Speciale Alexei Navalny morto: dubbi, misteri ed inchieste
Il leader dell'opposizione russa

Navalny, cinque Paesi europei: "Morto per avvelenamento da tossina"

Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno dichiarato che l'analisi dei campioni prelevati "ha confermato in modo definitivo la presenza di epibatidina"

14 Feb 2026 - 15:26
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Alexei Navalny è stato avvelenato con una tossina letale. Ad affermarlo sono cinque Paesi europei in una nota congiunta. Il comunicato è stato redatto dai ministeri degli Esteri di Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi che hanno dichiarato che l'analisi dei campioni prelevati dal leader dell'opposizione russa, morto due anni fa, "ha confermato in modo definitivo la presenza di epibatidina". Si tratta di una tossina presente nelle rane freccia velenose del Sud America. I cinque Paesi hanno dichiarato che "solo lo stato russo aveva i mezzi, il movente e il disprezzo per il diritto internazionale" per portare a termine l'azione. Navalny, che aveva intrapreso una battaglia contro la corruzione ufficiale e organizzato imponenti proteste anti-Cremlino, è morto in una colonia penale in Siberia nel febbraio 2024. La vedova di Navalny, Yulia Navalnaya, ha dichiarato l'anno scorso che due laboratori indipendenti avevano trovato tracce di avvelenamento poco prima della sua morte. La donna ha accusato ripetutamente Putin per la morte di Navalny, un'accusa che i funzionari di Mosca hanno negato.

I funerali di Navalny

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La nota congiunta

  "Il ripetuto disprezzo della Russia per il diritto internazionale e la Convenzione sulle armi chimiche e' evidente. Nell'agosto 2020, Regno Unito, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi e i loro partner hanno condannato l'uso del novichok da parte della Russia per avvelenare Aleksej Navalnyj. Cio' e' avvenuto dopo l'uso del novichok da parte della Russia a Salisbury nel 2018, che ha portato alla tragica morte di una donna britannica, Dawn Sturgess. In entrambi i casi, solo lo Stato russo aveva i mezzi, il movente e il disprezzo del diritto internazionale per compiere gli attacchi. Queste ultime scoperte sottolineano ancora una volta la necessita' di ritenere la Russia responsabile delle sue ripetute violazioni della Convenzione sulle armi chimiche e, in questo caso, della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche", si evidenzia nel comunicato.

"I nostri rappresentanti permanenti presso l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche hanno scritto oggi al direttore generale per informarlo di questa violazione russa della Convenzione sulle armi chimiche. Siamo inoltre preoccupati per il fatto che la Russia non abbia distrutto tutte le sue armi chimiche. Noi e i nostri partner faremo uso di tutte le leve politiche a nostra disposizione per continuare a chiedere conto alla Russia", conclude la nota. Commentando quanto comunicato dai governi delle cinque nazioni europee, la moglie del dissidente, Yulia Navalnaya, ha scritto sui social che "Vladimir Putin e' un assassino. Deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini"

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