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Julian Assange, lʼavvocato: "Ci opporremo allʼestradizione negli Usa"

Il legale parla il giorno dopo lʼarresto del fondatore di Wikileaks nellʼambasciata dellʼEcuador. Lʼavvertimento degli hacker di Anonymous: "La Gran Bretagna lo liberi o la pagherà"

Dopo il suo arresto, Julian Assange intende opporsi attraverso tutte le vie giudiziarie disponibili alla richiesta d'estradizione presentata dagli Usa alla Gran Bretagna. Estradarlo rappresenterebbe "un precedente pericoloso", sottolinea Jennifer Robinson, uno degli avvocati del padre di Wikileaks. Significherebbe, chiarisce, aprire le porte alla caccia a qualunque giornalista abbia "pubblicato informazioni vere e verificabili sugli Usa".

Il giornalista viveva da sette anni nell'ambasciata del Paese latinoamericano che ha revocato la concessione dell'asilo politico consentendo a Scotland Yard di arrestarlo. Robinson ha visitato Assange nella camera di sicurezza della stazione di polizia in cui è stato recluso dopo l'arresto e ne ha raccolto il messaggio di gratitudine verso i numerosi difensori dei diritti umani e sostenitori che si sono mobilitati in suo favore in giro per il mondo. Il 47enne fondatore di Wikileaks non è peraltro parso sorpreso o scioccato dell'accaduto: "Ve l'avevo detto" che finiva così", s'è limitato a dire alla legale.

Anche Jeremy Corbyn si oppone all'estradizione - Il leader laburista britannico Jeremy Corbyn su Twitter invita il governo a non estradare Assange negli Stati Uniti. "L'estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti per aver smascherato e denunciato le atrocità in Iraq e Afghanistan dovrebbe essere contrastata dal governo britannico", scrive Corbyn. Assange è stato "consegnato" giovedì alla polizia britannica e il tribunale di Londra lo ha già dichiarato colpevole di aver violato i termini della libertà vigilata. Il 2 maggio è prevista l'udienza per esaminare la richiesta di estradizione da parte degli Usa.

L'avvertimento di Anonymous: "Gb lo liberi o la pagherà" - Intanto i membri del gruppo di hacker Anonymous hanno chiesto alle autorità della Gran Bretagna di liberare il fondatore di WikiLeaks. In caso contrario, gli hacker intendono contrattaccare. "Rilascia Assange o pagherai!", si legge sul sito. Gli autori affermano che Assange "è amato dalle persone di tutto il mondo, specialmente da coloro che sono in grado di vedere attraverso la propaganda che giustifica la politica estera degli Stati Uniti e dei loro alleati".

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