Le tre suore uccise in Burundi: sapevano di un traffico di diamanti
Un'inchiesta della Radio Publique Africaine ha rivelato che le religiose italiane volevano denunciare attività illegali
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Un traffico di diamanti, oro e medicinali che doveva rimanere segreto sarebbe la vera causa dell'uccisione brutale di tre suore italiane impegnate in Burundi. Lo rivela la Radio Publique Africaine: le religiose Olga Raschietti, Lucia Pulci e Bernardetta Boggian vennero trucidate nella loro casa di Bujumbura il 7 settembre 2014 perché a conoscenza di commerci illeciti di dispositivi sanitari e minerali.
A poche ore dalla strage era stato arrestato Christian Claude Butoyi, un 33enne malato psichiatrico che era subito accusato dell'omicidio. Il movente individuato in quella fase sembrava di natura personale: avrebbe ucciso le tre suore italiane convinto che il loro convento fosse stato costruito su un terreno un tempo appartenente ai suoi genitori.
Il direttore della Radio, Bob Rugurika, ha spiegato le novità emerse dall'inchiesta della sua emittente: si trattava "principalmente di oro e diamanti e più in generale di tutti i minerali sfruttati illegalmente che vengono in Burundi dal confinante Congo, dalla provincia del Sud Kivu. I potenti di qui portavano avanti questo traffico e il trasporto dei minerali avveniva a volte anche sfruttando i veicoli della comunità religiosa, che alla frontiera non vengono perquisiti".
