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Terremoto in Siria e Turchia, con l’UNICEF per aiutare i bambini

Sono circa 6,2 milioni i bambini che hanno bisogno di aiuto a seguito del terremoto tra Siria e Turchia. Basta poco per aiutarli

13 Apr 2023 - 15:00
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© Unicef
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Un boato nel buio, la terra che trema. Dopo, solo macerie e distruzione. Il sisma che il 6 febbraio ha devastato il Sud est della Turchia e il Nord ovest della Siria è considerato uno degli eventi naturali più catastrofici degli ultimi 100 anni. Pesantissimo il bilancio: complessivamente nei due Paesi si contano oltre 52mila morti e più di 122mila feriti. Ma le persone che da quella notte hanno visto la loro vita cambiare sono molte di più: nelle zone interessate dal sisma vivevano oltre 25 milioni di persone, circa 18 milioni hanno ora bisogno di assistenza. E tra queste ci sono 6,2 milioni di minorenni che oggi si trovano in condizioni di estrema sofferenza, fisica e psicologica.

L’UNICEF, da sempre in prima linea nei soccorsi e nel restituire speranza e garantire aiuto ai bambini, ha da subito raggiunto i luoghi del disastro mettendo in moto la macchina dei soccorsi e alimentando quella fiammella di speranza indispensabile anche ai più piccoli per superare il trauma della perdita, materiale e psicologica, che una catastrofe di questa portata lascia dietro di sé.

L’emergenza ha un volto, quello dei bambini

Il terremoto e le scosse di assestamento non solo hanno distrutto case, scuole e luoghi di gioco per i bambini, ma hanno anche distrutto ogni senso di sicurezza per molti dei bambini e delle famiglie più vulnerabili" afferma il Direttore generale dell'UNICEF Catherine Russell.

La Siria, già pesantemente colpita dal conflitto interno, vive un’emergenza nell’emergenza. E a pagarne il prezzo più alto sono i bambini. Nell’area colpita dal terremoto vivono circa 2,5 milioni di bambini: quelli sotto i 12 anni sono nati e vissuti esclusivamente in guerra e non hanno conosciuto altro che conflitti, violenze o sfollamenti.

Nelle province turche colpite dal terremoto vivono invece circa 4,6 milioni di bambini, tra questi anche oltre 800mila minori siriani rifugiati, estremamente vulnerabili.

Le ferite psicologiche, quelle più profonde

Fornendo l'accesso a servizi essenziali, come l'acqua potabile, l'assistenza sanitaria e il sostegno psicosociale, possiamo aiutare i bambini e le famiglie a guarire dalle terribili esperienze che hanno vissuto, in modo che possano iniziare a ricostruire le loro vite" spiega Catherine Russell. Perché, oltre alle ferite materiali evidenti a tutti, "le conseguenze psicologiche sui bambini sono altrettanto profonde".

L’azione dell’UNICEF

È in questo scenario che si muove l’UNICEF. Da sempre in prima linea, che si tratti di catastrofi naturali, emergenze sanitarie o disastri causati dall’uomo, l'azione umanitaria rappresenta una colonna portante del mandato dell’UNICEF, ed è parte integrante dei programmi d’intervento.

Dopo il terremoto in Siria e Turchia, l’UNICEF ha approntato un Piano di Risposta Immediata che mira a raggiungere 5,4 milioni di persone (di cui 2,6 milioni bambini) in Siria e 3 milioni (di cui 1,5 mln bambini) in Turchia. Tra le priorità quella di portare acqua sicura, assistenza medica e cibo. Ma anche creare misure per la protezione dell’infanzia, fornire sostegno psicologico, materiale scolastico e servizi educativi.

Cosa puoi fare anche tu

Ed è proprio in questo contesto di assoluta emergenza che serve la solidarietà di tutti, soprattutto da parte di chi ha la fortuna di vivere lontano da guerre o al sicuro da catastrofi naturali. Solidarietà sotto forma di una donazione a sostegno di questi bambini e delle loro famiglie. Fondi che serviranno non solo in questo momento di criticità ma anche nell’indispensabile fase ricostruttiva dei centri urbani ma soprattutto delle vite di adulti e bambini che meritano la certezza di un futuro migliore e più sicuro.

Con UNICEF si può fornire un aiuto subito e donare in modo sicuro, semplice e veloce con la tua carta o con il wallet Google Pay.