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Continua il conflitto in Medio Oriente. Nella giornata di ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intimato all'Iran e a Israele di "smettere immediatamente di sparare". Il tycoon è stato oggetto di alcune proteste fuori dal Madison Square Garden dove alcuni manifesti riportavano lo slogan "Stop war in Iran". La situazione non è migliorata all'interno della struttura sportiva. Quando il presidente è stato inquadrato dalle telecamere che hanno trasmesso la sua presenza sul maxi-schermo durante l'esecuzione dell'inno iniziale, un'ondata di fischi si è alzata. I Pasdaran hanno avvertito che le operazioni militari sono state sospese ma, al contempo, hanno minacciato "attacchi più duri e devastanti" qualora Israele riprendesse i bombardamenti in Libano. Proprio su quest'ultimo territorio è intervenuto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato: "Iran e Hezbollah sono più deboli che mai e la nostra battaglia non è ancora finita con loro". Gli Houthi hanno vietato la navigazione a Israele nel Mar Rosso aggiungendo che risponderanno a un'escalation con un'escalation. La milizia islamica sciita libanese, Hezbollah, ha rivendicato 16 attacchi contro le forze israeliane.
