Volodymyr Zelensky ha accusato gli Stati Uniti di ritardare deliberatamente la consegna di missili intercettori, già pagati, destinati al suo Paese e di aver interrotto la fornitura a Kiev di informazioni di intelligence necessarie a rilevare i missili russi in arrivo prima che colpiscano. Durante un colloquio telefonico con un gruppo bipartisan di senatori americani il presidente ucraino è anche tornato sul depoteziamento di Starlink. "Il Pentagono sta ritardando la consegna di missili già pagati" dagli europei per conto dell'Ucraina", ha attaccato sostenendo che manchi la firma di Pete Hegseth.
Nel colloquio con i senatori americani Zelensky ha inoltre dichiarato che alcuni Paesi europei sarebbero pronti a fornire, attingendo dai propri arsenali, missili intercettori Patriot - gli unici in grado di abbattere i vettori russi più sofisticati, di cui Kiev è drammaticamente a corto - ma restano in attesa dell'"autorizzazione americana". "I missili sono pronti. Potrebbero già trovarsi in Ucraina. Purtroppo, però, l'autorizzazione non è ancora arrivata", ha dichiarato il leader di Kiev secondo quanto riferito da The Hill che cita la presidenza ucraina. "Tutto ciò lascia pensare che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno che ci viene fornito", ha aggiunto.
