Trump firma nuovi dazi globali al 10%, validi cinque mesi a partire dal 24 febbraio
Intanto il Wall Street Journal chiede al presidente Usa di scusarsi con i giudici della Corte Suprema le cui decisioni rappresentano una "monumentale rivendicazione della separazione dei poteri sancita dalla Costituzione"
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Donald Trump ha annunciato di aver firmato, dallo Studio Ovale, "una tariffa globale del 10% su tutti i Paesi, che entrerà in vigore quasi immediatamente". L'annuncio di nuovi dazi arriva dopo che la Corte Suprema aveva stabilito che Trump ha violato la legge federale con alcuni tipi di dazi. Il nuovo balzello entrerà in vigore martedì e non si applicherà a un'ampia gamma di beni, tra cui alcun prodotti alimentari e minerali critici, oltre ai prodotti già soggetti a dazi separati che non sono stati modificati dalla decisione della Corte.
Gli accordi - Nel frattempo dalla Casa Bianca hanno fatto sapere all'agenzia di stampa France Presse che i Paesi che hanno raggiunto accordi commerciali con gli Stati Uniti vedranno i dazi imposti nei loro confronti ridursi al 10% almeno in via temporanea. L'Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan hanno raggiunto intese per dazi al 15%. "È una misura temporanea poiché l'amministrazione ricorrerà ad altri poteri per applicare tariffe più appropriate o pre-negoziate", ha messo in evidenza un funzionario americano.
La nota del Wsj
L'uscita di Trump dopo la decisione della Corte ha anche un riscontro politico. Le pesanti accuse ai giudici ("sono traditori" e "influenzati da interessi stranieri") non piacciono a molti negli Stati Uniti. Tra questi il board editoriale del The Wall Street Journal che chiede al presidente di porgere "delle scuse" dopo gli attacchi. Secondo il quotidiano economico, quelle parole rappresentano "probabilmente il momento peggiore della sua presidenza". La decisione della Corte viene invece definita una "monumentale rivendicazione della separazione dei poteri sancita dalla Costituzione".
Non manca un monito sui toni utilizzati dalla Casa Bianca: la retorica contro i giudici, avverte il quotidiano, potrebbe alimentare tensioni e spingere frange più radicali a gesti estremi.
