LA RETE DEL GAS

33mila km sotto i nostri piedi: viaggio nella rete del gas

Una rete lunga 25 volte l’Italia porta il metano in ogni regione. I cantieri aperti sono circa mille, a partire da quelli per favorire i flussi in arrivo da sud. E con gli scavi arrivano anche le scoperte archeologiche

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 © Snam

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Se si mettessero in fila tutti i gasdotti che trasportano il metano in Italia, si otterrebbe una condotta di oltre 33mila chilometri, 25 volte la lunghezza del Paese. Nel 1962 erano 5mila. È la rete del gas gestita da Snam: porta il metano dai 10 punti di ingresso e dai siti di stoccaggio fino alle reti di distribuzione locali, e da lì a case, uffici, ospedali e fabbriche.

La rete raggiunge tutte le regioni italiane tranne la Sardegna, dove è in corso un percorso di metanizzazione separato.

Come funziona la rete del gas

 I gasdotti sono infrastrutture “sensibili”: sensori e dispositivi mandano senza sosta informazioni sul loro stato al centro di Dispacciamento di Snam, a San Donato Milanese. Da lì si governano anche le 13 centrali di compressione distribuite lungo la Penisola. Con apposite turbine, danno al gas una spinta periodica che lo riporta alla pressione necessaria per proseguire il viaggio.

Il risultato è una capacità di trasporto continua e modulabile, che si adatta in tempo reale a una domanda soggetta a picchi e forti variazioni, anche infragiornaliere.

Cosa succederebbe senza gasdotti

 Per capire il peso di questa rete basta immaginarla assente. Nel 2025 la provincia di Milano ha consumato circa 3 miliardi di metri cubi di gas. Senza gasdotti, per portare quel volume alle utenze civili e industriali sarebbero serviti oltre 500mila carri bombolai, i camion attrezzati con bombole. Il prezzo? Più traffico, più emissioni, più rumore, meno garanzie di continuità del servizio e, non ultimo, maggiori consumi di carburante (di cui soprattutto in questo periodo è utile fare economia).

Le stesse condotte possono trasportare anche gas decarbonizzati come il biometano. E possono trasportare la CO2 catturata da industrie, termovalorizzatori e centrali termoelettriche per destinarla allo stoccaggio permanente.

La Linea Adriatica e i cantieri aperti

 Il potenziamento della rete non si ferma: i cantieri aperti lungo tutto il territorio nazionale sono circa mille. Il principale è la Linea Adriatica, 425 chilometri di nuove condotte da Sulmona, in Abruzzo, a Minerbio, in Emilia-Romagna. La prima parte dei lavori, ricompresa nel Pnrr, si è già conclusa. Al termine, l’opera aumenterà di 10 miliardi di metri cubi l’anno la capacità di trasporto da sud a nord, la direzione diventata essenziale da quando il gas – azzeratisi i volumi di metano in arrivo dalla Russia - arriva soprattutto dal Nord Africa, approdando in Sicilia, e dall’Azerbaigian, entrando in Puglia, oltre che in forma liquefatta attraverso le navi metaniere che lo conferiscono ai 5 rigassificatori presenti lungo le coste.

Entro il 2026 si concluderanno i lavori principali del metanodotto Ravenna-Chieti, con completamento previsto nel 2027. Nel corso del 2027 sarà la volta del Livorno-Piombino, del Recanati-Foligno e del rifacimento della rete che alimenta Genova. In Sicilia, a inizio estate, sono partiti i lavori di uno dei lotti della fase 2 del gasdotto Gagliano-Termini Imerese.

Le scoperte archeologiche nei cantieri

 Ogni intervento è accompagnato da monitoraggi ambientali e sulla fauna, e si chiude con il ripristino della vegetazione. E scavare significa anche trovare: nel solo 2025 Snam ha fatto 113 ritrovamenti archeologici in tutta Italia e ha aperto 18 cantieri archeologici. Per cinque di questi, visto il loro valore storico, sono stati avviati interventi di conservazione e valorizzazione insieme alle soprintendenze locali.

I contenuti di questa pagina sono stati prodotti in collaborazione con Snam