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Siria, Ong: "Nellʼattacco a Ghouta sospetto uso di armi chimiche"

"Diversi civili hanno avuto sintomi di soffocamento, un bimbo è morto". LʼOnu: "Attuare immediatamente la tregua". Intanto le forze speciali turche sono entrate nellʼenclave curda di Afrin

Siria, Ong: "Nell'attacco a Ghouta sospetto uso di armi chimiche"

L'Osservatorio nazionale siriano avanza il sospetto che i governativi siriani di Assad abbiano lanciato un attacco chimico con cloro su Al-Shifuniyah, nella Ghouta orientale. "Diversi civili hanno avuto sintomi di soffocamento, un bimbo è morto", afferma l'Ong, che però precisa di non avere ancora informazioni dettagliate sull'episodio e sulla natura delle armi usate nel raid.

Onu: "Attuare immediatamente la tregua" - L'Onu, attraverso le parole del Segretario generale, Antonio Guterres, ha lanciato un nuovo appello: "La Ghouta orientale non può più aspettare e la risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Siria deve essere attuata "immediatamente".

Russia: "Tregua per evacuazione civili a Ghouta" - A partire da domani, per cinque ore al giorno, dalle 9 alle 14, la Russia osserverà delle "pause umanitarie" per consentire ai civili di abbandonare la zona di Ghouta est, sotto il fuoco delle forze di Damasco. Lo ha annunciato il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu, citato dall'agenzia Ria Novosti, precisando che la decisione è stata presa su ordine di Putin.

Precedentemente, nel corso di una conferenza stampa, il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov aveva fatto sapere che una tregua sarebbe stata possibile solo quando "tutte le parti sul terreno concorderanno le modalità per accedere a un cessate il fuoco completo, esauriente, su tutto il territorio della Siria" e sottolineando di ritenere la notizia dell'uso di armi chimiche una "provocazione".

Forze speciali turche e arabe entrano ad Afrin - Le forze speciali della polizia e della gendarmeria turca sono entrate nell'enclave curda di Afrin, nel nord-ovest della Siria, sotto attacco di Ankara da oltre un mese. Il loro compito principale, secondo i media locali, sarà quello di contrastare possibili infiltrazioni di miliziani curdi dell'Ypg nei villaggi già passati sotto il controllo turco e di partecipare all'assedio del centro urbano di Afrin. Con le forze speciali, saranno schierati da oggi nell'area anche circa 600 membri curdi e arabi della 'Brigata dei falchi curdi' dell'esercito siriano libero.

I dati diffusi dalla Turchia - Intanto, le forze armate turche hanno fornito un nuovo bilancio dell'operazione 'Ramoscello d'ulivo', indicando in 2.059 i "terroristi" curdi dell'Ypg e dell'Isis "neutralizzati" (cioè uccisi, feriti o fatti prigionieri) dall'inizio dell'offensiva, il 20 gennaio scorso. Le cifre non sono verificabili in modo indipendente sul terreno.

Ong: "Almeno 25 civili uccisi in raid Coalizione Usa" - Nel frattempo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani ha riferito che almeno 25 civili, di cui 7 bambini, sono stati uccisi in un raid compiuto da aerei della Coalizione internazionale a guida Usa contro una sacca di territorio ancora controllato dall'Isis nell'est della Siria. Gli attacchi sono stati effettuati sul villaggio di Al Shaafah, a nord dell'ex bastione dello Stato islamico di Abu Kamal, verso il confine con l'Iraq.

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