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Trump: "Non mi scuso col Papa, ha detto cose sbagliate" | "Contattati dall'Iran, noi non abbiamo bisogno di Hormuz" | Nuovi colloqui giovedì?
"Non voglio un pontefice che ritiene accettabile che l'Iran abbia arma nucleare", ha poi aggiunto il tycoon. Meloni: "Inaccettabili le parole contro Prevost"
Donald Trump attacca duramente Papa Leone, definendolo "debole sulla criminalità e pessimo in politica estera" e criticandolo per le sue posizioni sull’Iran. Il presidente afferma di preferire il fratello Louis, "totalmente Maga", e sostiene che senza di lui alla Casa Bianca Leone non sarebbe stato eletto, invitando il pontefice a essergli grato. Il Papa, commentando con i giornalisti le parole del presidente Usa, ha risposto così: "Non ho paura di lui, parlo del Vangelo e della pace". Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha condannato l'insulto al Pontefice "a nome della grande nazione dell'Iran". Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, secondo il primo ministro Benjamin Netanyahu il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe essere messo in discussione "in brevissimo tempo". La premier Giorgia Meloni: "Inaccettabili le parole di Trump contro il Papa". E il tycoon ribatte: "Non mi scuso con il Papa, ha detto cose sbagliate". Intanto, spunta l'ipotesi di nuovi colloqui che potrebbero tenersi giovedì, di nuovo in Pakistan.
Donald Trump torna ad attaccare il New York Times. "Per coloro che leggono ancora il fallimentare New York Times - e nonostante il fatto che l'Iran sia stato totalmente obliterato, militarmente e sotto ogni altro aspetto, si potrebbe pensare che l'Iran stia in realtà vincendo o, quantomeno, se la stia cavando piuttosto bene. Ma non è vero, e il New York Times sa bene che si tratta di fake news!", ha scritto il tycoon in un post su Truth. "Quando si scuserà questo organo di stampa corrotto per le sue menzogne e per le orribili azioni compiute contro di me, i miei sostenitori e il nostro stesso Paese? Non hanno alcuna vergogna? Non hanno alcun senso di decoro?", ha concluso Trump.
Il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il suo omologo russo Sergei Lavrov, "hanno parlato e scambiato opinioni telefonicamente riguardo agli ultimi sviluppi regionali e ai negoziati tra Iran e Stati Uniti a Islamabad". Lo rende noto lo stesso Araghchi nel suo canale Telegram aggiungendo che "ulteriori notizie saranno comunicate successivamente".
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato l'Europa a svolgere un ruolo costruttivo nei negoziati per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti. Riferendo su Telegram di una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron, Pezeshkian ha dichiarato di aver sottolineato l'intenzione di Teheran di continuare i negoziati solo nell'ambito del diritto internazionale, poiché "considera qualsiasi esagerazione e comportamento al di fuori delle regole internazionali un ostacolo al raggiungimento di un accordo duraturo". "L'Europa può svolgere un ruolo costruttivo nel convincere gli Stati Uniti a rispettare questi quadri", ha detto il presidente iraniano a Macron. "Gli approcci basati su minacce, pressioni e azioni militari non solo non sono una soluzione, ma aumentano anche la complessità delle questioni e peggioreranno i problemi creati dagli stessi americani", ha aggiunto.
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha elogiato Papa Leone XIV per quella che ha definito una "posizione coraggiosa", dopo la risposta del Pontefice alle accuse lanciate da Donald Trump. In dichiarazioni riportate dall'emittente di Stato iraniana, riprese da Al Jazeera, Ghalibaf ha lodato il Papa per aver condannato quelli che ha chiamato i "crimini di guerra" degli Stati Uniti e di Israele. Il messaggio del Papa: "Non ho paura" risuona e "illumina la via per tutti coloro che rifiutano di restare in silenzio e ignorare l'uccisione degli innocenti", ha spiegato. "La vostra guida è un'ispirazione per milioni di persone, grazie per questa luce!", ha aggiunto Ghalibaf.
L'impatto della guerra in Medio Oriente "è rilevante, globale e fortemente asimmetrico, colpendo in modo sproporzionato i Paesi importatori di energia, in particolare quelli a basso reddito", con l'aumento dei prezzi di petrolio, gas e fertilizzanti. Lo affermano in una nota congiunta i vertici di Agenzia internazionale dell'energia (Iea), Fmi e Banca mondiale riunitisi oggi a Washington, impegnandosi a "monitorare e valutare attentamente l'impatto della guerra sui mercati energetici, sull'economia globale e sui singoli Paesi, coordinando al contempo la nostra risposta e il sostegno" ai Paesi interessati.
Il prossimo round di negoziati tra Stati uniti e Iran potrebbe tenersi in Pakistan il 16 aprile. Lo ha riferito The Atlantic, citando una fonte a Teheran. I due Paesi hanno già avuto colloqui a Islamabad sabato, dopo che il presidente Usa Donald Trump aveva annunciato un accordo con Teheran per un cessate il fuoco di due settimane. Domenica mattina il vicepresidente Usa J.D. Vance ha poi dichiarato che Iran e Stati uniti non sono riusciti a raggiungere un'intesa al termine di 21 ore di trattative.
La Bbc riferisce di aver identificato quella che sembra essere la prima nave ad attraversare lo Stretto di Hormuz da quando gli Usa hanno imposto un blocco alle petroliere legate all'Iran e ai porti iraniani. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, la portacontainer Paya Lebar è diretta a Dubai, negli Emirati, dopo essere partita dall'India. Un'altra nave, la petroliera Rich Starry, ha invertito la rotta durante l'avvicinamento allo Stretto, come mostra MarineTraffic. Non è chiaro se la nave, soggetta a sanzioni statunitensi, stesse tentando di attraversare lo Stretto per poi uscire attraverso il Golfo dell'Oman.
Il blocco annunciato dal presidente Usa Donald Trump a Hormuz contro il traffico marittimo da e per i porti iraniani rischia di trasformare il vertice con il presidente cinese Xi Jinping, previsto a Pechino il 14 e 15 maggio, da occasione di stabilizzazione nei rapporti tra le prime due economie mondiali a nuovo terreno di scontro tra i due giganti. La posta in gioco è enorme. Prima della guerra, attraverso Hormuz passava circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale. La Cina ha importato circa 12 milioni di barili di greggio al giorno nei primi due mesi del 2026, più di qualsiasi altro paese, ed è esposta in modo rilevante sia ai flussi del Golfo sia al petrolio iraniano. Sul fronte del gas, circa un terzo del Gnl cinese arriva dal Medio Oriente, mentre il Qatar da solo ha rappresentato quasi un quarto delle spedizioni dirette in Cina lo scorso anno.
"Non possiamo permettere a un Paese di ricattare o estorcere il mondo, perché è quello che stanno facendo: stanno davvero ricattando il mondo". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran. "Non lasceremo che accada. Noi non abbiamo nemmeno bisogno dello Stretto di Hormuz, questa è la cosa incredibile", ha ribadito il presidente, annunciando che ora "molte navi stanno arrivando nel nostro Paese proprio mentre parliamo per caricare il miglior petrolio sul mercato".
"Siamo stati contattati questa mattina dalle persone giuste, le persone appropriate. Vogliono mettersi al lavoro, vorrebbero lavorare". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, riguardo ai negoziati con l'Iran.
"Non c'è nulla di cui scusarsi" con il Papa: "ha detto cose che sono sbagliate". Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che il Pontefice è "debole" sul crimine.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di congelare per 20 anni l'arricchimento dell'uranio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali gli iraniani hanno replicato proponendo un periodo più breve, ovvero una durata a "una sola cifra".
"Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra". Sono le parole della premier Giorgia Meloni pronunciate in merito a quanto detto dal tycoon sul Pontefice.
Secondo quanto si apprende da fonti informate l'ambasciatore d'Italia a Tel Aviv, Luca Ferrari, è stato convocato dal ministero degli Esteri israeliano per protesta a seguito delle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha definito "inaccettabili" i bombardamenti da parte di Israele sulla popolazione civile in Libano.
"Se una qualsiasi delle 'navi veloci' dovesse avvicinarsi anche solo lontanamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso metodo di eliminazione che impieghiamo contro gli spacciatori sulle imbarcazioni in mare: rapido e brutale". Così Donald Trump su Truth.
Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. La scadenza era fissata alle 16 ora italiana. Le forze armate americane non hanno confermato ufficialmente l'entrata in vigore, ma il Centcom aveva dichiarato che sarebbe scattato alle 16 come proclamato da Trump. "Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman", aveva detto il Centcom.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha condannato l'insulto a Papa Leone XIV "a nome della grande nazione dell'Iran". "Dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessuna persona libera. Vi auguro gloria da parte di Allah", ha aggiunto il presidente su X in riferimento alle parole usate da Donald Trump contro il Papa.
Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe essere messo in discussione "in brevissimo tempo". Netanyahu afferma di aver parlato ieri con il vicepresidente Usa JD Vance dopo il fallimento dei negoziati.
La Russia ha avviato questa mattina la rotazione finale presso la centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Lo ha affermato Aleksej Likhachev, amministratore delegato di Rosatom, azienda pubblica russa attiva nel settore dell'energia nucleare. "Oggi alle 8:00 (le 7:00 italiane) abbiamo iniziato la rotazione finale presso la centrale di Bushehr. Centotto persone si stanno dirigendo verso Isfahan, tutto procede secondo i piani. All'impianto sono rimaste 20 persone, tra cui il responsabile della nostra filiale, i suoi vice, rappresentanti del settore sicurezza e tecnici incaricati di preservare le apparecchiature e di vigilare, tra l'altro, sull'integrita' del nostro villaggio", ha detto.
Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e i due hanno esaminato gli ultimi sviluppi dopo i colloqui in Pakistan con la delegazione statunitense. Lo ha riferito il canale Telegram di Araghchi, aggiungendo che "ulteriori notizie" sulla telefonata "saranno comunicate successivamente".
Israele appoggia la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre un blocco navale all'Iran. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che il suo governo è in pieno coordinamento con Washington sulla questione. "L'Iran ha violato le regole (dei colloqui di pace in Pakistan), il presidente Trump ha deciso di imporre un blocco navale", ha affermato Netanyahu durante una riunione di gabinetto, secondo un video diffuso dal suo ufficio". Naturalmente, sosteniamo questa posizione ferma e siamo in costante coordinamento con gli Stati Uniti".
Il blocco di Internet in Iran è arrivato al 45esimo giorno, ma mentre la popolazione non ha accesso alla Rete se non in modo intermittente e ad alti costi, le autorità della Repubblica islamica continuano a pubblicare liberamente sui social. A denunciarlo è l'organizzazione che monitora l'accesso globale a Internet, NetBlocks. "Oggi è il giorno 45 del blackout di Internet in Iran", scrive NetBlocks su X, "con la connettività internazionale interrotta da oltre 1056 ore". "Figure del regime e influencer inseriti nella whitelist pubblicano liberamente sui social media, mentre riducono al silenzio una popolazione di 90 milioni di persone", aggiunge l'organizzazione.
"Temiamo che i continui attacchi contro il Libano rischino di far deragliare l'intero processo. Una lezione fondamentale delle ultime settimane è che la sicurezza è indivisibile. Non si può avere stabilità in Medio Oriente o nel Golfo mentre il Libano è in fiamme. Chiediamo quindi a tutte le parti di rispettare la sovranità del Libano e di attuare una cessazione completa delle ostilità". Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del collegio dei commissari.
"Abbiamo avuto un dibattito orientativo in particolare sull'impatto economico della crisi in Medio Oriente. La chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un danno e la libertà di navigazione è di primaria importanza". Lo ha detto Ursula von der Leyen in conferenza stampa dopo la riunione della Commissione sulla crisi in Medio Oriente.
"Molti dettagli riguardanti il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti rimangono poco chiari" ma si tratta di una iniziativa che avrà comunque un "impatto negativo" sui mercati. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, come riporta l'agenzia Tass. "Molto probabilmente, tali azioni continueranno ad avere un impatto negativo sui mercati internazionali; questo si può presumere con un alto grado di certezza", ha affermato Peskov in un briefing con la stampa.
L'emittente israeliana Channel 12 ha riferito che gli attacchi dell'esercito di Israele (Idf) continueranno in tutto il Libano, a eccezione di Beirut e dei suoi sobborghi meridionali, su richiesta degli Stati Uniti. I negoziati tra il Libano e Israele per un cessate il fuoco dovrebbero iniziare domani.
"Non sono un politico", "parlo del Vangelo" secondo il quale "bisogna costruire la pace". "Smettiamola con le guerre!". Lo ha detto il Papa parlando con i giornalisti sul volo da Roma ad Algeri. Leone XIV ha insistito sul "dialogo" e sulla "relazione multilaterale tra le nazioni per trovare una soluzione giusta ai problemi. Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi, e credo che qualcuno debba alzarsi per dire che c'è una via migliore".
Donald Trump in tunica bianca e rossa, la mano destra sulla fronte di un malato e luce divina che emana da quella sinistra, circondato da una dottoressa, un militare e altre figure adoranti, con elementi come la bandiera Usa, un'aquila e la Statua della Libertà sullo sfondo: è l'immagine creata con l'Intelligenza Artificiale postata sul suo account Truth dal presidente Usa, poco dopo aver attaccato duramente in un altro post papa Leone XIV.
© Truth
La Presidenza della Cei, "esprime rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore" dal Presidente Usa Donald Trump, e "unendosi a quanto affermato dal Presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero".
"Io non ho paura dell'amministrazione Trump", "parlo del Vangelo" e quindi "continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Lo ha detto Papa Leone XIV commentando con i giornalisti sul volo da Roma ad Algeri l'attacco di Donald Trump contro di lui. "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui", ha aggiunto.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian condanna "l'insulto" rivolto a Papa Leone XIV "a nome della grande nazione dell'Iran". "Dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessuna persona libera. Vi auguro gloria da parte di Allah", ha aggiunto il presidente su X in riferimento alle parole usata da Donald Trump contro il Papa.
Il movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha lanciato quattro razzi verso la zona di Karmiel, nel nord di Israele. Lo riporta il quotidiano Times of Israel, secondo cui due razzi sono stati intercettati mentre altri due sono caduti in aree aperte. Al momento non si segnalano feriti. In precedenza, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf), erano stati intercettati diversi droni lanciati da Hezbollah. Non sono stati segnalati impatti in aree popolate.
La Casa Bianca ha intensificato le valutazioni interne sull'impatto economico e finanziario della guerra con l'Iran, tra crescenti timori per le ricadute su mercati, inflazione e prezzi dell'energia di conflitto prolungato. Stando a fonti informate citate dal quotidiano Wall Street Journal, il presidente Donald Trump e i suoi consiglieri hanno ricevuto nelle ultime settimane avvertimenti da ministri, alleati politici e leader aziendali sui rischi per l'economia statunitense, specie nel caso in cui le ostilità dovessero protrarsi per più di alcune settimane. Stando al quotidiano, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha discusso con Trump possibili scenari legati alla durata della guerra, inclusi aumenti dei prezzi della benzina e misure di risposta economica. Secondo le valutazioni, Europa e Asia sarebbero le aree del Globo più esposte a rincari energetici.
Le Borse europee, compresa quella di Milano, hanno avviato gli scambi in calo, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato un blocco dello stretto di Hormuz in seguito al fallimento dei negoziati con l'Iran. L'indice Ftse Mib perde in avvio di seduta lo 0,8 per cento. Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi ha aperto in rialzo sugli 80 punti.
Il Regno Unito non parteciperà ad alcun blocco navale dello Stretto di Hormuz proposto dal presidente statunitense, Donald Trump, nonostante le dichiarazioni di quest'ultimo che "numerosi Paesi" sarebbero pronti a collaborare. Un portavoce del governo di Londra ha riferito che il Regno Unito continuerà a "sostenere la libertà di navigazione e l'apertura dello Stretto di Hormuz, che è urgentemente necessaria per sostenere l'economia globale". Come ha riferito il quotidiano britannico "The Guardian", Londra mantiene una distinzione tra un possibile contributo alla sicurezza marittima - si pensi a operazioni di sminamento - e un vero e proprio blocco, ritenuto a rischio di escalation. Il portavoce di Downing Street ha riferito che il primo ministro britannico, Keir Starmer, sta lavorando con alleati europei e partner del Golfo a un "piano credibile e praticabile" per la riapertura dello Stretto. Intanto, Trump ha criticato nuovamente Londra, definendo la posizione britannica "nello stile di Neville Chamberlain".
"Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad. Il presidente del parlamento iraniano ha dunque avvertito che la mossa potrebbe avere ripercussioni negative sui consumatori americani, con un conseguente aumento dei prezzi del carburante. Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi.
Prezzo del petrolio in deciso aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio passa di mano a 104,57 dollari con un avanzamento dell'8,28%, mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 102,03 dollari con una crescita del 7,12%.
Gli Stati Uniti bloccheranno le navi "in entrata o in uscita" dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio, ora italiana (le 10 nella costa orientale). Lo ha scritto su Truth il presidente Donald Trump, in merito alla crisi dello Stretto di Hormuz.
Nel 2025 l'Iran ha giustiziato almeno 1.639 persone, un record dal 1989. Lo rivela il rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese 'Iran human rights' (Ihr) e dell'organizzazione parigina 'Ensemble contre la peine de mort' (Ecpm) Parigi, secondo cui "il ricorso alla pena capitale potrebbe aumentare a seguito della guerra con Israele e gli Stati Uniti". In dettaglio il numero delle esecuzioni è aumentato del 68% rispetto al 2024 (975 persone uccise) e include 48 donne impiccate. Secondo le due Ong "se la Repubblica islamica sopravviverà alla crisi attuale, esiste un serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più massiccio come strumento di oppressione e repressione".
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con l'Iran. Lo riporta Lloyd's List. Prima dell'annuncio del blocco - spiega il quotidiano - il traffico marittimo attraverso lo Stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico.
Donald Trump ha detto che "altre nazioni stanno lavorando affinché l'Iran non possa vendere petrolio" parlando con i giornalisti al suo arrivo a Washington. Il presidente americano non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo.
Il cessate il fuoco in Iran "sta reggendo bene". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington. Il presidente ha confermato quanto annunciato dal Comando centrale americano che il blocco navale nei porti iranian entrerà in vigore domani alle 10:00 (oggi, ndr), le 16 in Italia, e che "ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio".
"Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington da Mar-a- Lago dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan.
"Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump". Lo scrive il presidente americano in un duro attacco al pontefice. "Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", ha detto ancora il tycoon.
Donald Trump attacca Papa Leone in un post su Truth. "Èdebole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose", ha scritto il presidente americano. "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare".
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