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Hong Kong, nuovi scontri tra polizia e manifestanti allʼaeroporto | Pechino allʼOnu: "Non vi siano interferenze"

Cancellati i voli in partenza, agenti in tenuta anti-sommossa per superare le barricate issate dai partecipanti al sit-in nello scalo. Trump: "Cina sta spostando truppe al confine"

Violenti scontro all'aeroporto di Hong Kong tra la polizia e i manifestanti che hanno occupato lo scalo internazionale per il quinto giorno consecutivo portando, come nella giornata di lunedì, alla cancellazione dei voli in partenza. Agenti in assetto anti-sommossa hanno cercato di superare le barricate realizzate dai partecipanti al sit-in per bloccare l'ingresso in aeroporto alle forze di sicurezza che hanno reagito usando spray al peperoncino.

Il quinto giorno di occupazione - Il terminal principale dell'aeroporto è stato occupato in mattinata dai manifestanti nonostante le maggiori misure di sicurezza progettate per tenerli fuori. I centinaia di manifestanti che hanno occupato i terminal delle partenze con il loro sit-in, avrebbero gridato "Hong Kong combatte per la libertà" all'annuncio della cancellazione dei voli in partenza. 

Partenze sospese per alcune ore - Le autorità dell'aeroporto di Hong Kong hanno specificato che i voli cancellati in programma per martedì riguardano le partenze dallo scalo, mentre hanno sottolineato che non ci sono state conseguenze per gli arrivi, sebbene alcune decine di voli con destinazione a Hong Kong fossero già stati annullati. La situazione è tornata alla normalità all'alba di mercoledì.

Onu: inchiesta sulle azioni della polizia - Intanto l'Alto Commissariato Onu per i diritti umani ha espresso preoccupazione per la situazione a Hong Kong e ha richiesto un'inchiesta immediata sui comportamenti delle forze dell'ordine nei confronti dei manifestanti. L'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha esaminato prove credibili di agenti delle forze dell'ordine che impiegano armi non letali in modi proibiti da norme e standard internazionali in reazione alle proteste. L'Ufficio - secondo quanto affermato da un portavoce - esorta le autorità di Hong Kong a indagare immediatamente questi incidenti.

La replica di Pechino: "Non vogliamo interferenze" - Parole che scatenano la reazione immediata della Missione diplomatica cinese all'Onu a Ginevra, che ha parlato di "dichiarazione ingiustificata" dell'Alto Commissariato per i diritti umani. "Tale dichiarazione - afferma - contraddice i fatti, interferisce con quanto accade a Hong Kong, che sono affari interni della Cina, e invia un segnale sbagliato a criminali violenti. Le manifestazioni hanno recentemente preso una piega violenta con comportamenti che non hanno nulla a che fare con una manifestazione pacifica".

Dal 9 giugno quasi 700 arrestati: rischiano fino a 10 anni di carcere - Dal 9 giugno, quando sono iniziate le proteste degli attivisti contro le autorità e il governo, sono state arrestate quasi 700 persone. Lo rende noto la polizia. I manifestanti sono stati arrestati per reati tra cui "aver preso parte a una rivolta", assemblea illegale, aggressione di agenti di polizia, resistenza all'arresto e possesso di armi offensive. Se giudicati colpevoli, rischiano fino a 10 anni di prigione. La persona più giovane tra gli accusati è una ragazza di 16 anni.

Trump: "Truppe cinesi al confine" - "La nostra intelligence ci ha informato che il governo cinese sta spostando truppe al confine con Hong Kong". Lo ha scritto su Twitter Donald Trump in riferimento alle crescenti tensioni nel territorio autonomo dove dal 9 giugno sono in corso proteste e manifestazioni contro governo e autorità e dove da 5 giorni gli attivisti hanno occupato l'aeroporto. "Tutti stiano calmi e al sicuro", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.

Hong Kong, nuove proteste: scontri con la polizia allʼaeroporto

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