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Il patriarca di Baghdad invita Francesco in Iraq: "Serve il vostro sostegno". Il Papa: "Inshallah"

Durante lʼincontro, cantati in caldeo e aramaico gli inni e le preghiere dei Vespri secondo il rito caldeo, mentre il Papa ha recitato una preghiera composta per lʼoccasione

Una visita in Iraq? "Inshallah", se Dio vuole. E questa l'espressione araba con cui Papa Francesco, a Tbilisi, in Georgia, ha risposto al patriarca caldeo di Baghdad Louis Raphael I Sako, quando il Primate della Chiesa caldea gli ha espresso la speranza che in futuro il vescovo di Roma possa compiere una visita a Baghdad. "Abbiamo bisogno della vostra presenza, del vostro sostegno e incoraggiamento", ha detto il patriarca.

All'incontro tra i due, inserito nel programma della visita papale in Georgia e Azerbaigian, hanno preso parte anche 12 Vescovi caldei, reduci dal Sinodo annuale appena celebrato a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, insieme a fedeli caldei provenienti dagli Stati Uniti, dalla Francia, dal Canada e a un gruppo di cristiani iracheni che attualmente vivono nella condizione di rifugiati, dopo aver dovuto abbandonare le loro case davanti all'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico.

Durante l'incontro, l'assemblea e i cori hanno recitato e cantato in caldeo e aramaico gli inni e le preghiere dei Vespri secondo il rito caldeo, mentre il Papa ha recitato una preghiera composta per l'occasione: "Signore Gesù - ha detto tra l'altro il Papa nella sua invocazione - stendi l'ombra della tua croce sui popoli in guerra: imparino la via della riconciliazione, del dialogo e del perdono; fa gustare la gioia della tua risurrezione ai popoli sfiniti dalle bombe: solleva dalla devastazione l'Iraq e la Siria; riunisci sotto la tua dolce regalità i tuoi figli dispersi: sostieni i cristiani della diaspora e dona loro l'unita' della fede e dell'amore".

Papa: "Oggi guerra mondiale contro il matrimonio" - Il Pontefice ha poi incontrato il clero. "L'ideologia del gender è grande nemica del matrimonio. Oggi c'è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio - ha affermato rispondendo a una delle testimonianze, quella di una madre di famiglia -. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Pertanto difendersi dalle colonizzazioni ideologiche".

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