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Trump: "Le sanzioni americane allʼIran sono le più dure mai imposte"

Teheran scende in piazza contro il presidente Usa: le bandiere a stelle e strisce sono state bruciate al grido di "morte allʼAmerica"

Alla mezzanotte americana (le 6 del mattino in Italia) scatta il nuovo round di sanzioni Usa contro l'Iran. "Sono le più dure che il nostro Paese abbia mai imposto, vedremo cosa succede", ha commentato il presidente americano Donald Trump. E Teheran è scesa in piazza per protestare: le bandiere a stelle e strisce sono state bruciate al grido di "morte all'America".

LʼIran contro Trump, bandiere Usa date alle fiamme

Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha spiegato che gli Stati Uniti prevedono di esentare temporaneamente, per un massimo di sei mesi, otto Paesi che negli ultimi tempi hanno lavorato per ridurre a zero le loro importazioni di petrolio da Teheran. "C'è un certo numero di Paesi che hanno già ridotto significativamente le loro importazioni di greggio e hanno bisogno di un po' più di tempo per raggiungere quota zero, e noi daremo loro quel tempo", ha spiegato Pompeo senza indicare quali siano. Il capo della diplomazia americana ha escluso che l'amministrazione Trump estenda le esenzioni oltre i sei mesi.

Intanto l'Iran è scesa in piazza contro Trump. Le bandiere a stelle e strisce bruciate al grido di "morte all'America" si sono affiancate ai cartelli con le immagini di un Trump ridicolizzato e contorto tra i bracci di una svastica nazista. "La nazione iraniana farà vedere che il signor Trump è troppo piccolo per riuscire a mettere in ginocchio l'Iran", ha detto il presidente del parlamento Larijani. "Il governo non teme le minacce degli Usa", ha affermato da parte sua Rohani.

L'Iran "può superare questa guerra economica e il fallimento del progetto delle sanzioni è imminente", gli ha fatto eco Jafari ripetendo quella che è diventata una parola d'ordine della dirigenza iraniana: il Paese ne ha viste tante e ha imparato ad essere autosufficiente, producendo quello che non può importare.

Sabato l'attacco di Khamenei a Trump - "il presidente americano ha sperperato la credibilità che rimaneva dell'America e della democrazia liberale" - è andato di pari passo con l'orgogliosa rivendicazione di una sorta di autarchia. "La nazione iraniana si era abituata a importare tutto, ma ora è abituata a cercare di produrre tutto", ha scandito la Guida Suprema dando per scontata la sconfitta dell' "obiettivo americano di paralizzare l'economia dell'Iran".

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