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Guerra in Iran, Trump sui social: "A Teheran è calma prima della tempesta" | Nyt: "Possibile ripresa dei bombardamenti"
Il presidente americano ha "avvertito" il regime su Truth con una foto creata con l'Intelligenza artificiale
© Truth
Donald Trump è torna a minacciare l'Iran, questa volta con una foto generata con l'Intelligenza artificiale. Il presidente americano ha postato su Truth un'immagine che avverte della "calma prima della tempesta" e lo ritrae mentre punta il dito verso la telecamera, circondato da navi da guerra in acque agitate. Il tutto con il solito cappellino Maga. Su diverse imbarcazioni sventolano bandiere iraniane e sullo sfondo si addensano nuvole grigie. Secondo il New York Times, nei prossimi giorni è attesa una ripresa dei bombardamenti su Teheran.
Il movimento libanese Hezbollah ha annunciato in serata di aver colpito un obiettivo militare nel nord di Israele.Il gruppo armato sostenuto dall'Iran ha dichiarato in un comunicato che i suoi combattenti hanno preso di mira "la caserma di Ya'ara" con "uno sciame di droni d'attacco", dopo aver annunciato diverse operazioni contro le forze israeliane schierate nel sud del Libano, dove occupano un territorio vicino al confine tra i due Paesi. Il fragile cessate il fuoco tra Libano e Israele non è riuscito a porre fine ai combattimenti iniziati il 2 marzo scorso.
Donald Trump torna a minacciare l'Iran, questa volta con una foto generata con l'Intelligenza artificiale. Il presidente ha infatti postato su Truth un'immagine che avverte della "calma prima della tempesta" e lo ritrae mentre - con indosso il solito cappellino Maga - punta il dito verso la telecamera, circondato da navi da guerra in acque agitate. Su diverse imbarcazioni sventolano bandiere iraniane e sullo sfondo si addensano nuvole grigie.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Lo ha reso noto il Cremlino. "Sono state discusse questioni relative alla crisi in Medioriente e relative all'Iran. Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di proseguire il processo politico e diplomatico per sviluppare accordi di pace di compromesso, tenendo debitamente conto degli interessi di tutti gli Stati della regione", si legge nella dichiarazione. Le parti hanno espresso "reciproca soddisfazione per il positivo sviluppo della cooperazione tra Russia ed Emirati Arabi Uniti nei settori politico, commerciale ed economico". "I leader hanno concordato di proseguire con contatti bilaterali attivi", viene spiegato ancora. Putin "ha ringraziato la parte emiratina per il suo costante aiuto nella risoluzione delle questioni umanitarie nel contesto del conflitto ucraino".
Una persona sarebbe morta e un'altra sarebbe rimasta ferita a seguito di colpi di artiglieria nei pressi dello svincolo di Sarbin, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, aggiungendo che le forze israeliane hanno sferrato attacchi nell'area attorno alle città di Jebchit, Qaqaiyat al Jisr, Mayfadoun, Nabatieh al Fawqa, Yohmor al Shqif, Srifa e Tiro.
"Un elicottero dell'esercito statunitense sorvola le acque regionali nei pressi dello Stretto di Hormuz per sorvegliare le navi mercantili, nell'ambito dell'applicazione da parte degli Stati Uniti del blocco marittimo contro l'Iran. Al 16 maggio, 78 navi mercantili sono state dirottate e 4 sono state fermate per garantire il rispetto delle disposizioni". Lo ha scritto su X il Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom.
La televisione di stato iraniana ha dichiarato che alcuni paesi europei hanno avviato colloqui con Teheran in merito al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. "A seguito del passaggio di navi provenienti da paesi dell'Asia orientale, in particolare Cina, Giappone e Pakistan, abbiamo ricevuto oggi informazioni che indicano che anche gli europei hanno avviato negoziati con la marina delle Guardie Rivoluzionarie" per ottenere il permesso di transito, ha riferito la televisione di stato, senza specificare quali paesi.
L'Iran ha stabilito nuove norme per il passaggio nello stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato Ebrahim Azizi, capo della commissione Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. "L'Iran, nel quadro della sua sovranità nazionale e della garanzia della sicurezza commerciale internazionale, ha preparato un meccanismo professionale per gestire il traffico nello stretto di Hormuz lungo una rotta designata, che sarà svelato presto", ha scritto su X. "Da questa procedura trarranno beneficio solo le navi commerciali e le parti che cooperano con l'Iran", ha avvertito, "per i servizi specializzati forniti nell'ambito di questo meccanismo saranno riscossi pedaggi". Il meccanismo, ha chiarito, "rimarrà chiuso agli operatori del cosiddetto "Progetto libertà", vale a dire Stati Uniti e Israele.
Il capo dell'ala militare di Hamas a Gaza, Izz ad-Din al-Haddad, è stato eliminato: lo ha confermato oggi l'Idf. Secondo quanto riportato da Kan, Al-Haddad è stato ucciso ieri sera in un edificio residenziale nel quartiere di Rimal a Gaza. Anche Hamas ha confermato la notizia e i media della Striscia di Gaza hanno iniziato a trasmettere immagini della cerimonia funebre del leader dell'organizzazione terroristica. Una fonte israeliana ha affermato che gli Stati Uniti erano stati informati in anticipo che Israele stava dando la caccia ad al-Haddad.
Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) affermano di aver lanciato una serie di raid aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nel Libano meridionale. In precedenza, l'esercito aveva emanato avvisi di evacuazione per nove villaggi nel Libano meridionale. Questi attacchi sono i primi da quando, ieri sera, il cessate il fuoco in Libano è stato prorogato di 45 giorni, ricorda il Times of Israel. Hezbollah e Israele hanno continuato ad attaccarsi a vicenda da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il cessate il fuoco il 16 aprile scorso, accordo che ora si è in gran parte dissolto, sebbene i combattimenti rimangano a un livello inferiore rispetto a prima.
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha deplorato l'annuncio da parte degli Stati Uniti e di alcuni Stati del Golfo Persico di una bozza di risoluzione all'Onu sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Qualora gli Stati Uniti dovessero innescare una nuova escalation, tutti gli Stati co-firmatari condivideranno la responsabilità internazionale, insieme a Washington, per le conseguenze", ha dichiarato. "Nessuna scusa politica o copertura diplomatica può assolvere questi Paesi dalla responsabilità di aver facilitato, permesso e legittimato l'aggressione statunitense", ha dichiarato la missione venerdì sera, aggiungendo: "Gli Stati Uniti stanno cercando di sfruttare il numero dei cosiddetti co-firmatari della loro bozza di risoluzione, politicamente motivata e unilaterale, per creare una falsa immagine di 'ampio sostegno internazionale' alle loro azioni illegali in corso e per spianare la strada a ulteriori avventure militari nella regione".
Si prevede che Trump convocherà il suo più stretto gruppo di consiglieri nelle prossime 24 ore per prendere una decisione definitiva in merito alla ripresa della guerra contro l'Iran, e Israele stima che una decisione su un eventuale intervento militare potrebbe essere presa molto presto. Lo scrive l'emittente israeliana Channel 12. Secondo un alto funzionario israeliano, citato da C12, "la ripresa dei combattimenti è imminente" e Israele si sta preparando alla possibilità di "giorni o settimane di scontri". A suo dire, gli americani comprendono che i negoziati non stanno progredendo verso una svolta e a Gerusalemme attendono la decisione di Trump, prevedendo che il quadro si chiarirà entro circa 24 ore.
In una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha esortato le nazioni del mondo a contrastare le richieste "illegali" di Washington. Secondo quanto riportato da Mehr, Pezeshkian ha affermato: "L'aggressione israelo-americana ha provocato l'assassinio dell'Ayatollah Khamenei, di importanti figure politiche e militari e di 3.468 cittadini, con ingenti danni a scuole, università, ospedali, luoghi di culto e infrastrutture. Si tratta di chiari crimini di guerra". Citando passi coranici e biblici che condannano l'arroganza, ha elogiato le "posizioni morali, logiche e giuste" del Papa sull'attacco.
"Agli americani viene detto che devono assorbire i costi esorbitanti di una guerra contro l'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, aggiungendo: "Lasciamo da parte l'aumento del prezzo della benzina e la bolla del mercato azionario: il vero dolore inizia quando il debito pubblico statunitense e i tassi sui mutui cominciano a salire. I tassi di insolvenza sui prestiti auto sono già ai massimi livelli degli ultimi 30 anni. Tutto questo era evitabile", ha sottolineato in un post sul suo account X.
L'aviazione israeliana ha colpito questa mattina la località di Yohmor al Shaqif, nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall'Agenzia nazionale di informazione libanese. L'agenzia ha aggiunto che anche Kfar Tebnit e Arnoun sono state bersagliate da intensi bombardamenti di artiglieria.
Il segretario statunitense all'Energia Chris Wright ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz dovrebbe riaprire "entro l'estate al più tardi", aggiungendo che un accordo con l'Iran potrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Wright ha avvertito che se Teheran continuerà a bloccare il traffico marittimo e a "tenere in ostaggio l'economia mondiale", gli Stati Uniti potrebbero usare la forza militare per riaprire il passaggio strategico, pur preferendo una soluzione diplomatica. Il segretario ha anche parlato di "confusione" e divisioni interne nella leadership iraniana, suggerendo che la crisi potrebbe portare a un cambio di regime a Teheran. Intanto il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti è salito a 4,53 dollari al gallone. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha proposto una sospensione temporanea della tassa federale sui carburanti per contenere i rincari.
Funzionari statunitensi sospettano che hacker legati all'Iran siano responsabili di una serie di intrusioni informatiche contro sistemi che monitorano il carburante nei serbatoi delle stazioni di rifornimento in diversi Stati Usa. Lo riferiscono fonti informate citate dall'emittente televisiva Cnn, secondo cui gli attacchi hanno preso di mira dispositivi di misurazione automatici collegati a Internet e privi di protezioni adeguate. Gli hacker sarebbero riusciti a manipolare i dati relativi ai livelli di carburante, senza però alterare fisicamente le quantità presenti nei serbatoi. Le intrusioni non avrebbero causato danni concreti, ma hanno riacceso le preoccupazioni sulla vulnerabilità delle infrastrutture critiche statunitensi. Esperti di sicurezza avvertono infatti che un accesso simile potrebbe teoricamente permettere di nascondere perdite di carburante o altri problemi di sicurezza.
Gli Stati Uniti hanno permesso a tre petroliere cinesi cariche di petrolio iraniano di attraversare lo Stretto di Hormuz all'inizio della settimana. Lo ha detto il presidente Donald Trump in un'intervista rilasciata a Fox News dopo la sua visita in Cina. Le petroliere hanno attraversato lo stretto "perché noi lo abbiamo permesso", ha detto Trump, precisando che il via libera è stato dato prima della sua partenza per Pechino.
Gli Stati Uniti e Israele sono impegnati in intensi preparativi per una possibile ripresa degli attacchi contro l'Iran già dalla prossima settimana. Lo riferiscono due funzionari mediorientali al New York Times, sottolineando che i preparativi sono "i più ampi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco".
L'esercito israeliano ha dichiarato "zona militare chiusa" un'area costiera che si estende per 5,7 chilometri dal confine con il Libano. Lo riporta Haaretz secondo cui l'Idf ha affermato di aver emesso l'ordine questa sera "a seguito di una valutazione della situazione", aggiungendo che "l'accesso all'area è severamente vietato". La zona interdetta si estende dalla località di confine di Rosh Hanikra, dove un drone di Hezbollah ha ferito tre persone, fino alla città costiera di Nahariya, nel nord di Israele.
La delegazione negoziale libanese a Washington ha affermato che la proroga della tregua con Israele e l'istituzione di un percorso di sicurezza facilitato dagli Stati Uniti aprono la strada a una "stabilità duratura". "La delegazione libanese accoglie con favore l'esito odierno", si legge in una dichiarazione diffusa dalla presidenza libanese dopo che la tregua nella guerra tra Israele e Hezbollah è stata prorogata di altri 45 giorni. "La proroga del cessate il fuoco e l'istituzione di un percorso di sicurezza facilitato dagli Stati Uniti offrono un respiro fondamentale ai nostri cittadini, rafforzano le istituzioni statali e promuovono un percorso politico verso una stabilità duratura".
Sono partiti da Augusta, in Sicilia, i due cacciamine italiani che potrebbero intervenire per liberare lo Stretto di Hormuz una volta che si raggiungerà un accordo di tregua. Le due unità, il "Crotone" e il "Rimini", sono inizialmente diretti a Gibuti, capitale dell'omonimo stato sul Corno d'Africa, che raggiungeranno attraverso lo Stretto di Suez. Approderanno lì tra circa un mese, come riferisce Ansa.
