Piccole manie
A ciascuno il suo tic
Più colpiti i giovani: come nasconderli
18 Mag 2011 - 09:48
18 Mag 2011 - 09:48
© Dal Web
C'è chi strizza l'occhio, chi si schiarisce continuamente la voce, oppure si mordicchia il labbro o si tocca il lobo di un orecchio o il naso. Sono piccoli gesti dei quali perdiamo il controllo quando siamo nervosi, in una parola sono tic. Da semplici atteggiamenti ripetitivi e incontrollati possono diventare smorfie o gesti imbarazzanti, che al limite condizionano la vita. I "ticcosi" sono un piccolo esercito: anche se non esiste un "registro" del disturbo, si calcola che ne sia colpito circa un milione di persone, tra cui il 20% dei ragazzini.
Ma come vivono gli italiani con un tic? "Ci sono azioni buffe o divertenti, come quelle di chi tende, sotto stress, a infilarsi le dita nel naso - testimonia Porta - altre imbarazzanti, come il caso di un uomo che si tirava giù i pantaloni in pubblico. Ma anche casi drammatici, come quello di un bambino che si titillava la gola con le posate rischiando di farsi davvero male, o di uomo che, a furia di battere la testa all'indietro, è diventato tetraparetico". Come affrontare il problema? "Prima di tutto bisogna capire se esiste un disagio sociale, che va curato. Inoltre, in alcuni casi, si può insegnare al ticcoso a camuffare il tic: ad esempio, se ho l'abitudine di schiarirmi continuamente la voce, posso preparare il mio interlocutore dicendogli che soffro di faringite. Si tratta di strategie valide per i tic più leggeri", avverte l'esperto. Nei casi più gravi esistono farmaci, costosi e non approvati però in Italia.
© Dal Web
Sono proprio i più giovani, ossia i bambini delle elementari e delle medie, tra gli 8 ai 15 anni, i più colpiti da questa abitudine. A disegnare l'identikit degli italiani alle prese con un tic è Mauro Porta, direttore del Centro Tourette e Parkinson dell'Irccs Galeazzi di Milano. Spiega l'esperto: "In generale gli uomini sono più spesso vittime di tic, e il problema si manifesta nell'infanzia, con quadri che tendono a scemare nell'età adulta, intorno ai 24-25 anni". Un universo di cui fanno parte i pazienti con sindrome di Tourette, una malattia che si manifesta proprio con l'insorgenza di questi gesti incontrollati, che ha carattere neurologico con basi genetiche e che colpisce circa 400mila italiani. Il disturbo è noto anche come "sindrome di Mozart", visto che il genio della musica è uno dei pazienti più celebri – ed è caratterizzata da movimenti involontari del corpo o facciali, e tic di tipo vocale o verbale: si va dalla ripetizione di una parola fino all'incontrollabile ricorso a parole o espressioni imbarazzanti o volgari.
Per lo più il tic passa inosservato. quando però provoca un disagio sociale o espone a rischi i pazienti, bisogna correre ai ripari. Ad esempio, dice l'esperto, se il mio tic prevede una pulizia continua degli occhiali, non c'è nessun problema. Diverso è il discorso se sono spinto a farlo mentre guido l'auto. A innescare il tic possono essere problemi organici o di origine psicogena, scatenati da stress ed emotività. "Inoltre è noto che anche l'abuso di sostanze e di alcolici può essere all'origine del problema: eroina e cocaina sono sostanze ticcogene". Per qualche motivo, le donne sembrano meno soggette al problema. "Forse perché nell'uomo prevale l'impiego dell'emisfero destro del cervello, quello che permette di trovare soluzioni rapidamente senza vagliare attentamente tutti i dati, affidandosi alla creatività. Mentre la donna è più analitica", ipotizza l'esperto.
