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Iran: riaprire Hormuz ma nessun impegno sul nucleare | Trump: "Inaccettabile" | Netanyahu: "La guerra non è finita, portare via l'uranio"

La contro-offerta di Teheran è stata recapitata ai mediatori pachistani

10 Mag 2026 - 23:57
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L'Iran ha inviato al mediatore pachistano la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra, mentre la fragile tregua regge. Secondo l'agenzia di stampa Isna, la contro-offerta della Repubblica islamica è incentrata sullo stop delle ostilità e sulla sicurezza marittima, nello Strettto di Hormuz e nell'intera area del Golfo. In precedenza, il presidente statunitense Donald Trump aveva ribadito di "aspettarsi di avere notizie molto presto" da Teheran. Gli sforzi diplomatici intanto hanno registrato la visita negli Usa del premier del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, impegnato negli incontri a Miami con l'inviato di Trump, Steve Witkoff, e il segretario di Stato Marco Rubio, all'indomani dei colloqui avuti alla Casa Bianca con il vicepresidente JD Vance. Intanto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la guerra "non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati". Da Teheran, poi, avvertimenti a Regno Unito e Francia per aver inviato una portaerei verso il Medio Oriente - rispettivamente la Hms Dragon e la Charles de Gaulle - nel tentativo di guidare gli sforzi per creare una coalizione internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz (dopo che sarà raggiunto un accordo di pace): "Reagiremo con una risposta immediata". Intanto, l'Iran propone tramite i mediatori pachistani di riaprire Hormuz ma non si impegna sul nucleare: per Trump è "inaccettabile". 


Parigi e Londra copresiederanno martedì una riunione dei ministri della difesa sullo Stretto di Hormuz. Lo rende noto il governo britannico.


"Ho appena letto la risposta dei cosiddetti rappresentanti iraniani. Non mi piace per niente, è assolutamente inaccettabile!". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, commentando la risposta iraniana all'ultima proposta degli Stati Uniti per risolvere il conflitto.


L'Iran ha inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta Usa per porre fine alla guerra, esponendo nel dettaglio le sue richieste con diversi punti aperti di divergenza. Lo riporta il Wsj che, in base a persone a conoscenza dei contenuti, ha riferito che la risposta non soddisfa la richiesta Usa sugli impegni preliminari sul destino del programma nucleare iraniano e alle sue scorte di uranio altamente arricchito, temi da affrontare nel corso dei successivi 30 giorni di negoziato. Al contrario, Teheran propone la fine delle ostilità e la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale.


La premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi è stata rilasciata su cauzione e trasferita in un ospedale di Teheran domenica, secondo una dichiarazione della fondazione gestita dalla sua famiglia, riportata dalla Cnn. La Fondazione Narges ha affermato che a Mohammadi è stata "concessa la sospensione della pena dietro cauzione" dopo 10 giorni di ricovero nell'ospedale di Zanjan. "Il suo trasferimento in ambulanza è stato completato", si legge nella dichiarazione, "e ora si trova all'ospedale Pars di Teheran per essere curata dalla sua équipe medica". "La vita di Narges Mohammadi è appesa a un filo. Sebbene sia attualmente ricoverata in ospedale a seguito di un grave malore, un trasferimento temporaneo non è sufficiente", ha aggiunto il marito di Mohammadi, Taghi Rahmani, nella dichiarazione. Mohammadi, prigioniera politica da quasi vent'anni, ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2023 per il suo attivismo a favore della democrazia. In carcere ha dovuto affrontare gravi problemi di salute, subendo diversi attacchi cardiaci durante la detenzione e un intervento chirurgico d'urgenza nel 2022. La scorsa settimana, la Fondazione Narges ha riferito che Mohammadi ha "ripetutamente accusato forti dolori al petto, alla schiena e alle braccia" e ha avvertito che qualsiasi ritardo nelle cure potrebbe avere gravi conseguenze per la sua salute.


"L'Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!), e ha finalmente fatto centro quando Barack Hussein Obama è diventato presidente. Egli non è stato solo benevolo nei loro confronti, è stato eccezionale: si è schierato apertamente dalla loro parte, scaricando Israele e tutti gli altri Alleati, e concedendo all'Iran una nuova, importante e potentissima linfa vitale". E' quanto scrive il presidente Donald Trump su Truth nel pieno dei negoziati, mettendo in guardia Teheran sul fatto che "non riderà più".


Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha replicato all'avvertimento lanciato dal vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, che aveva messo in guardia contro l'iniziativa franco-britannica volta a sostenere la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz una volta cessate le ostilità. Gharibabadi, in un post su X, che il dispiegamento di navi da guerra nell'area di Hormuz affronterà una risposta immediata da parte delle forze armate iraniane. Macron ha risposto affermando che non si tratterà di uno schieramento militare, ma di una missione internazionale volta a garantire la sicurezza della navigazione non appena le condizioni lo consentiranno.


Il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista andata in onda oggi al programma Full Measure with Sharyl Attkisson, ha promesso che assumerà il controllo dell'uranio arricchito iraniano. "A un certo punto lo otterremo", ha detto nell'intervista, rilanciata dal New York Post, "lo teniamo sotto sorveglianza. Sapete, ho creato una cosa chiamata Space Force, e loro stanno osservando". "Se qualcuno entrasse, potrebbero dirvi il suo nome, il suo indirizzo, il numero del suo badge", ha proseguito, assicurando che "abbiamo tutto sotto stretta sorveglianza" e "se qualcuno si avvicinasse al posto, lo sapremmo, e lo faremmo saltare in aria". "Non possiamo permettere che l'Iran abbia un'arma nucleare", ha ribadito Trump.


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L'Iran ha avvertito Gran Bretagna e Francia che le sue forze armate lanceranno una "risposta decisa e immediata" a qualsiasi nave da guerra inviata nello Stretto di Hormuz, dopo che Parigi e Londra hanno inviato vascelli nella regione. "Ricordiamo loro che sia in tempo di guerra che in tempo di pace, solo la Repubblica Islamica dell'Iran può garantire la sicurezza in questo Stretto e non permetterà a nessun Paese di interferire in tali questioni", ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi.


Le scorte di uranio arricchito in possesso dell'Iran devono essere "rimosse" prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un'intervista alla Cbs. La guerra "non è finita, perché c'è ancora materiale nucleare, l'uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall'Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati", ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma 60 Minutes. "Si interviene e lo si porta via", ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l'uranio potesse essere rimosso. "Credo che la guerra abbia ottenuto risultati significativi", ha detto Netanyahu, aggiungendo che oltre al nucleare, "ci sono ancora le forze per procura sostenute dall'Iran e i loro missili balistici che intendono ancora produrre. Certo, ne abbiamo neutralizzata gran parte, ma c'è ancora del lavoro da fare". Alla domanda su come portarlo via, se con un'azione militare, il premier ha replicato che "il presidente Trump mi ha detto: Voglio intervenire lì, e io credo che, dal punto di vista pratico, sia fattibile. Non è quello il problema. Se si raggiunge un accordo sul punto, si interviene e si porta a termine l'operazione, perché no? È il modo migliore". Su un'azione di forza, senza accordo, "ne parlerò con gli Usa, perché non ho intenzione di parlare delle nostre capacità o dei nostri piani militari; sto semplicemente cercando di stabilire quanto tempo ci vorrà per raggiungere tale obiettivo. Non fornirò una tempistica precisa, ma dirò che si tratta di una missione di importanza assolutamente cruciale", ha concluso Netanyahu.


Oltre 20 navi da guerra americane stanno attuando il blocco navale contro l'Iran. È quanto riporta il Centcom, il Comandato militare americano che copre il Medio Oriente, precisando che attività di vigilanza hanno permesso di "reindirizzare 61 navi commerciali" e di "immobilizzarne 4 per garantire il rispetto" del blocco. Il post su X, inoltre, include una foto in cui sono riprese nel mar Arabico la Uss John Finn (DDG 113) che naviga in coda alla Uss Milius (DDG 69), alla Usns Carl Brashear (T-AKE-7) e alla portaerei a propulsione nucleare Uss George H.W. Bush.


L'obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la "cessazione immediata della guerra" e il "ripristino della sicurezza marittima" nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l'attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all'attuale conflitto militare.


La Repubblica Islamica dell'Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l'agenzia Irna.


Il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha avvertito gli Stati Uniti contro qualsiasi attacco alle navi nelle acque del Golfo, affermando che la moderazione dell'Iran è finita. "La nostra moderazione è finita da oggi. Qualsiasi attacco alle nostre navi provocherà una risposta iraniana forte e decisa contro le navi e le basi americane", ha dichiarato Ebrahim Rezaei in un post su X.


Il comandante delle forze armate iraniane, Ali Abdullahi, ha fatto visita alla guida suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei. Lo riferisce l'emittente statale "Irib", secondo cui Khamenei ha elogiato le forze armate e ha annunciato "nuove misure e un percorso per portare avanti le misure e affrontare con forza i nemici". Da quando è stato nominato guida suprema dell'Iran, in seguito all'uccisione di suo padre Ali Khamenei, Mojtaba non è mai apparso in pubblico e le sue dichiarazioni sono state lette dai media statali. 


"L'Iran non si piegherà mai al nemico": lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian, sottolineando che "se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo, ma piuttosto che puntiamo a realizzare i diritti dell'Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali". Secondo l'agenzia di stampa Irna, il presidente ha invitato il popolo all'unità di fronte.


Si è udita una forte esplosione nella città portuale di Chabahar, nel sud-ovest dell'Iran, che si affaccia sul Golfo di Oman. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr.


Le forze armate del Kuwait hanno intercettato stamattina presto "diversi droni ostili" all'interno dello spazio aereo del Paese: è quanto reso noto dal portavoce ufficiale del Ministero della Difesa del Kuwait, il colonnello Saoud Abdulaziz Al-Atwan, in un comunicato diffuso dai social. L'esercito del Kuwait fa sapere che l'episodio "è stato gestito secondo le procedure approvate". Nel comunicato non sono indicati danni a persone o cose.


Un proiettile di origine non identificata ha colpito una nave cargo al largo di Doha, capitale del Qatar: lo ha reso noto l'ente britannico per il commercio marittimo.


La Marina iraniana ha schierato sottomarini leggeri di produzione nazionale, noti come delfini del Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz per contrastare le navi nemiche. Lo ha dichiarato il comandante, il contrammiraglio Shahram Irani, citato dall'agenzia Tasnim, sottolineando che la flotta di sottomarini leggeri viene ampliata e posizionata sul fondale marino nelle acque dello Stretto di Hormuz in base alle minacce esistenti, alle capacità e alle esigenze operative. Irani ha aggiunto che i sottomarini sono in grado di rimanere sul fondale per lunghi periodi nelle acque strategiche dello Stretto di Hormuz, intercettare e distruggendo le navi nemiche.


Il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha espresso la necessità che "tutte le parti rispondano agli sforzi di mediazione in corso" nella guerra d'Iran, "in modo da permettere di affrontare le cause profonde della crisi attraverso mezzi pacifici e il dialogo". Lo si legge in un comunicato ufficiale del Qatar, secondo cui Al Thani ha rilasciato queste dichiarazioni durante il suo incontro con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio. Per il premier del Paese del Golfo, se tutte le parti coinvolte risponderanno agli sforzi di mediazione del Pakistan, allora sarà possibile raggiungere "un accordo globale che garantisca una pace duratura nella regione".


I Paesi che "seguiranno gli Stati Uniti nell'imporre sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran avranno senz'altro problemi nel passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz", d'ora in poi. Lo ha detto un portavoce delle forze armate dell'Iran, citato dall'agenzia di stampa "Tasnim". "Nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto" e l'equilibrio politico del sistema iraniano "non è stato sconvolto", ha affermato un portavoce senior delle forze armate iraniane. 


I "dragamine italiani potrebbero essere inviati a Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento alle navi di tutto il mondo". Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, in un'intervista a Il Corriere della Sera. "E' necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali. Non vogliamo certo entrare in guerra, ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari. Ne va anche della nostra sicurezza nazionale, e del benessere di cittadini e imprese italiane", ha spiegato Tajani. Con gli Stati Uniti, "i rapporti sono continui (...) Sull'Iran non siamo stati coinvolti, nemmeno avvertiti. Anche noi condividiamo l'obiettivo di pacificare la regione, auspichiamo un dialogo che porti alla pace. Non è in contraddizione", ha aggiunto.


La nave metaniera Al Kharaitiyat, gestita da una società con base in Qatar e battente bandiera delle Isole Marshall, ha attraversato oggi lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di navigazione della piattaforma open-source Marine Traffic. I dati indicano che la nave era partita dal porto qatariota di Ras Laffan ed è diretta a Port Qasim in Pakistan, dove dovrebbe scaricare il suo carico. La portacontainer era apparsa ieri nello Stretto di Hormuz intorno alle 16:27 ora di Doha (le 15:27 in Italia), a circa 24 miglia nautiche (44 chilometri) a sud-est dell'isola iraniana di Qeshm, per poi disattivare il segnale per circa 14 ore. La lunghezza della metaniera è di 315,16 metri e la sua larghezza è di 50 metri.


"Dopo il fallimento nella guerra militare, il nemico sta cercando di trasferire la guerra sul terreno economico". Lo ha sostenuto il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, durante una riunione di cui ha riferito la televisione del regime di Teheran. "Il popolo deve far fallire anche questo complotto, con la sua partecipazione e collaborazione", ha aggiunto. "La produzione nei vari giacimenti petroliferi del Paese prosegue senza interruzioni". Lo ha detto il presidente della commissione energia del Parlamento iraniano, Moussa Ahmadi, in un'intervista all'Isna. Insomma - ha assicurato - "le pressioni sulle esportazioni di petrolio iraniano non hanno un grande impatto".


Il capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir, mediatore tra Washington e Teheran, ha annunciato ai media locali che "gli sforzi di mediazione per raggiungere una pace duratura" tra Usa ed Iran "proseguono". "Islamabad sta facendo tutto il possibile per il successo", afferma.


L'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar. Il comandante di una nave mercantile, si legge nella nota, "ha riferito che l'imbarcazione è stata colpita da un proiettile non identificato. Si è sviluppato un piccolo incendio, poi estinto, e non si registrano vittime. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale".


Il Segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff si sono incontratia Miami con il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra in Iran. Lo riporta Axios, citando fonti a conoscenza del dossier. Stati Uniti e Iran stanno negoziando un memorandum per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. Il Qatar sta svolgendo un ruolo chiave nella mediazione tra le parti.

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