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Strage di Dacca, Renzi: "Siamo colpiti ma non piegati". Gelo con il Bangladesh per il blitz non concordato

Il premier: "LʼItalia non arretra davanti al terrore, serve unità"

"L'Italia non arretra davanti alla follia di chi vuole disintegrare la vita quotidiana, siamo colpiti ma non piegati". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando dell'attacco terroristico compiuto in un ristorante di Dacca, in Bangladesh, nel quale sono morti diversi italiani. "Abbiamo seguito tutta la notte gli eventi sperando in esiti diversi", ha aggiunto precisando che "notizie ufficiali" verranno fornite prima alle famiglie delle vittime.

Il presidente del Consiglio ha lanciato un appello a tutte le forze sociali e politiche del Paese: "Continueremo la lotta tutti insieme e tutti uniti per affermare un'idea di civiltà diversa da quella che purtroppo abbiamo visto in azione in Bangladesh". "Davanti alla tragedia dell'estremismo radicale - ha proseguito -, credo sia il momento in cui l'Italia unita dia un messaggio di dolore e compassione. Piangiamo lacrime di solidarietà e cordoglio, ma è anche il momento di lanciare un messaggio di determinazione.

Gelo con le autorità bengalesi sul blitz nel locale - Intanto, nella ricostruzione delle drammatiche ore dell'attacco a Dacca, c'è chi parla di gelo tra il governo italiano e le autorità bengalesi, sulla decisione di fare irruzione nel ristorante. Una scelta presa in totale autonomia dalle autorità locali: l'Italia viene avvisata, ma non consultata. E' l'ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a comunicarlo alla Farnesina.

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