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Trump dopo l'abbattimento dell'Apache: "Voglio una risposta potente" | Raid Usa sull'Iran, da Teheran missili e droni contro obiettivi americani

Colpiti diversi sistemi iraniani di difesa aerea e radar intorno allo Stretto di Hormuz

10 Giu 2026 - 00:33
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Continua il conflitto in Iran e tutto il Medio Oriente. Israele ha ordinato l'evacuazione di Tiro, città a sud del Libano, dove è in corso un raid aereo. Mentre la Francia ha sanzionato un altro ministro israeliano, dopo Ben Gvir, vietando l'ingresso a Smotrich. La situazione è tornata molto tesa in seguito all'abbattimento di un elicottero Apache statunitense per mano di un drone iraniano. Gli Usa, come promesso da Trump, hanno lanciato un nuovo attacco come rappresaglia. Sul proprio profilo X il Comando Centrale Usa parla di "colpi di autodifesa" e sottolinea come questa missione sia "una risposta proporzionata all'aggressione iraniana ingiustificata". Dall'altra parte Teheran promette: "Daremo una risposta decisa all'attacco Usa fatto con il pretesto dell'elicottero".


Gli attacchi di ritorsione militare degli Stati Uniti hanno colpito diversi sistemi iraniani di difesa aerea e radar intorno allo Stretto di Hormuz. Lo ha riportato Axios, citando un funzionario statunitense. Il Centcom ha annunciato la ripresa delle operazione a seguito dell'abbattimento di un elicottero Apache dell'esercito americano.


Donald Trump ha detto di voler una risposta "molto potente" contro l'Iran per l'abbattimento dell'elicottero americano.


"L'Iran, come ha avvertito poche ore fa, risponderà con decisione all'aggressione statunitense perpetrata con il pretesto dell'abbattimento dell'elicottero Apache". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran. Precedentemente la stessa Tasnim, citando una fonte militare informata, aveva riferito che se attaccata "con il pretesto dell'incidente dell'elicottero" la Repubblica islamica avrebbe risposto con decisione.


Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno iniziato a lanciare colpi di autodifesa contro l'Iran, su indicazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riferisce il Centcom su X, sottolineando che gli attacchi sono "in risposta all'abbattimento di ieri di un elicottero Apache dell'esercito degli Stati Uniti. La missione è una risposta proporzionata all'aggressione iraniana ingiustificata".


L'agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce di esplosioni udite sull'isola di Qeshm, nella città portuale di Jask e in quella di Sirik. La notizia giunge dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di avere lanciato una serie di attacchi contro l'Iran in risposta all'abbattimento di un elicottero statunitense Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz.


Gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi contro l'Iran oggi alle 17 ora locale in risposta all'abbattimento dell'elicottero americano. Lo annuncia il Comando centrale Usa. Gli attacchi, che secondo i militari sono stati condotti per legittima difesa, sono stati ordinati dal presidente Trump. "La missione è una risposta proporzionata all'ingiustificata aggressione iraniana", ha dichiarato il Centcom in un comunicato.


Un raid aereo israeliano vicino a Tiro ha ucciso tre persone nella città libanese meridionale, secondo il Ministero della Salute, portando a 11 il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di martedì sulla città e dintorni. L'attacco ha anche ferito nove persone, tra cui due donne, ha affermato il ministero.


In un'intervista al Wall Street Journal, Donald Trump ha minimizzato l'abbattimento di un elicottero militare statunitense in Iran, affermando che "non è stata una cosa importante". "Il pilota sta bene", ha dichiarato Trump, aggiungendo che i dettagli dell'incidente sono "molto diversi da quello che pensate". Non ha fornito ulteriori spiegazioni. L'equipaggio dell'elicottero sta ricevendo cure mediche ed è in condizioni stabili. In precedenza, Trump aveva scritto sul suo account social Truth che gli "Stati Uniti devono rispondere necessariamente a questo attacco".


Non è ancora chiaro se l'elicottero Usa Apache caduto nelle acque sopra lo stretto di Hormuz sia stato abbattuto intenzionalmente da un drone Shahed o se si sia scontrato con l'apparecchio iraniano in modo accidentale. Lo riferiscono fonti statunitensi alla Cnn.


L'esercito israeliano ha pubblicato un video generato dall'intelligenza artificiale che paragona la guerra di Gaza alla Coppa del Mondo, affermando che gli abitanti di Gaza "perdono sempre". Lo riporta Haaretz. "Mentre cercate di muovervi verso un futuro migliore, siete guidati da un gruppo fallimentare, scollegato e irrilevante di ragazzini inesperti che continuano a negarvi ogni possibilità di sfuggire al più grande disastro nella storia della Striscia di Gaza", si legge sulla pagina Facebook di Almunaseq, gestita dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Il video dell'IA mostra una squadra di calcio di Hamas che gioca contro una squadra di Gaza chiamata "Futuro Diverso" e vince. "La soluzione sta sul campo, ma Hamas continua a giocare solo una partita che perde sempre", ha scritto l'Idf.


L'elicottero Apache statunitense abbattuto sopra lo Stretto di Hormuz "non stava volando su acque internazionali". Lo ha riferito ad Al Jazeera una fonte iraniana. "L'Iran risponderà con forza e immediatezza a ogni attacco Usa nei confronti dell'Iran", ha aggiunto la fonte.


"Se le persone sono stupide, finiremo in una situazione in cui dovremo spazzare via l'intera infrastruttura di una nazione". Lo ha dichiarato ad Abc il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a proposito dell'Iran.


Le forze armate iraniane "sono in allerta costante per qualsiasi violazione dello spazio aereo" del Paese, e le "forze straniere nelle vicinanze" del territorio della Repubblica Islamica "sono a rischio costante in caso di loro errori umani, incidenti o di essere presi tra due fuochi": lo afferma in un comunicato il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, postato su X, sottolineando che le acque dello Stretto di Hormuz "non sono acque internazionali", bensì condivise "tra Iran e Oman", per cui "la soluzione migliore è che le forze straniere ne escano il prima possibile". "Per ridurre i rischi", ha proseguito Araghchi, "è meglio" quindi che le "forze straniere" si ritirino "il prima possibile da un ambiente che non sarà mai ospitale con una presenza ostile". "Preferiamo il linguaggio della diplomazia, ma sappiamo utilizzare anche anche altri linguaggi", è l'avvertimento del ministro iraniano.


L'elicottero Apache statunitense abbattuto sullo Stretto di Hormuz è stato colpito da un drone Shahed iraniano. Lo riferiscono fonti ben informate alla Cnn. Un elicottero Apache ha un costo che può arrivare a 65 milioni di dollari, laddove l'investimento medio per costruire uno Shahed è stimato sui 35 mila dollari.


Wall Street amplia le perdite e tocca i minimi intraday dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che l'Apache Usa abbattuto nello Stretto di Hormuz è stato colpito dall'Iran: il Dow Jones, sui timori di ripresa dello scontro, cede lo 0,78%, a 50.391,98 punti, mentre il Nasdaq perde il 2,45%, a quota 25.293,61. Male anche l'S&P 500 a 7.295,07 punti (-1,49%).


I due piloti dell'Apache precipitato in mare nei pressi dello stretto di Hormuz sono stati recuperati da un drone marino di superficie in dotazione della Task Force 59 della Marina che ha compiuto l'operazione di salvataggio dei piloti dell'elicottero che, stando a quanto reso noto oggi da Donald Trump, è stato abbattuto dagli iraniani. È quanto ha dichiarato a Cbs News il portavoce del Centcom, il capitano Tim Hawkins, dopo che il Comando Centrale americano ha diffuso un comunicato in cui si spiega che i due militari "sono in condizioni stabili" e sono stati messi in salvo due ore dopo che il loro elicottero era stato dato per scomparso in mare nei pressi della costa dell'Oman mentre pattugliavano le acque della regione. La Task Force 59 è un'unità specializzata nell'uso di droni in mare ed è la prima volta che un drone marino di superficie viene usato in un'operazione di salvataggio in acqua, sottolineano ancora i media americani.


Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha escluso che il conflitto in corso con l'Iran possa trasformarsi in un impegno militare prolungato come quelli in Iraq e Afghanistan. In un'intervista a Usa Today, Vance ha dichiarato di essere "estremamente fiducioso" che tra un anno non si parlerà più del coinvolgimento degli Stati Uniti in Iran, e tantomeno per un periodo di anni. Secondo il vicepresidente, Washington riuscirà a raggiungere i propri obiettivi e, qualora la via diplomatica dovesse fallire, il presidente dispone di ulteriori strumenti per agire. "Finché manterremo questa vicenda ancorata alla missione fondamentale - impedire all'Iran di ottenere un'arma nucleare - non diventerà un pantano", ha affermato Vance.


"Sono appena stato informato dalle nostre grandi forze armate che, la scorsa notte, gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz". Lo riferisce Donald Trump su Truth, aggiungendo che "a bordo c'erano due piloti: entrambi sono al sicuro e illesi". "Ciononostante, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco. Grazie per l'attenzione dedicata a questa vicenda! Presidente DONALD J. TRUMP"", ha concluso il tycoon.


"Preferiamo il linguaggio della diplomazia, ma parliamo molto più fluentemente altri linguaggi. Se non manterrete i vostri impegni, passeremo a quello che sappiamo esprimere meglio", ha dichiarato su X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Cavalca il cavallo che hai sellato", ha concluso il leader iraniano.


Il petrolio frena a New York sulle speranze di accordo di pace tra Usa e Iran: il Wti, il greggio di riferimento americano, cede il 5,29%, a 86,47 dollari al barile, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un calo del 4,50%, a 90,01 dollari.


"Il tentativo dell'Iran di imporre nuove regole e modificare la realtà fallirà. L'attacco che abbiamo condotto in Iran è stato una preparazione per un colpo molto più significativo e potente. Continueremo ad approfondire i danni inflitti all'organizzazione terroristica Hezbollah e a difendere le comunità del nord di Israele. L'Idf rimane in stato di massima allerta e agirà con determinazione ovunque identifichi una minaccia per i civili israeliani". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir.


L'Unione Europea ha chiesto a Israele di ritirare le proprie truppe dal territorio libanese e di rispettare pienamente l'accordo di cessate il fuoco raggiunto con il Libano, in seguito a una nuova ondata di bombardamenti contro la città di Tiro, che ha causato almeno nove morti dopo un ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano. "La posizione dell'Unione Europea è molto chiara. L'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Libano e Israele rappresenta una nuova opportunità per porre fine al conflitto e confidiamo che Israele vi parteciperà", ha dichiarato il portavoce per gli Affari Esteri della Commissione Europea, Anouar El Anouni. Durante il briefing con la stampa, il portavoce ha esortato tutte le parti a "rispettare pienamente i termini dell'accordo" e a "cessare immediatamente tutte le azioni militari", in un momento caratterizzato dall'escalation degli attacchi sul terreno. L'Ue ha inoltre ribadito che l'accordo prevede sia il ritiro delle forze israeliane dal territorio libanese sia il ritiro di Hezbollah a nord del fiume Litani. "Chiediamo a Hezbollah di ritirarsi dall'area a sud del fiume Litani e a Israele di ritirarsi dal territorio libanese", ha dichiarato El Anouni.


Hezbollah sarebbe disposto ad accettare un cessate il fuoco globale con Israele e non si opporrebbe a un ritiro delle proprie forze a nord del fiume Litani nell'ambito di un'intesa reciproca. Lo sostengono fonti citate da Al Arabiya, secondo le quali il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, avrebbe informato l'ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, della disponibilità del cosiddetto 'duo sciita', formato da Hezbollah e dal movimento alleato Amal, ad accettare un cessate il fuoco complessivo. Le stesse fonti ritengono che Hezbollah non avrebbe obiezioni a ritirarsi a nord del Litani secondo il principio del "punto per punto", nell'ambito di un accordo reciproco con Israele.


"L'attacco che abbiamo effettuato in Iran era una preparazione per un colpo molto più significativo e duro" e "siamo pronti a tornare e sferrare un altro duro e profondo attacco contro l'Iran". Lo ha detto il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, affermando che i tentativi dell'Iran di "imporre le proprie condizioni falliranno". "Tutti i nostri sistemi di difesa e offensivi erano in allerta e pronti. Abbiamo intercettato le minacce lanciate contro di noi e abbiamo colpito in Iran in modo rapido e deciso", ha dichiarato riferendosi all'ultimo scambio di attacchi fra Israele e l'Iran. E ancora: "Il tentativo iraniano di imporre le proprie condizioni e cambiare la realtà fallirà. Continueremo a operare e ad aggravare i danni all'organizzazione terroristica di Hezbollah e a difendere le comunità del nord". "L'Idf ha mantenuto e continua a mantenere la prontezza e la preparazione immediate per un ritorno ai combattimenti in Iran", ha ribadito.


Almeno 29 persone sono state uccise e altre 133 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore nei bombardamenti israeliani in Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese nel suo ultimo bilancio quotidiano. Secondo le autorità sanitarie di Beirut, salgono ad almeno 3.666 le persone uccise dall'inizio della nuova fase della guerra in Libano, cominciata il 2 marzo scorso, mentre i feriti sono almeno 11.321. Il bilancio viene diffuso mentre proseguono i raid israeliani nel sud e nell'est del Paese e mentre resta alta la tensione, nonostante i contatti diplomatici guidati dagli Usa per una nuova intesa di cessate il fuoco.


"Israele respinge con fermezza le vergognose misure adottate da governi stranieri contro cittadini israeliani, entità israeliane e un ministro del governo". Lo si legge sull'account X del ministero degli Esteri israeliano in riferimento alle misure adottate da diversi Paesi occidentali nei confronti di coloni e al divieto di ingresso imposto dalla Francia al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. "La vera essenza di questi provvedimenti è il tentativo di imporre una posizione politica riguardo al diritto degli ebrei di vivere nella Terra d'Israele e in merito al conflitto israelo-palestinese, mascherandolo da misura contro la violenza", scrive il ministero


Il governo britannico ha invitato le aziende del Paese a cessare ogni attività negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper. "Ho rafforzato le nostre linee guida sui rischi aziendali affinché siano chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali", ha dichiarato la ministra al Parlamento. "Riteniamo che i gruppi di coloni violenti non debbano trarre profitto dalle terre che hanno sottratto ai palestinesi", ha aggiunto, affermando che le condanne di alcune di queste violenze da parte del governo israeliano "suonano vuote" in assenza di misure concrete per punirle. 


La Francia ha vietato l'ingresso nel proprio territorio al ministro israeliano Bezalel Smotrich. Dopo aver proibito di varcare le proprie frontiere al ministro Itamar Ben Gvir, Parigi colpisce un altro membro dell'esecutivo del primo ministro Benjamin Netanyahu: "Smotrich promuove attivamente l'annessione della Cisgiordania, rivendicandola apertamente, la creazione di nuove colonie in Cisgiordania, la ricolonizzazione di Gaza, il crollo economico dell'Autorità palestinese e le sue conseguenze nefaste sulla popolazione palestinese", ha spiegato il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot. Oltre a Smotrich, la Francia ha chiuso i suoi confini anche a quattro leader di organizzazioni di coloni e 21 coloni violenti. 


Il Pakistan sta "comunicando con tutte le parti coinvolte" per raggiungere un accordo e porre fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti entro questa settimana. Lo scrive Al Arabiya citando una fonte vicina al governo di Islamabad.


Un uomo armato si sarebbe infiltrato in territorio israeliano dal Libano e avrebbe aperto il fuoco contro le truppe israeliane nella zona di Ramim Ridge, vicino al confine.L'uomo è stato immediatamente colpito e ucciso dalle truppe dell'Idf. Tra i militari dell'esercito non ci sarebbero feriti. Agli abitanti delle comunità di confine di Misgav Am, Margaliot e Manara, nella regione del Panhandle della Galilea, è stato ordinato di rimanere nelle proprie case fino a nuovo avviso, mentre una vicina autostrada è stata chiusa al traffico. Lo riporta il Times of Israel.


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I civili palestinesi sono "sistematicamente e deliberatamente" sottoposti a gravi violazioni dei diritti umani da parte di tutte le parti: dall'esercito israeliano e da Hamas nella Striscia e dai coloni in Cisgiordania. Lo ha affermato la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta dell'Onu sui territori palestinesi occupati, in un comunicato reso noto a Ginevra. "La violenza perpetrata dai coloni è la diretta conseguenza delle politiche israeliane che sostengono, consentono e proteggono le loro azioni, mentre le forze affiliate ad Hamas hanno sfruttato il vuoto creato dagli incessanti attacchi israeliani e dalla diffusa distruzione di Gaza", ha detto Srinivasan Muralidhar, presidente della Commissione

Secondo i dati raccolti dall'Onu, gli attacchi dei coloni contro i palestinesi continuano ad aumentare. Nel 2025 almeno 7 palestinesi sono stati uccisi e 832 feriti. Secondo la Commissione, la violenza dei coloni in Cisgiordania "funge da strumento per l'attuazione della politica dello Stato israeliano" con cui condivide gli stessi obiettivi: mantenere l'occupazione illegale, il consolidamento degli insediamenti israeliani illegali, l'annessione di territori palestinesi e lo sfollamento dei palestinesi dalle loro terre.

A Gaza, la Commissione ha identificato 249 casi di esecuzioni. Oltre che gravi violenze fisiche nel periodo 2024-2025, che hanno causato almeno 108 morti e 384 feriti. Le forze affiliate ad Hamas sono state coinvolte in almeno 60 di questi episodi, tra cui le esecuzioni pubbliche di 11 uomini: "Tali atti costituiscono crimini di guerra, quali omicidio e tortura, e violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani".


Almeno due membri di un'unità di difesa aerea iraniana sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani che hanno colpito il Paese ieri. Lo ha riferito la televisione di Stato di Teheran. È la prima volta in cui l'Iran ammette la presenza di caduti negli attacchi incrociati tra domenica sera e lunedì, che hanno rappresentato il colpo più duro finora inferto al fragile cessate il fuoco nella guerra in Iran.


È salito a nove morti e almeno 28 feriti il bilancio di un attacco aereo israeliano su una zona residenziale nella città di Tiro, nel sud-ovest del Libano. Lo si apprende dall'agenzia di stampa statale libanese "Nna", secondo cui le squadre di soccorso stanno proseguendo le operazioni di ricerca dei dispersi e di rimozione delle macerie. L'attacco è avvenuto poco dopo che le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso ordini di evacuazione per la citta' di Tiro, incluso il quartiere cristiano.


L'Idf ha reso noto di aver colpito il principale quartier generale della polizia marittima di Hamas nell'area di Khan Yunis, nel sud di Gaza. Diversi miliziani che operavano dal sito sono stati uccisi, tra cui Ismail al-Lahham, comandante di una cellula dell'ala militare di Hamas. La struttura sarebbe stata utilizzata per pianificare ed eseguire attacchi contro le truppe dell'Idf e civili israeliani. Inoltre, secondo il comunicato, il sito era impiegato da Hamas per ricostruire e rafforzare le proprie capacità operative, in violazione dell'accordo di cessate il fuoco. 


Trump ha affermato almeno 37 volte che un accordo con l'Iran era imminente o che Teheran fosse sul punto di accettare un'intesa, senza che finora sia stato raggiunto alcun accordo definitivo. Lo sostiene un'analisi della Cnn


"Israeliani e Stati Uniti hanno molti interessi in comune, ma ci sono anche situazioni in cui i nostri interessi divergono". Lo ha detto il vicepresidente degli Usa JD Vance, parlando con Fox, secondo quanto riportano i media internazionali. "Credo che il presidente sia stato molto chiaro sul fatto che, mentre Israele ha ovviamente alcuni obiettivi, l'obiettivo principale degli Stati Uniti in Iran è garantire che l'Iran non possieda un'arma nucleare" ha aggiunto. V Vance ha affermato che "nell'ultimo anno e mezzo abbiamo creato lo spazio necessario affinché il presidente creda, e credo che abbia ragione, che possiamo raggiungere una soluzione a lungo termine per l'accordo sul nucleare iraniano. Ora, a Israele potrebbe piacere o meno. Ma fondamentalmente, riteniamo che questo sia nel migliore interesse degli Stati Uniti d'America". 


"Non ci sarà alcun accordo con gli Stati Uniti prima della revoca delle sanzioni e del rilascio dei beni iraniani congelati". Lo ha dichiarato un funzionario iraniano, aggiungendo: "Washington ha apportato modifiche alla bozza del Memorandum d'intesa e questo non è accettabile per l'Iran". Secondo l'agenzia Tasnim, ha aggiunto che "qualsiasi violazione del cessate il fuoco influenzerà i colloqui tra Teheran e Washington e l'Iran reagirà con fermezza a tale violazione". La sicurezza e la stabilità nella regione si ristabiliranno solo se verrà istituito un vero meccanismo di deterrenza contro le aggressioni, ha sottolineato.


L'esercito israeliano ha ordinato oggi l'evacuazione dei residenti di Tiro e di 11 villaggi e campi profughi intorno alla città del sud del Libano. "Come abbiamo avvertito nei giorni scorsi, a seguito delle azioni di elementi di Hezbollah all'interno del Quartiere cristiano della città, le Forze di difesa israeliane saranno costrette ad agire contro le loro attività terroristiche nel quartiere nel prossimo futuro", si legge in una nota dell'esercito israeliano. Le Forze di difesa israeliane hanno invitato i residenti a trovare riparo a nord del fiume Zahrani.


Il rappresentante dell'Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno "presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un memorandum d'intesa, tramite il Pakistan". "Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione", ha aggiunto, secondo l'agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: "Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l'intera regione, Libano compreso".


In una conversazione telefonica con la Bbc, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha negato che il premier israeliano Benjamin Netanyahu lo abbia sfidato ordinando un'azione militare contro l'Iran in risposta agli attacchi missilistici contro Israele. "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha detto Trump all'emittente britannica riferendosi al primo ministro dello Stato ebraico. "Tutto quello che ho detto" a Netanyahu "è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", riporta la Bbc.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell'elicottero Apache dell'esercito americano precipitato vicino allo Stretto di Hormuz "stanno bene". Parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale John F. Kennedy prima di tornare a Washington, il tycoon ha affermato che "nessuno è rimasto ferito". L'inquilino della Casa Bianca ha aggiunto che l'amministrazione pubblicherà in giornata un rapporto.


I media libanesi, citati dal Times of Israel riportano attacchi israeliani vicino a Tiro, nel sud del Libano. Non ci sono commenti immediati da parte delle forze di difesa israeliane.


Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato martedì mattina che la diplomazia Usa si trova nelle sue "fasi finali" per raggiungere un accordo con l'Iran e porre fine al conflitto del Golfo. "Siamo nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo", ha dichiarato Trump dopo aver assistito a una partita delle finali Nba a New York, suggerendo che un accordo potrebbe essere raggiunto entro "due o tre giorni".


L'equipaggio di un elicottero d'attacco Apache delle forze armate statunitensi è stato tratto in salvo dopo che il velivolo è precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dal quotidiano New York Times citando fonti informate sull'accaduto. Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite. L'episodio avviene in un momento particolarmente delicato, mentre il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran appare sempre più fragile e le tensioni nella regione restano elevate. Al momento non vi sono indicazioni che l'elicottero sia stato abbattuto o che l'incidente sia collegato ad azioni ostili. Le autorità militari statunitensi non hanno ancora diffuso ulteriori dettagli sulle circostanze della caduta del velivolo.


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Il presidente americano Donald Trump è stato accolto da pesanti fischi quando è stato inquadrato al momento dell'esecuzione dell'inno nazionale americano al Madison Square Garden di New York. Il tycoon si è apprestato ad assistere alla gara-3 delle Finals Nba tra i Knicks, la sua squadra, e i San Antonio Spurs.


Hezbollah ha rivendicato 16 attacchi contro le forze israeliane nel Libano meridionale, affermando di aver colpito concentrazioni di truppe, veicoli militari e mezzi logistici in diverse aree lungo il confine. In una serie di comunicati citati da Al Jazeera, il movimento sciita libanese ha dichiarato di aver preso di mira più volte soldati e veicoli israeliani nelle zone di Beit Yahoun, Rachaf, Naqoura, At-Tiri e Aainata. Tra le operazioni rivendicate figurano anche attacchi con droni contro un veicolo per le comunicazioni nei pressi del castello di Beaufort e contro una postazione di artiglieria nell'area di Odaisseh. Hezbollah ha inoltre sostenuto di aver colpito con missili guidati e artiglieria la periferia sudorientale di Yohmor al-Shaqif, affermando di aver distrutto diversi veicoli per il trasporto di munizioni e bulldozer militari.


I voli all'Imam Khomeini International Airport di Teheran sono ripresi dopo la sospensione disposta nella notte tra domenica e lunedì a causa dei bombardamenti israeliani. Lo riferiscono le agenzie di stampa iraniane Mehr e Fars. "Con il ritorno alla normalità delle condizioni operative del settore aereo nazionale, tutti i servizi operativi sono ripresi", ha dichiarato il portavoce dell'aeroporto, Javad Salehi Artimani, citato dai media locali.


Un drone lanciato dallo Yemen dai ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, è stato intercettato dalle difese aeree israeliane sopra la città di Eilat, nel sud del Paese. Lo ha riferito l'esercito israeliano, precisando che poco prima erano scattate le sirene d'allarme nell'area. Secondo le informazioni diffuse dalle Idf, il velivolo senza pilota è stato abbattuto prima di colpire il territorio israeliano.


Gli Houthi vietano la navigazione marittima israeliana nel Mar Rosso. Il gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, ha annunciato che vieterà la navigazione marittima israeliana nel Mar Rosso, prendendo di mira ancora una volta le imbarcazioni affiliate a Israele. In una dichiarazione gli Houthi hanno aggiunto che risponderanno all'escalation con un'escalation


"L'Iran e Hezbollah sono più deboli che mai e la nostra battaglia con loro non è ancora finita con loro". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.