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In collaborazione con Lega del Filo d'Oro

Nasce il nuovo Centro Nazionale della Lega del Filo d'Oro, crescere per essere sempre più vicini a chi ha bisogno

A lavori ultimati l’aumento di posti disponibili permetterà la riduzione delle liste di attesa assicurando interventi più rapidi e quindi potenzialmente con maggiori possibilità di recupero

Un nuovo importante tassello per una storia iniziata nel 1964: così si pone la nuova sede di Osimo (Ancona) del Centro Nazionale della Lega del Filo d’Oro, una struttura d’avanguardia in Europa per l’assistenza, la cura e la riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

 


Ridurre i tempi di attesa per ottimizzare gli interventi


Il nuovo Centro - spiega il Presidente della Lega del Filo d’Oro, Rossano Bartoli - ci dà la possibilità di riunire in un’unica struttura tutti i servizi che il Centro Nazionale ha dislocato in vari edifici sul territorio di Osimo, ottimizzando prestazioni e tempi. Grazie all’aumento dei posti, da 56 a 80 per il tempo pieno e da 15 a 20 per la degenza diurna, ridurremo le liste di attesa sia per il Centro Diagnostico, sia per il primo trattamento”.


In particolare ridurre i tempi di attesa per le diagnosi e le cure riabilitative significherà garantire un intervento precoce soprattutto ai bambini molto piccoli, offrendo loro le migliori possibilità di recupero.


 


Il nuovo Centro Nazionale


Il complesso è composto da due lotti: uno già operativo dal 2017 e il secondo in fase di completamento.  A lavori ultimati, il Centro Nazionale sarà composto da 9 edifici, 37 tra ambulatori medici e laboratori per l’attività occupazionale, 40 aule didattiche, foresterie per i familiari, 4 palestre per la fisioterapia e 2 piscine per l’idroterapia. Sarà inoltre un punto di riferimento per la formazione di personale altamente specializzato e verranno potenziati gli spazi per l’attività di ricerca scientifica in ambito riabilitativo e sociale.


Il Centro nasce con l’intento di costruire un ambiente interamente progettato per assicurare alle persone sordocieche e con gravi disabilità, la più completa vivibilità e fruibilità di ogni spazio: lo studio dell’illuminazione, la tipologia e collocazione degli arredi, i percorsi interni ed esterni che facilitano l’orientamento, le camere e i bagni individuali.


 


L’accoglienza per i familiari


Con il completamento del secondo lotto saranno inoltre disponibili diversi appartamenti sia per gli ospiti a tempo pieno sia per i loro familiari. I percorsi della Lega del Filo d’Oro sono infatti estremamente personalizzati e le famiglie degli ospiti rappresentano un tassello fondamentale per la loro definizione.


Abbiamo voluto realizzare dei piccoli appartamenti per i familiari perché la presenza della famiglia è fondamentale per i nostri interventi - prosegue Bartoli -inizialmente per la diagnosi, poi per mettere a fuoco un progetto educativo e riabilitativo, ma anche per far sì che tornando nelle proprie città di residenza possano portare e condividere con gli operatori del territorio un programma per continuare la riabilitazione”.


 


Il finanziamento della Lega del Filo d’Oro


Le attività svolte vengono finanziate solo in parte da fondi pubblici, mentre oltre il 70% delle entrate derivano dalle risorse donate da privati: solo così la “Lega” riesce a garantire agli utenti un trattamento personalizzato che arriva a dedicare da 1 a 2,4 educatori per ogni ospite, in modo da offrire un percorso riabilitativo efficace a seconda del grado di disabilità. Per questa ragione oggi la raccolta fondi ha un ruolo fondamentale per la vita e lo sviluppo della Fondazione:


Esistono diverse modalità per sostenere la Lega del Filo d’Oro - spiega Bartoli -, dalle donazioni regolari, al 5per1000, passando per gli sms solidali o i lasciti testamentari. Senza questi contributi non potremmo mantenere il livello delle nostre prestazioni”.


 


Scopri come contribuire alle attività della Lega del Filo d’Oro

 


 


L’origine e la mission della Lega del Filo d’Oro


La Lega del Filo d’Oro nasce nel 1964 grazie a

Sabina Santilli

, una donna divenuta sordocieca all’età di sette anni a causa di una meningite, che decise di fondare, insieme ad un piccolo gruppo di volontari, un’organizzazione che potesse rappresentare il “

filo aureo della buona amicizia

” per aprire al mondo la condizione delle persone sordocieche e fare in modo che la società si accorgesse di loro. E questo filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno è il concetto che ha ispirato sia il nome che l’attività della Lega del Filo d’Oro, la cui mission è l’assistenza, l’educazione, la riabilitazione, il recupero e la valorizzazione delle potenzialità residue e il sostegno alla ricerca della maggiore autonomia possibile delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.