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Nigeria, 13enne condannato a 10 anni per blasfemia. Il direttore di Auschwitz: "Vado in prigione al posto suo"

Il ragazzino avrebbe offeso Dio mentre parlava con un amico: il direttore del memoriale del campo di concentramento ha scritto al presidente africano offrendosi di scontare la pena per lʼadolescente

Omar Farouq, ragazzo nigeriano di 13 anni, avrebbe bestemmiato davanti a un amico e per questo è stato condannato a 10 anni di prigione. Una barbarie giuridica che è arrivata fino in Germania, alle orecchie del custode della memoria di un orrore ben più grande: il direttore di Auschwitz Piotr Cywinski, che si è offerto di scontare la pena al posto del giovane con una lettera rivolta al presidente della Nigeria. 

Pena severissima - L'età non conta quando si offende Dio con una bestemmia. Non quando vivi in un paese in cui vige la Sharia, la legge islamica applicata in maniera radicale. Lo ha scoperto a sue spese Omar Farouq, ragazzino di 13 anni che vive a Kano, nel nordovest della Nigeria. La giovane età per la Sharia non è una giustificazione: raggiunta la pubertà si è pienamente imputabili. Il caso di Farouq è stato scoperto dall'avvocato nigeriano Kola Alapinni, che si batte per promuovere la libertà religiosa ed è diventato rappresentante legale del ragazzo. 

 

La lettera che fa sperare - La vicenda di Farouq ha scosso profondamente il direttore del memoriale del campo di concentramento di Auschwitz, Piotr Cywinski, che in termini netti ha definito la sentenza "scandalosa per l'umanità". Lo storico di origini polacche ha scritto direttamente al presidente della Nigeria Muhammadu Buhari per chiedere la grazia. Oppure, "se le parole di questo ragazzo richiedono necessariamente 120 mesi di prigione, suggerisco di far scontare la pena a 120 volontari raccolti da me - incluso io stesso - ognuno dei quali passerà un mese in un carcere nigeriano". 

 

In attesa del lieto fine - L'intervento ufficiale di una personalità così importante sta facendo vacillare il governo, secondo l'opinione di Alapinni. Basterà a far riavere la libertà al ragazzino? Si scoprirà nelle prossime settimane. 

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