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A sorpresa il presidente del Consiglio Meloni nel Golfo
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La guerra in Iran si conferma molto complicata per le forze armate americane. E' dal fronte iraniano che arriva la notizia più significativa della giornata: prima un caccia Usa abbattuto dalla contraerea di Teheran, per la prima volta dall'inizio delle ostilità. La maxi-operazione di ricerca ha portato al salvataggio di uno dei piloti del velivolo precipitato, un F-15E. Ma si ignora la sorte del secondo aviatore, tra voci non confermate dei media di regime secondo cui sarebbe stato preso in ostaggio e secondo cui sarebbe stato colpito anche l'elicottero di soccorso. Poi, in serata, due funzionari americani hanno riferito al New York Times che un secondo jet americano, un A-10 Warthog, è precipitato nel Golfo: il pilota è stato tratto in salvo incolume, mentre l'esercito iraniano ha rivendicato di aver intercettato e colpito il jet con la sua difesa aerea sullo Stretto di Hormuz. Due elicotteri impegnati nei soccorsi sarebbero stati colpiti. Intanto, la premier Giorgia Meloni è atterrata a Gedda, in Arabia Saudita, per una due giorni durante la quale visiterà anche Qatar ed Emirati, per rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Papa Leone XIV ha parlato con Isaac Herzog, è stato concordata la necessità di "riaprire tutti i canali di dialogo diplomatico per porre fine al conflitto".
Donald Trump ha dichiarato a The Independent di non essere ancora pronto a dire cosa faranno gli Stati Uniti se le forze iraniane dovessero raggiungere il pilota del caccia F-15 abbattuto. "Speriamo che ciò non accada", ha affermato il presidente Usa.
Secondo un alto funzionario della Casa Bianca, il team per la sicurezza nazionale del presidente Trump si è riunito nell'Ala Ovest e ha fornito al presidente aggiornamenti costanti sull'abbattimento del jet americano. Lo riporta Nbc News. Il presidente, ha spiegato il funzionario, sta lavorando nello Studio Ovale, o nella sala da pranzo adiacente, ricevendo frequenti aggiornamenti sulle operazioni di ricerca e soccorso in corso in Iran.
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L'Iran ha rifiutato una proposta statunitense per un cessate il fuoco di 48 ore. Lo rende noto l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte "a conoscenza del dossier". Secondo tale fonte, la proposta è stata trasmessa mercoledì 2 aprile da un "Paese terzo" non meglio specificato. La proposta "è stata consegnata dopo l'escalation della crisi nella regione e dopo che sono emersi problemi seri per le forze statunitensi, in seguito a errori di calcolo sulla capacità militare iraniana". Secondo la fonte citata da Fars, la risposta dell'Iran a questa proposta non è arrivata in forma scritta ma "con attacchi continui sul terreno".
La Commissione per i Servizi armati della Camera dei rappresentanti è stata informata dal Pentagono che lo stato di un secondo militare è sconosciuto dopo l'abbattimento del caccia in Iran. Secondo un assistente del Congresso, alla Commissione è stato comunicato che un F-15 è stato abbattuto e un militare è stato recuperato mentre lo stato di servizio dell'altro militare è sconosciuto. Questo generalmente significa che il Dipartimento della Difesa non conosce la posizione della persona e che risulta dispersa.
Il Qatar sta resistendo agli sforzi degli Stati Uniti e di altri Paesi della regione per assumere un ruolo chiave come mediatore in un possibile accordo di cessate il fuoco con l'Iran, complicando i tentativi di trovare una via d'uscita ai negoziati. Lo riferiscono funzionari informati sui fatti e mediatori al Wall Street Journal. Lo Stato del Golfo ha comunicato la scorsa settimana ai funzionari statunitensi di non essere incline a svolgere un ruolo centrale nella mediazione o a guidare gli sforzi, secondo le stesse fonti.
L'attacco che ha colpito la postazione della missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) nel sud del Paese e ferito tre caschi blu, "è stato effettuato da un razzo del movimento sciita Hezbollah". Lo affermano le forze di difesa di Israele (Idf), in una nota, spiegando di aver identificato un lancio effettuato dalla "organizzazione terroristica Hezbollah". Una revisione della traiettoria, si legge nella nota dell'Idf, "indica chiaramente che il lancio è stato effettuato da Hezbollah". La nota accusa il movimento libanese di operare in maniera da "mettere in pericolo le forze internazionali e colpisce il personale Usa operativo nell'area". Secondo quanto riferito dalla portavoce della missione della Forza di interposizione dell'Onu in Libano (Unifil), Kandice Ardiel, un'esplosione all'interno di una postazione delle Nazioni Unite vicino a El Adeisse, nel sud del Libano, ha ferito "tre caschi blu, due dei quali in modo grave". Tutti e tre sono stati trasferiti in ospedale. "E' stata una settimana difficile per i caschi blu che operano nella parte centrale della zona di operazioni di Unifil. Auguriamo una piena e rapida guarigione a tutti i feriti", ha aggiunto Ardiel. "L'Unifil ricorda a tutte le parti in causa i loro obblighi di garantire la sicurezza e la protezione dei caschi blu, anche evitando attivita' di combattimento nelle vicinanze che potrebbero metterli in pericolo", ha concluso.
Le Forze di mobilitazione popolare dell'Iraq (Fmp o Hashd al Shabi, una coalizione di milizie a maggioranza sciita integrate nell'apparato statale iracheno) "che si sono schierate nelle strade e nelle piazze dell'Iran devono essere espulse dal Paese". Lo ha detto Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran, in un messaggio su X. "Le milizie Hashd al Shaabi e altre milizie irachene sono forze di invasione e occupazione. Non hanno posto in Iran. Devono essere espulse immediatamente dal suolo puro dell'Iran", ha detto Pahlavi. "Ciò che il regime di Saddam Hussein non è riuscito a imporre all'Iran durante otto anni di guerra, il criminale regime islamico lo sta imponendo oggi alla nazione iraniana. Questa è la massima umiliazione per un regime anti-iraniano che, per sopravvivere, ha consegnato il Paese a occupanti stranieri. E' il calpestamento dell'orgoglio nazionale e un'offesa sfacciata al sangue di coloro che hanno difeso la patria per otto anni contro l'Iraq", ha scritto Pahlavi, riferendosi alla guerra tra Iran e Iraq (1980-1988).
Un altro elicottero UH-60 Black Hawk dell'aeronautica degli Stati Uniti è stato colpito dal fuoco terrestre iraniano durante l'operazione per soccorrere l'equipaggio di un jet F-15E Strike Eagle abbattuto. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari militari statunitensi e israeliani. L'equipaggio dell'elicottero è comunque riuscito a portare il velivolo in salvo in Iraq, hanno aggiunto i funzionari.
Diverse forti esplosioni sono state udite questa sera a Teheran, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. L'agenzia di stampa iraniana Fars afferma che le difese aeree sono state attivate. Israele aveva precedentemente annunciato "attacchi su larga scala" sulla capitale iraniana.
Israele ha distrutto un ponte nel Libano orientale: lo riportano i media ufficiali libanesi, dopo che l'esercito dello Stato ebraico aveva avvertito che avrebbe colpito due infrastrutture di questo tipo nella zona, con l'obiettivo di impedire il trasferimento di rinforzi a Hezbollah. "I caccia israeliani hanno preso di mira il ponte che collega Sohmor a Mashghara, provocandone la distruzione", ha riferito l'agenzia di stampa statale libanese.
Il presidente americano Donald Trump, in una breve intervista telefonica, si è rifiutato di discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in Iran, a seguito dell'abbattimento di un jet americano, esprimendo frustrazione per la copertura mediatica di quella che è, chiaramente, un'operazione militare intensa e delicata. In una breve intervista telefonica a Garrett Haake di Nbc News, Trump, alla domanda se gli eventi odierni influiranno su eventuali negoziati con l'Iran, ha replicato: "No, affatto. No, è guerra. Siamo in guerra, Garrett".
"Un aereo A10 nemico invasore americano-sionista è stato intercettato e colpito dai sistemi della rete di difesa aerea del paese, nelle acque a sud e nei pressi dello Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato l'esercito iraniano citato dall'agenzia Fars, dopo che il New York Times ha riferito che il jet è precipitato nel Golfo con il pilota incolume.
Un secondo jet da combattimento Usa è precipitato oggi nella regione del Golfo Persico: il pilota è stato tratto in salvo incolume, secondo due funzionari americani. L'aereo d'attacco, ha riferito il New York Times, individuato in un A-10 Warthog, è precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz all'incirca nello stesso momento in cui un F-15E della Usa Air Force è stato abbattuto sui cieli dell'Iran, hanno detto i funzionari, fornendo scarsi dettagli sull'incidente, compresi i particolari su come e dove sia avvenuto.
Secondo quanto risulta da una email del Pentagono ottenuta da Associated Press, l'esercito Usa ha dichiarato di aver ricevuto notifica "dell'abbattimento di un aereo" in Medioriente. L'email non fornisce ulteriori dettagli.
Israele ha rinviato alcuni degli attacchi aerei pianificati in Iran per oggi, al fine di non ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso di uno dei due membri dell'equipaggio del caccia statunitense abbattuto sopra l'Iran. Lo ha confermato alla Cnn un funzionario israeliano.
Almeno tre persone sono morte in un attacco che ha preso di mira una zona residenziale a nord di Teheran. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr, citata da Al Jazeera.
Un elicottero Usa mandato in volo per cercare l'equipaggio del caccia statunitense abbattuto dall'Iran "è stato colpito" da un proiettile: lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, senza fornire ulteriori dettagli.
Uno dei due piloti del caccia Usa F-15E abbattuto in Iran è stato tratto in salvo dalle forze americane. Lo hanno confermato a CBS News due funzionari americani. L'F-15E è un velivolo con un equipaggio di due persone. La missione di ricerca e soccorso continua per trovare il secondo membro dell'equipaggio come riferito da una fonte israeliana e un'altra a conoscenza della situazione ad Axios.
I militari del 160esimo Special Operations Aviation Regiment (Soar), il Reggimento aviazione per operazioni speciali, noto come 'Night Stalkers', potrebbero essere coinvolti nelle operazioni di ricerca e soccorso dei piloti americani abbattuti in Iran. Il reggimento, secondo alcuni media, è specializzato, tra le altre missioni, nello svolgimento di operazioni in ambienti ostili, comprese quelle di ricerca e soccorso ed è costantemente addestrato e preparato per tali scenari. Furono proprio i Night Stalkers a schierare le forze speciali a Caracas e a catturare l'ex leader venezuelano Nicolás Maduro lo scorso gennaio.
Vedrà in due giorni i principali leader dell'area e visiterà oltre all'Arabia Saudita anche Emirati Arabi e Qatar
Il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno concordato sull'esigenza di un "immediato cessate il fuoco" nel Golfo Persico. Lo hanno fatto durante un colloquio telefonico tenutosi oggi. Lo ha riferito il Cremlino, citato dall'agenzia Tass.
Il caccia statunitense precipitato nel sud dell'Iran, innescando una missione di ricerca e recupero per l'equipaggio di due persone, secondo il Washington Post che cita due funzionari americani. Il primo caso noto di velivolo Usa abbattuto all'interno del territorio ostile nel corso del conflitto, ormai giunto al suo secondo mese, coinvolgerebbe un F-15E. Anche se i media Usa non sono concordanti sul punto: l'ipotesi si basa sulle dichiarazioni dei funzionari sulle immagini dei rottami diffuse dai media statali iraniani. L'incidente segnerebbe la perdita del quarto F-15 dall'inizio della guerra. All'inizio di marzo, personale kuwaitiano aveva abbattuto per errore tre di questi caccia. Tutti e sei i membri dell'equipaggio si erano catapultati fuori dall'abitacolo, venendo poi recuperati sani e salvi.
"Prima di parlare della riapertura dello Stretto di Hormuz, l'Italia deve opporsi con fermezza alla palese violazione del Diritto Internazionale da parte degli aggressori americano-sionisti". Lo scrive l'ambasciata iraniana a Roma sul suo profilo X. "L'insicurezza nello Stretto di Hormuz è il risultato diretto dell'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, non della legittima difesa dell'Iran. Se siete preoccupati per la crisi globale dell'energia e dei fertilizzanti, costringete gli aggressori a porre fine completamente e definitivamente alla guerra, affinché la stabilità possa tornare nella regione", prosegue il post.
L'agenzia semi-ufficiale iraniana Fars afferma che l'esercito di Teheran ha avviato delle ricerche per trovare il pilota del caccia americano che i Pasdaran sostengono di aver abbattuto. "Le forze militari hanno lanciato un'operazione di ricerca per ritrovare il pilota del caccia americano che è stato colpito in precedenza", ha scritto l'agenzia.
Tre caschi blu sono rimasti feriti, due in modo grave, per un'esplosione avvenuta all'interno di una postazione dell'Onu nel sud del Libano, nei pressi della città di El Adeisseh. Lo ha reso noto una portavoce dell'Unifil, precisando che "tutti sono attualmente in fase di evacuazione verso l'ospedale" e l'origine dell'esplosione resta sconosciuta.
Blitz della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel Golfo Persico. Meloni, appena atterrata a Gedda, vedrà in due giorni i principali leader dell'area e visiterà oltre all'Arabia Saudita anche Emirati Arabi e Qatar. Si tratta della prima visita di una leader occidentale nell'area cruciale per il petrolio, dall'inizio del conflitto in Iran. La missione della premier punta, inoltre, al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale.
Dopo la portaconteiner francese anche una nave cisterna giapponese per il trasporto di gas liquido ha attraversato in queste ore lo stretto di Hormuz. Lo rende noto Iran International, citando la Mitsui Osk Lines, compagnia marittima proprietaria dell'imbarcazione. La società ha informato anche che l'equipaggio a bordo della nave è al sicuro, senza fornire per ora ulteriori dettagli.
Donald Trump ha presentato al Congresso un bilancio della difesa record di 1.500 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2027, il più ampio incremento su base annua dalla Seconda Guerra Mondiale. Tale richiesta include circa 200 miliardi di dollari in finanziamenti aggiuntivi a sostegno dell'attuale impegno militare nei confronti dell'Iran.
Una forte esplosione causata da un attacco aereo ha colpito oggi la capitale iraniana, Teheran. Non è chiaro quale fosse stato l'obiettivo colpito. La tv iraniana, mentre dava la notizia, ha mandato in onda le immagini di detriti metallici sul cassone di un pick-up.
"Con un po' più di tempo, possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e fare una fortuna. Potrebbe essere un pozzo petrolifero per il mondo???". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Amnesty International ha denunciato che le autorità iraniane stanno calpestando i diritti dei bambini e commettendo una grave violazione del diritto internazionale umanitario equivalente a un crimine di guerra, attraverso il reclutamento e la mobilitazione di bambini, anche di soli 12 anni, in una campagna militare diretta dai Guardiani della rivoluzione. Il 26 marzo Rahim Nadali, vicecomandante dei Guardiani della rivoluzione dell'area metropolitana della capitale Teheran, ha annunciato una campagna di reclutamento chiamata "Combattenti per la difesa della madrepatria dell'Iran", precisando che era "aperta a volontari" a partire dai 12 anni di eta' e incoraggiando a registrarsi presso le basi dei paramilitari basij nelle moschee della capitale. Testimonianze oculari e filmati verificati hanno fornito prove sul dispiegamento di bambini soldato ai posti di blocco dei Guardiani della rivoluzione e tra le loro pattuglie, armati anche con fucili d'assalto AK47.
Chiunque catturerà vivo il pilota statunitense del "caccia F-35 recentemente abbattuto", riceverà una "ricompensa preziosa". Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Fars, in un aggiornamento relativo alla notizia di un caccia Usa colpito dalle forze armate della Repubblica islamica questa mattina. Secondo quanto riportato dai media iraniani, nelle scorse ore il velivolo è stato abbattuto. L'agenzia Tasnim riferisce che, dopo la distruzione del caccia, il pilota si è eiettato ed è caduto in territorio iraniano. Fars riferisce di due elicotteri che stanno operando nelle province meridionali e occidentali per trovare il pilota. Tuttavia, a differenza di quanto riportato dai media statali iraniani, le immagini pubblicate dalle stesse testate - se autentiche - indicano che l'aereo in questione sarebbe in realta' un F-15, e non un F-35.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato la responsabilità per l'attacco odierno a un impianto kuwaitiano di energia e desalinizzazione dell'acqua, attribuendolo invece a Israele. In precedenza, secondo quanto riferisce il giornale americano New York Times, Fatima Hayat, portavoce del ministero dell'elettricità, dell'acqua e delle energie rinnovabili del Kuwait, ha affermato che l'Iran è responsabile dell'attacco.
L'Iraq ha rafforzato le misure di sicurezza nelle carceri di tutto il Paese, che sono "pienamente protette tramite cordoni esterni e attrezzature logistiche". Lo ha fatto sapere il portavoce del ministero dell'Interno del governo federale di Baghdad, Abbas al Bahadli, citato dai media iracheni. "Il ministero continua a impegnarsi per garantire la sicurezza e creare un ambiente favorevole allo sviluppo", ha affermato il funzionario, aggiungendo che "Baghdad è diventata un esempio di città che non dorme mai e le cui luci non si spengono mai". Al Bahadli ha invitato i cittadini a "esercitare cautela e vigilanza nel maneggiare oggetti estranei che potrebbero cadere in determinate aree, al fine di garantire la propria sicurezza personale, e a consentire ai servizi di sicurezza, alle squadre di soccorso, ai servizi di ambulanza e alla protezione civile di svolgere il proprio lavoro".
Israele continuerà a bombardare l'Iran, in pieno coordinamento con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una valutazione sulla situazione del conflitto, a Tel Aviv. "In pieno coordinamento tra me e il presidente Trump, tra le forze di difesa di Israele (Idf) e l'esercito Usa, continueremo a bombardare l'Iran", ha detto Netanyahu. "Insieme ai nostri amici Americani, continueremo a bombardare il regime del terrore in Iran. Stiamo eliminando comandanti, bombardando ponti e infrastrutture", ha detto il premier israeliano.
Secondo indiscrezioni non confermate, un pilota statunitense potrebbe essere stato catturato dalle forze iraniane dopo essersi eiettato da un caccia di ultima generazione che, secondo le Guardie Rivoluzionarie, sarebbe stato abbattuto nell'Iran centrale. Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim, riferendosi all'annuncio da parte di Teheran dell'abbattimento di un F-35. Le fonti suggeriscono che il pilota statunitense sia stato catturato dalle forze militari iraniane. Secondo un corrispondente dell'agenzia Tasnim a Kohgiluyeh e nella provincia di Boyer-Ahmad, nell'Iran occidentale, in base ad alcune informazioni, dopo l'abbattimento del caccia americano da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche avvenuto oggi, il pilota si sarebbe eiettato atterrando in territorio iraniano. Il corrispondente ha aggiunto che vi sono indicazioni che gli americani, credendo che il pilota fosse ancora vivo, abbiano tentato di portarlo fuori dai confini iraniani. Tuttavia, alcune fonti affermano che il pilota sarebbe stato probabilmente catturato dalle forze iraniane.
Almeno 12 persone sono rimaste ferite nella zona di Ajban ad Abu Dhabi a seguito della caduta di detriti dopo l'intercettazione di un missile da parte della difesa aerea. Lo ha reso noto l'ufficio stampa del governo emiratino in una nota, precisando che sette dei feriti sarebbero cittadini del Nepal, mentre altri cinque sarebbero di nazionalità indiana. Almeno una persona avrebbe riportato gravi ferite. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa degli Emirati, oggi la difesa aerea del Paese ha intercettato quattro missili e 47 droni lanciati dall'Iran. Dall'inizio della guerra regionale, gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato un totale di 475 missili balistici, 23 missili da crociera e 2.085 droni.
Lo scorso dicembre il Dipartimento di Stato americano ha espulso il vice ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, adducendo motivi di sicurezza nazionale. Lo riporta Axios che cita un funzionario statunitense e una fonte a conoscenza dell'incidente. Gli Stati Uniti hanno chiesto al diplomatico Saadat Aghajani di lasciare l'incarico a dicembre, attraverso una procedura interna riservata, spesso utilizzata in casi delicati. Secondo quanto riferito, almeno altri due diplomatici iraniani a New York sarebbero stati espulsi nei mesi scorsi.
Il primo ministro uscente dell'Iraq, Mohammed Shia al Sudani, ha presieduto ieri una riunione dedicata al settore petrolifero. Secondo quanto reso noto da un comunicato dell'ufficio di Al Sudani, hanno preso parte alla riunione il ministro delle Finanze, il ministro del Petrolio e diversi funzionari specializzati del comparto. Stando al comunicato, le discussioni si sono concentrate sul quadro giuridico per la finalizzazione di un accordo con la compagnia russa Lukoil, che si è ritirata dal giacimento petrolifero di West Qurna 2, e sulle ragioni dei ritardi. La riunione ha poi affrontato nel dettaglio la situazione relativa al settore petrolifero nazionale, alla luce delle sfide derivanti dall'escalation in corso nella regione.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha annunciato su X che, nella telefonata con Papa Leone, "per scambiarsi gli auguri per le festività di Pesach e Pasqua", si è "discusso della guerra con l'Iran, inclusa la continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime iraniano e dei suoi proxy terroristici contro persone di tutte le fedi. Ho ricordato i recenti attacchi missilistici iraniani su Gerusalemme che sono caduti nell'area di siti sacri per cristiani, musulmani ed ebrei. Anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo pericoloso e violento regime del terrore".
Nella mattinata di oggi, si è svolta una telefonata tra Papa Leone XIV e Isaac Herzog, Presidente dello Stato d'Israele, in occasione delle festività pasquali. "Durante il colloquio, è stata ribadita la necessità di riaprire tutti i possibili canali di dialogo diplomatico, per porre fine al grave conflitto in corso, in vista di una pace giusta e duratura in tutto il Medio Oriente. Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati sull'importanza di proteggere la popolazione civile e di promuovere il rispetto del diritto internazionale e umanitario", riferisce una nota della Santa Sede.
Il corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha annunciato di avere colpito "con successo" la base aerea di Ramat David, sede dei caccia israeliani F-16, con due missili balistici. In una nota riportata dall'Isna, si riferisce anche che "missili a testata multipla Khorramshahr hanno preso di mira oltre 50 obbiettivi nel cuore di Tel Aviv".
Amnesty International avverte l'Iran che il reclutamento di bambini anche di soli 12 anni per le Basij, la forza di volontari delle Guardie Rivoluzionarie, costituisce un crimine di guerra. Le Guardie hanno lanciato questo appello di recente, in seguito agli attacchi subiti dai posti di blocco delle Basij durante la guerra con gli Stati Uniti e Israele. Amnesty International ha inoltre affermato che testimoni oculari e la propria analisi di filmati video "mostrano bambini soldato impiegati" presso posti di blocco e pattuglie, alcuni armati con armi tra cui fucili d'assalto tipo Kalashnikov. "Mentre gli attacchi statunitensi e israeliani colpiscono migliaia di siti (delle Guardie Rivoluzionarie), comprese le strutture dei Basij, in tutto il paese, anche attraverso attacchi di droni contro pattuglie di sicurezza e posti di blocco, il dispiegamento di bambini soldato al fianco del personale (delle Guardie Rivoluzionarie) o nelle loro strutture li espone a un grave rischio di morte e lesioni", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas di Amnesty International.
Se Donald Trump minaccia l'Iran di rimandarlo all'età della pietra, Teheran assicura che riporterà i soldati degli Stati Uniti più indietro nella Preistoria. "Non rimanderemo le vostre truppe all'età della pietra, le rimanderemo ancora più indietro nel tempo", ha dichiarato il comandante della fanteria iraniana, il generale Alì Jahanshahi, citato da PressTv. "I commando dell'esercito iraniano hanno trascorso anni in un addestramento brutale e sono pronti al combattimento. L'Iran è il luogo dove gli invasori vengono sepolti", ha avvertito.
L'Esercito iraniano ha promesso di colpire "in modo più duro e devastante" beni, basi e proprietà degli Usa e di Israele nella regione, in risposta alle rinnovate minacce del presidente statunitense Donald Trump riguardo a raid contro infrastrutture iraniane. "Qualsiasi attacco ai ponti, alle centrali elettriche o alle infrastrutture energetiche iraniane provocherà attacchi non solo contro tutti i beni statunitensi e israeliani nella regione e nei territori occupati, ma anche contro proprietà chiave degli alleati degli Stati Uniti e dei Paesi ospitanti, in modo più duro e devastante rispetto a prima", ha afferamato il portavoce del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya in una dichiarazione, citata da PressTv. "I Paesi che ospitano basi statunitensi devono costringere le forze americane ad andarsene se vogliono rimanere al sicuro", ha aggiunto il funzionario.
Una nave portacontainer appartenente al gruppo armatoriale francese CMA CGM ha attraversato lo Stretto di Hormuz per lasciare il Golfo, mostrando sul suo segnale di navigazione il messaggio "armatore francese". È quanto emerge dai dati di tracciamento marittimo del sito web MarineTraffic. La Kribi, battente bandiera maltese, ha attraversato lo stretto da ovest a est ieri pomeriggio e questa mattina si trovava al largo della costa di Muscat, trasmettendo ancora il messaggio "armatore Francia" invece di una destinazione.
Il Kuwait afferma che un attacco iraniano ha colpito un impianto di produzione di energia e desalinizzazione dell'acqua, causando danni materiali ad alcune parti della struttura. Lo riporta The Times of Israel. Il ministero dell'Elettricità, dell'Acqua e delle Energie Rinnovabili precisa che le squadre di emergenza e tecniche stanno intervenendo secondo i piani di emergenza per mantenere operative le attività e mettere in sicurezza il sito.
L'esercito israeliano ha annunciato oggi di aver colpito più di 3.500 obiettivi in tutto il Libano nel mese trascorso dall'inizio dei combattimenti con il gruppo militante Hezbollah. Il Libano è stato coinvolto nella guerra in Medio Oriente il 2 marzo, dopo che Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha lanciato razzi contro Israele per vendicare l'attacco israelo-americano che ha ucciso la Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei. Israele ha risposto con massicci attacchi in tutto il Libano e un'offensiva di terra. L'esercito israeliano ha precisato di aver ucciso circa mille militanti in Libano nell'ultimo mese, con attacchi mirati a quelle che ha descritto come "infrastrutture terroristiche, depositi di armi, postazioni di lancio e quartier generali di comando e controllo" appartenenti a Hezbollah. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato ieri che 1.345 persone sono state uccise e 4.040 ferite dall'inizio della guerra, tra cui 1.129 uomini, 91 donne e 125 bambini. Sempre ieri il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva avvertito che il capo di Hezbollah, Naim Qassem, pagherà un "prezzo straordinariamente alto" per l'intensificarsi degli attacchi durante le festività ebraiche in corso.
Un attacco di droni ha colpito un magazzino della Mezzaluna Rossa nella provincia iraniana di Bushehr. Lo ha dichiarato la stessa organizzazione umanitaria iraniana. L'attacco, avvenuto nelle prime ore del mattino intorno alle 5, ha colpito una struttura nella zona di Choghadak, distruggendo due container per gli aiuti umanitari, due autobus e veicoli di emergenza, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. Non si segnalano vittime.
I funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf) hanno affermato di non essere in grado di disarmare Hezbollah, poiché ciò richiederebbe l'occupazione di tutto il Libano, aggiungendo che solo lo Stato libanese potrebbe disarmare il gruppo. Lo scrive Haaretz, aggiungendo che nei prossimi giorni l'Idf intende presentare alla leadership politica una proposta per istituire una "zona di sicurezza" nel Libano meridionale, estesa per 2-3 chilometri dal confine israeliano. Secondo il piano, non verrebbero costruiti avamposti militari nella zona e la maggior parte dei civili che vivono nei villaggi verrebbe evacuata per prevenire attriti tra le truppe e la popolazione civile. I funzionari hanno aggiunto che un potenziale cessate il fuoco in Iran non dovrebbe essere collegato a una cessazione dei combattimenti in Libano, che si prevede continueranno. L'obiettivo dell'esercito è impedire il ritorno dei militanti di Hezbollah nei villaggi all'interno della zona di sicurezza. Tuttavia non è ancora chiaro se l'esercito intenda demolire completamente tutte le case della zona o consentire ai residenti di farvi ritorno in un secondo momento. Secondo le stime militari, Hezbollah possiede ancora diverse migliaia di razzi, per lo più a corto raggio. Finora, affermano le forze di difesa israeliane, pochi militanti sono stati avvistati nei villaggi più vicini al confine, ma sono state rinvenute infrastrutture e armi utilizzate dal gruppo. Alcune di queste non erano state scoperte durante la guerra in Libano iniziata alla fine del 2023, mentre altre sono state aggiunte in seguito, a testimonianza degli sforzi di Hezbollah per riorganizzarsi.
L'Unione europea deve prepararsi a una crisi energetica "di lunga durata" causata dalla guerra in Medio Oriente e sta valutando "tutte le possibilità" per affrontarla, compreso il razionamento del carburante e il rilascio di ulteriori riserve di petrolio. Lo ha detto il commissario Ue all'Energia, Dan Jorgensen, in un'intervista al Financial Times, avvertendo che per alcuni prodotti "critici", come carburante per aerei o diesel, "le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane".
Le Forze della difesa Israeliana (Idf) hanno annunciato di aver ucciso 15 militanti di Hezbollah nel Libano meridionale che stavano pianificando un attacco contro Israele. Armi e granate di Hezbollah sono state rinvenute in loro possesso. Lo scrive Haaretz.
Le Filippine hanno annunciato che le proprie navi potranno transitare in sicurezza nello Stretto di Hormuz. Manila ha condotto colloqui con l'Iran dopo un periodo di contatti diplomatici, con l'obiettivo di essere riconosciuta come Stato "non ostile" al fine di garantire la continuita' delle forniture di petrolio. Il ministro degli Esteri Theresa Lazaro ha riferito nel corso di una visita a Singapore che i colloqui sono stati "produttivi e positivi" e che la controparte iraniana ha promesso che le navi battenti bandiera filippina, il settore energetico e il personale marittimo del Paese asiatico potranno beneficiare di un "passaggio sicuro, rapido e senza ostacoli".
"Qualsiasi azione provocatoria da parte degli aggressori e dei loro sostenitori, anche in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz, non farà altro che complicare ulteriormente la situazione". Lo dice il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo una nota diffusa dal ministero. Una votazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'uso della forza per la riapertura dello Stretto di Hormuz è prevista per domani.
"Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver abbattuto un secondo F-35 americano mentre sorvolava l'Iran centrale". Lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, precisando che il caccia "è stato distrutto ed è precipitato". Non si hanno informazioni sul pilota a causa dei gravi danni subiti dal velivolo. Al Jazeera, che ha ripreso la notizia, ha precisato che al momento non è giunto alcun commento dal comando Usa nella regione. Il quartier generale di Khatam al-Anbiya ha aggiunto che "a causa della grave esplosione del caccia al momento dell'impatto e dello schianto, la possibilità che il pilota si sia eiettato è bassa".
La portaerei a propulsione nucleare statunitense Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha lasciato la Croazia dopo riparazioni effettuate durante una sosta di cinque giorni a Spalato, segnalando un possibile ritorno nelle operazioni militari in Medio Oriente legate al conflitto con l'Iran. La nave era uscita temporaneamente dall'area operativa dopo aver subito danni causati da un incendio scoppiato nei locali lavanderia e negli alloggi dell'equipaggio. La Marina ha confermato che le riparazioni sono state completate e che l'unità ha ricevuto rifornimenti per proseguire la missione. Secondo fonti citate dai media, anche la portaerei Uss George H.W. Bush sarebbe in rotta a sua volta verso il Medio Oriente con il proprio gruppo d'attacco, composto da cacciatorpediniere e oltre 6.000 militari, a ulteriore rafforzamento della presenza navale statunitense.
Alcuni droni iraniani hanno colpito la raffineria di petrolio di Mina al-Ahmadi in Kuwait, provocando incendi nell'impianto. La Kuwait Petroleum Corp., società statale, ha rilasciato una dichiarazione sull'attacco e ha affermato che i vigili del fuoco stavano lavorando per domare le fiamme. Non sono stati segnalati feriti, ha precisato la società. Il Kuwait gestisce tre raffinerie di petrolio. Mina al-Ahmadi è stata oggetto di numerosi attacchi nel corso della guerra.
Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato su X di aver intercettato e distrutto un drone durante la notte, senza fornire ulteriori dettagli. La notizia fa seguito a quella comunicata ieri, secondo cui sono stati intercettati e abbattuti quattro droni. Lo riferisce la tv panaraba Al Jazeera.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di distruggere altre infrastrutture civili in Iran. "I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!", ha avvertito Donald Trump sul suo social network Truth. Gli Stati Uniti non hanno "nemmeno iniziato" il loro programma di distruzione delle infrastrutture civili del Paese, ha avvertito Trump. Il tycoon ha ripetuto più volte che la grande maggioranza dei siti militari, obiettivi primari dell'offensiva americano-israeliana iniziata il 28 febbraio in Iran, era già stata danneggiata o distrutta. "I leader del nuovo regime (iraniano) sanno cosa bisogna fare, e che bisogna farlo in FRETTA!", ha aggiunto il presidente americano, che alterna minacce e appelli a Teheran affinché accetti un accordo di cessate il fuoco.
Secondo recenti valutazioni dell'intelligence Usa dopo un mese di guerra, circa la metà dei lanciatori di missili dell'Iran risulta ancora intatta e Teheran ha ancora a disposizione migliaia di droni d'attacco. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. "L'Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione", ha affermato una delle fonti. Secondo il rapporto Teheran ha ancora circa il 50% dei droni e una vasta quantità di missili da crociera che costituiscono una capacità strategica fondamentale per minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Dieci siti di impatto sono stati segnalati dopo un attacco missilistico iraniano con testate a grappolo contro Israele centrale, segnalando danni ma nessun ferito. È quanto hanno riscontrato i medici del Magen David Adom. Secondo quanto riferito, il missile non è stato intercettato. Le testate a grappolo hanno colpito Ramat Gan, Givat Shmuel e Petah Tikva, causando danni a case, strade e auto parcheggiate. Lo riporta The Times of Israel.