Turchia, commissione elettorale: "Valide le schede contestate" | L'Osce: "Voto irregolare, nessuna garanzia anti-frode"
I partiti anti Erdogan chiedono di annullare il referendum, manifestazioni di protesta. Il super-presidente ad Ankara: "Sconfitte le potenze del mondo che mi attaccano". Trump si congratula
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La vittoria di Erdogan, confermata dal capo della commissione elettorale turca, Sadi Goven, secondo cui le schede senza timbro contestate sono valide, non ha messo a tacere le polemiche. Le opposizioni, che sostenevano il No alla riforma costituzionale, hanno annunciato ricorsi e hanno chiesto di cancellare il voto per sospette irregolarità. Anche gli inviati Osce sostengono che la votazione "non è stata all'altezza degli standard internazionali".
Osce-Odihr: "Voto condotto in condizioni di disparità" - L'Odihr, l'agenzia che fa capo all'Osce, ha ribadito che "il referendum costituzionale in Turchia è stato condotto in condizioni di disparità" e le modifiche procedurali decise all'ultimo minuto hanno "rimosso importanti salvaguardie". Inoltre la scelta della commissione elettorale sulle schede non timbrate "ha minato le garanzie contro le frodi". Il contesto legale è stato inadeguato allo svolgimento di un processo genuinamente democratico.
"Unlevel playing field" in #TurkeyReferendum: preliminary conclusions by international observers https://t.co/R2F0g4m4Zw #Turkey pic.twitter.com/nWn78fm0Gq
— OSCE/ODIHR (@osce_odihr) 17 aprile 2017
Ankara: " Osce-Odihr di parte" - La Turchia respinge come "politicamente motivate" le osservazioni critiche degli osservatori internazionali dell'Osce/Odihr sul referendum. Per Ankara gli analisti internazionali hanno avuto "un approccio di parte e pregiudiziale".
Erdogan: "E' il voto più democratico mai visto" - Per vincere il referendum sul presidenzialismo, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha combattuto contro "le nazioni potenti del mondo" che lo hanno "attaccato" con una "mentalità da crociati". Così egli stesso ha commentato il successo salutando la folla che lo ha accolto all'aeroporto di Ankara, al suo arrivo da Istanbul. "Non ci siamo arresi. Abbiamo resistito come una nazione". "Il voto di domenica è il più democratico mai visto", ha aggiunto.
L'opposizione anti Erdogan al lavoro - La dichiarazione di Guven è arrivata poco dopo il discorso in cui Erdogan si era dichiarato vincitore pur non essendo in possesso di risultati ufficiali. E al leader del maggiore partito d'opposizione Keman Kilicdaroglu, che contestava la validità di schede prive del timbro ufficiale, Guven ha risposto che le regole sono state rispettate. Inutile quindi il tentativo del principale partito anti Erdogan, il socialdemocratico Chp, di contestare il 37% dei voti.
I curdi: "Quella di Erdogan è vittoria di Pirro" - "Quella di Erdogan è una vittoria di Pirro. La Turchia sta scivolando in una dittatura e questa situazione è insostenibile". Lo ha detto Garo Paylan, deputato del partito filo-curdo Hdp, confermando l'intenzione di ricorrere alla Corte europea dei diritti umani. "La decisione illegale della Commissione elettorale, presa sotto pressione dell'Akp di Erdogan, ha prodotto diverse manipolazioni".
La contrarietà della Germania - Berlino ha chiesto ad Ankara di impegnarsi in un "dialogo rispettoso di tutte le parti politiche e civili" dopo che i risultati del referendum hanno mostrato "quanto profondamente la società turca sia divisa". In una nota congiunta la cancelliera Angela Merkel e il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel dichiarano che la Germania rispetta la volontà del popolo turco ma sottolineano anche che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha "una grande responsabilità".
L'Italia cauta - Sull'esito del referendum in Turchia la posizione dell'Italia è cauta: "Prendiamo atto del risultato delle consultazioni referendarie - spiega il ministro degli Esteri, Angelino Alfano - e attendiamo il completamento delle verifiche di rito e la valutazione finale degli osservatori della missione Osce". Nel frattempo, però, Roma auspica "un raffreddamento delle tensioni interne e un coinvolgimento delle opposizioni" nelle riforme.
Ma c'è chi chiede lo stop ai negoziati con l'Ue - La posizione cauta di Roma non è però unanimemente condivisa in Europa. Tanto che l'Austria, per voce del ministro degli Esteri Sebastian Kurz, chiede lo stop alle trattative per l'adesione di Ankara all'Ue, spiegando che "La Turchia non può essere un membro" e che bisogna porre fine alla "finzione" dell'adesione, anche perché il voto è stato "un chiaro segnale contro l'Europa". E anche il presidente della Commissione Affari esteri del Parlamento europeo, il tedesco David McAllister, ha chiesto uno stop dei negoziati per l'ingresso della Turchia nella Ue. Secondo l'esponente della Cdu, infatti, la reintroduzione della pena di morte "porterebbe inevitabilmente alla fine dei negoziati di adesione".
Trump si congratula con Erdgoan - Dagli Usa arriva la telefonata di Trump, che si è congratulato con Erdogan per la sua vittoria nel referendum. I due hanno poi discusso la risposta americana all'uso di armi chimiche da parte di Assad. Lo rende noto la Casa Bianca. Il tycoon ha ringraziato Erdogan per il sostegno all'azione Usa e i due leader hanno "concordato sull'importanza di ritenere responsabile Assad". I due presidenti hanno discusso anche la campagna anti Isis e la necessita' di cooperare contro tutti i gruppi che usano il terrorismo per raggiungere i loro fini.
Migliaia di giovani in piazza contro Erdogan - Migliaia di persone sono scese in piazza a Istanbul per protestare contro il risultato del referendum sul superpresidenzialismo. Circa 2.000 manifestanti, secondo fonti locali, hanno marciato a Kadikoy, sulla riva asiatica del Bosforo, in direzione della sede del comitato elettorale, mentre un altro migliaio è sceso in strada nel quartiere di Besiktas. Manifestazioni si segnalano un po' in tutta la Turchia.
Il voto all'estero - Nel giorno dopo la chiusura delle urne emerge un dato significativo: è stato il voto dei turchi all'estero a determinare la vittoria Erdogan. I Sì hanno superato il 60% in Germania, Austria, Belgio e Olanda, paesi contro i quali negli ultimi mesi il presidente aveva alzato i toni della polemica.
Alfredo Macchi, inviato Newsmediaset in Turchia, ha confermato l'esito delle analisi della Osce-Odihr: "Il caos è stato causato dalle schede senza timbro".
