Il pulling prevede infatti tre diversi approcci: rituale, sperimentale e ludico, arricchiti poi da diverse varianti: dinamico, statico, outdoor e indoor. Ognuno può stimolare reazioni diverse e intense. I ganci utilizzati sono di vario tipo e i materiali vengono inseriti sotto la pelle con aghi monouso. Si può utilizzare un solo gancio, oppure 20 o 50, a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Secondo l'esperto, la pelle subisce solo piccole cicatrici. "Una persona competente, massaggiando la cute, riesce a intravederne lo spessore, e capire la tipologia di ipoderma. In questo modo si scelgono le dimensioni degli aghi da utilizzare e la disposizione dei ganci". L'importante è affidarsi a personale qualificato, che utilizzi strumenti sterili e monouso per garantire la necessaria igiene, e che sappia individuare i punti corretti di "aggancio". "Ci sono infiniti punti delle pelle a cui appendersi - afferma il presidente - gli organi non vengono mai toccati. Si può stare tranquillamente sospesi per 30 minuti come per un'ora o anche di più". Ma che cosa cercano le persone che si sottopongono a queste pratiche estreme? "Curiosità, sperimentazione, emozione e libertà" spiega Valsecchi - La reazione della persona in sospensione, non è di sofferenza, ma di estrema serenità. E chi è semplice spettatore recepisce e fa propria questa sensazione. La vive e condivide".