Almeno 28 gli italo-venezuelani detenuti a Caracas
Mafia, ordini dai mariti in carcere: arrestate le donne dei boss © Tgcom24
Il presidente dell'Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha annunciato la "liberazione di un numero importante di detenuti venezuelani e stranieri". Rodríguez ha affermato che la decisione è stata presa in modo "unilaterale" dal governo di Caracas con l'obiettivo di "favorire e raggiungere la pace". Tra i liberati c'è l'imprenditore settantenne Luigi Gasperin, detenuto nelle carceri del Paese. Al momento ci sono anche sei spagnoli.
Adesso l'Italia spera che tra i pririonieri liberati ci sia anche il cooperante originario di Venezia (Lido) detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024 con l'accusa di terrorismo, senza un'accusa formale. La sua liberazione è al centro degli sforzi diplomatici italiani. Oltre ad Alberto Trentini, ci sarebbero altri 27 connazionali coinvolti per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro, come ha ricostruito il quotidiano Avvenire nei giorni scorsi. Tra i casi più noti si segnalano Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino, arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. Rilasciati i familiari, lui è scomparso per settimane. Dopo la sparizione forzata, è detenuto a El Rodeo I, quasi in stato di isolamento totale. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. C'è attesa anche per i detenuti Biagio Pilieri e Mario Burlò. Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano, è stato arrestato il 28 agosto 2024 per il suo sostegno all'opposizione. Burlò, imprenditore torinese, è da oltre un anno in carcere. Secondo i familiari è trattenuto senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato.
Il Senato a maggioranza repubblicana approva la risoluzione per impedire a Donald Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso avanza in Senato. Con 52 voti a favore e 47 contrari i senatori hanno inflitto un colpo al presidente. Cinque repubblicani hanno votato insieme ai democratici per limitare Trump. Il provvedimento va ora alla Camera, dove le strada appare più in salita.
Il veto del presidente Se la risoluzione sui poteri di guerra in Venezuela sarà approvata Donald Trump metterà il veto. In quel caso la legge viene rispedita alle camere e per entrare in vigore necessita la maggioranza dei due terzi. Lo afferma la Casa Bianca, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il senato americano vota oggi una risoluzione per impedire al presidente di intraprendere ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'autorizzazione del Congresso