparecchio che aiuta a tener conto del numero Ave Marie che si recitano in ogni singolo mistero, arrivano i siti Web in cui scrivere le proprie preghiere. Attenzione però: sembra che chi predilige la preghiera 2.0 a quella tradizionale, da fare in ginocchio in chiesa, sia più egoista di chi sceglie le orazioni nel tempio del Signore. Chi prega online, infatti, lo fa solo per sé non per gli altri.  

Almeno questo è il risultato di un'analisi effettuata dalla Warwick University in Gran Bretagna e pubblicata sul Journal of Belief and Values, che ha studiato il fenomeno dei siti internet in cui gli utenti possono scrivere le proprie preghiere. I ricercatori hanno scoperto che, rispetto alle preghiere recitate in chiesa, chi prega online concentra i propri pensieri soprattutto su se stesso. 

Spiega Tania Sion, ricercatrice a capo dello studio: "Siti come Pray One for Me offrono ai navigatori la possibilità di lasciare una preghiera scritta rivolta alla propria divinità. Il 34 per cento degli utenti prega per i propri problemi personali: nelle preghiere fatte a voce o scritte lasciate in chiesa, invece, questa percentuale è appena del 3 - 4 per cento". Le preghiere online sono infatti soprattutto richieste di aiuto sul proprio lavoro e sulle proprie relazioni; minore anche il numero di preghiere rivolte ai propri affetti o amici. In chiesa, invece, si prega più spesso per le malattie altrui o per ricordare i defunti. "E' possibile che la preghiera online, comparata all'andare in chiesa, sia più semplice e anonima, permettendo di effettuare richieste più personali", hanno commentato i ricercatori.