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Usa 2016, duello tv tra i vice: prevalgono i repubblicani

Primo e unico dibattito tra i candidati vicepresidenti con una discussione su chi, tra la Clinton e il tycoon, abbia offeso di più

Dopo il primo e unico dibattito tv tra i candidati vicepresidenti nella corsa per la Casa Bianca, il democratico Tim Kaine e il repubblicano Mike Pence, il fronte di Trump fa un passo avanti: secondo il primo sondaggio a caldo della Cnn, Pence ha prevalso 48% a 42%. Nell'incontro scambi di accuse tra i due, con una discussione su chi, tra la Clinton e il tycoon, abbia offeso di più.

E' stato Kaine ad attaccare per primo e a continuare a farlo per tutti i 90 minuti del duello che lo ha visto aggressivo e incalzante, di fronte ad un rivale capace però di mantenere la calma anche davanti a interruzioni continue, dando prova di un temperamento molto diverso da quello di Trump.

Subito, nel dibattito, sono state scintille, con botta e risposta a tambur battente. Donald Trump come comandante in capo "ci spaventa a morte" ha detto Kaine, dichiarandosi pronto per il suo ruolo e vantando un'esperienza "a ogni livello di governo". E poi una strenua difesa della sua candidata: orgoglioso di correre con Hillary Clinton, "una donna che sta facendo la storia", ha detto, prima di lanciarsi con il rivale in un vero e proprio duello su chi ha offeso di più. Kaine ha rimproverato a Donald Trump le offese contro i messicani, gli afro-americani e le donne ma Mike Pence ha replicato che il tycoon ha insultato meno americani di quanti ne abbia insultati Hillary Clinton con i suoi commenti sul "cesto di miserabili", riferito alla metà degli elettori del magnate.

Non è mancato un tentativo di affondo in politica estera da parte di Pence, che ha accusato la ex segretario di Stato - "l'architetto della politica estera dell'amministrazione Obama" l'ha definita - del caos in Medio Oriente, suggerendo che l'attuale crisi in Siria sia l'esito della "debole e fallimentare politica estera che Hillary Clinton ha contribuito a guidare".

L'attenzione è poi passata sulla Russia, alla quale il candidato vice repubblicano ritiene che il tandem Obama-Clinton abbia lasciato troppo spazio per lanciare le sue azioni aggressive in Ucraina. Quindi la Siria, dove ha proposto di sferrare attacchi militari se Mosca non retrocede, una posizione che finora Trump non ha mai preso.

Kaine e Pence si sono poi scontrati anche su Vladimir Putin: il primo ha accusato Donald Trump di aver lodato ripetutamente il capo del Cremlino, definendolo un leader più forte di Barack Obama, e di avere legami di affari con oligarchi vicino a Putin. Il secondo ha replicato che Putin rispetterà l'amministrazione Trump per la sua forza.

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